Come funzionano davvero i limiti di fatturato e cosa succede se li superi
Negli ultimi anni, uno dei dubbi più frequenti tra freelance, professionisti e partite IVA riguarda i limiti di fatturato del regime forfettario. La domanda è quasi sempre la stessa: il limite è 85.000€ o 100.000€? E soprattutto: cosa succede se supero una di queste soglie?
La confusione nasce dal fatto che nel regime forfettario esistono due soglie diverse, con effetti fiscali completamente differenti. Capire come funzionano i limiti di fatturato non è solo una questione teorica, ma un passaggio essenziale per evitare uscite improvvise dal regime, applicazione inattesa dell’IVA e problemi di liquidità.
In questa guida facciamo chiarezza definitiva su 85.000€ e 100.000€, spiegando come funzionano i limiti di fatturato del regime forfettario fino al 2026 e come gestirli in modo consapevole.
Limiti di fatturato nel regime forfettario: il quadro normativo
Nel regime forfettario i limiti di fatturato sono disciplinati in modo molto preciso dalla normativa fiscale, così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate.
Le soglie fondamentali sono due:
- 85.000 € → limite di accesso e permanenza
- 100.000 € → limite di tolleranza con uscita immediata
Queste due soglie non sono alternative, ma coesistono e producono effetti diversi.
Il vero limite del regime forfettario
La soglia degli 85.000 € rappresenta il limite ordinario di fatturato del regime forfettario.
In pratica:
- se non superi 85.000 € → resti nel regime forfettario
- se superi 85.000 € ma resti sotto 100.000 € → esci dal regime dall’anno successivo
Questo è il punto centrale dei limiti di fatturato: la soglia degli 85.000 € non fa scattare l’uscita immediata, ma produce effetti differiti.
Cosa succede concretamente
Se nel corso dell’anno superi i limiti di fatturato di 85.000 €, ma non superi i 100.000 €, accade questo:
- resti forfettario per tutto l’anno in corso
- non applichi IVA sulle fatture
- l’anno successivo passi al regime ordinario
Questo meccanismo è fondamentale per la pianificazione, perché ti consente di chiudere l’anno senza stravolgimenti, ma ti obbliga a prepararti al cambiamento.
Il limite “di sicurezza”
La soglia dei 100.000 € è il vero spartiacque critico dei limiti di fatturato nel regime forfettario.
Se superi 100.000 € di ricavi:
- esci immediatamente dal regime forfettario
- devi applicare l’IVA dalla fattura successiva
- passi al regime ordinario in corso d’anno
Questa uscita immediata può creare seri problemi di gestione, soprattutto se non è stata pianificata.
85.000€ o 100.000€? Perché esistono due limiti di fatturato
Il legislatore ha introdotto due limiti di fatturato per:
- evitare abusi del regime forfettario
- consentire una crescita graduale
- impedire salti improvvisi di regime per piccoli sforamenti
Gli 85.000 € rappresentano la soglia fisiologica del regime, mentre i 100.000 € servono come limite massimo oltre il quale il regime non è più compatibile con il volume d’affari.
Limiti di fatturato e IVA: cosa cambia
Nel regime forfettario:
- non applichi IVA
- non la detrai
- non fai liquidazioni IVA
Il superamento dei limiti di fatturato a 100.000 € cambia tutto:
- devi iniziare ad applicare IVA
- devi aprire la contabilità IVA
- cambiano prezzi, margini e flussi di cassa
Per questo motivo, arrivare impreparati a questa soglia è uno degli errori più gravi.
Attenzione a cosa si somma
Quando si parla di limiti di fatturato, conta:
- il totale dei ricavi/compensi fatturati
- al lordo di eventuali commissioni
- indipendentemente dall’incasso
Nel regime forfettario:
- non conta il netto
- non conta l’utile
- conta solo il fatturato lordo
Questo è particolarmente rilevante per chi lavora con piattaforme, intermediari o marketplace.
Casi reali
Caso 1: superamento degli 85.000€
Giulia fattura 88.000 € nel 2026.
- resta forfettaria per tutto il 2026
- non applica IVA
- nel 2027 passa al regime ordinario
Qui i limiti di fatturato producono un effetto differito.
Caso 2: superamento dei 100.000€
Marco fattura 102.000 € nel 2026.
- dalla fattura successiva deve applicare IVA
- esce subito dal regime forfettario
- deve adeguare prezzi e contratti
Questo è l’effetto più impattante dei limiti di fatturato.
Limiti di fatturato e contributi INPS
Il superamento dei limiti di fatturato:
- non modifica automaticamente la gestione previdenziale
- non elimina i contributi già dovuti
I contributi restano dovuti secondo la gestione di appartenenza:
- Gestione Separata INPS
- Artigiani e Commercianti INPS
La contribuzione è gestita dall’INPS.
Come evitare sorprese
Gestire correttamente i limiti di fatturato significa:
- monitorare il fatturato mese per mese
- prevedere l’andamento dell’ultimo trimestre
- valutare la tempistica delle fatture
- simulare l’impatto dell’IVA
Non si tratta di eludere la norma, ma di pianificare consapevolmente.
Cosa resta invariato
Nel 2026:
- limite ordinario 85.000 € confermato
- soglia massima 100.000 € confermata
- meccanismo di uscita invariato
La stabilità normativa rende ancora più importante conoscere bene i limiti di fatturato.
Dove si sbaglia
Gli errori più frequenti sono:
- pensare che il limite sia solo 100.000 €
- confondere incassi e fatturato
- accorgersi troppo tardi dello sforamento
- non prepararsi al regime ordinario
- ignorare l’effetto IVA
Conoscere i limiti di fatturato è una delle competenze fiscali più importanti per chi è in forfettario.
Conclusione
La domanda “85.000€ o 100.000€?” è mal posta: entrambi sono limiti di fatturato del regime forfettario, ma con funzioni diverse. Gli 85.000 € determinano la permanenza futura nel regime, i 100.000 € determinano l’uscita immediata.
Capire questa distinzione è essenziale per lavorare serenamente, evitare errori e pianificare la crescita. Il regime forfettario è uno strumento potente, ma solo se usato con consapevolezza.
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