Come aprire una Ditta Individuale?

L’incertezza che caratterizza il mondo del lavoro ha spinto molte persone ad aprire una ditta individuale.

La crisi economia, ulteriormente aggravata dalla pandemia del 2020, ha sovvertito l’ordine delle priorità: se prima, la maggior parte delle persone preferiva un posto da dipendente (possibilmente a tempo indeterminato), oggi è in costante crescita la percentuale di coloro che scelgono di avviare un’attività in proprio, investendo su sé stessi. 

In questo nuovo scenario, la Ditta Individuale rappresenta la soluzione migliore per chi è alla ricerca di una forma giuridica semplice e poco onerosa, soprattutto se avviata adottando il regime forfettario 2020

Prima di parlarti di quali sono gli adempimenti necessari per poter avviare una ditta individuale, chiariamo di cosa si tratta. 

Cos’è una Ditta Individuale

La Ditta Individuale è un’impresa a cui fa capo un unico titolare, ovvero l’imprenditore. Lui ha la responsabilità economica e legale della sua attività (responsabilità solidale) e ne è l’unico finanziatore. Non è fissato un capitale minimo inziale.

In sostanza, quando si avvia una ditta individuale si sta dando vita ad un’attività d’impresa che si caratterizza per la presenza:

  • Di un unico imprenditore che risponde solidalmente e illimitatamente ai suoi debitori (sia con il capitale aziendale che con quello personale);
  • Di un capitale d’impresa e un capitale personale che coincidono, permettendo ai creditori, in caso di mancati adempimenti, di rifarsi sul patrimonio mobiliare ed immobiliare intestato all’imprenditore;
  • Di un potere decisionale autonomo. In quanto unico titolare e unico responsabile della ditta, l’imprenditore può assumere le decisioni relative alla sua attività senza doversi confrontare con altre figure (questo aspetto velocizza il processo decisionale).
  • Di avere bassi oneri. La ditta individuale, infatti, è la forma giuridica più economica.

Generalmente, questo tipo di impresa viene scelto quando l’attività che si ha intenzione di avviare richiede un basso capitale inziale e non prevede un elevato rischio d’impresa.

Cosa fare per aprire una ditta individuale

Per dare vita ad una ditta individuale occorre innanzitutto scegliere il tipo di attività che si andrà a svolgere (es. edile, tessile, trasporti, bar, etc.). Questa prima fase è fondamentale per l’assegnazione del codice ATECO, utile all’attribuzione della Partita Iva.

Il passo successivo prevede la nomina di un Commercialista che ti affiancherà nella fase di avvio dell’attività e, successivamente, si occuperà di tutta la parte fiscale e contabile.

Essere seguiti da un Commercialista, soprattutto nelle battute iniziali di una nuova attività, permette al neo imprenditore di essere consigliato al meglio sul regime fiscale da adottare (ordinario, semplificato per cassa e forfettario).

La denominazione della ditta individuale deve contenere il nome e cognome dell’imprenditore oppure le inziali del suo nome o del suo cognome.

Questa forma giuridica d’impresa può essere svolta anche come impresa familiare o coniugale, consentendo al coniuge, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado di prendere parte all’attività e di partecipare alla divisione degli utili (il rischio d’impresa resta in capo all’imprenditore).

Per aprire una ditta individuale è previsto un unico documento da compilare, parliamo della ComUnica che deve essere presentata in via telematica accedendo al portale del Registro delle Imprese (ComunicaStarWeb).

Consegnando la ComUnica, l’imprenditore che intende avviare una ditta individuale adempie anche ai seguenti obblighi:

  • Denunciare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate;
  • Richiedere l’assegnazione della Partita Iva, dopo aver comunicato il o i codici ATECO e il regime fiscale scelto;
  • Inscrivere la ditta individuale nel Registro delle Imprese (REA);
  • Iscriversi all’INPS alla Gestione Commercianti e Artigiani;
  • Aprire una posizione INAIL (non sempre occorre).

Prima di poter avviare una ditta individuale inoltrando la ComUnica occorre essere in possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e della firma digitale.

Nel caso di apertura di una Ditta Individuale per svolgere un’ Attività Professionale non sarà invece necessario iscriversi al Registro Imprese, basterà infatti compilare il Modello AA9-12 e presentarlo solo in Agenzia delle Entrate.

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Ditta individuale a SCIA: quando serve?

Per aprire determinate tipologie di ditte individuali occorre presentare un ulteriore documento, ovvero la SCIA.

Quest’adempimento è previsto per tutte quelle attività che richiedono la presenza di determinate caratteristiche (es. igieniche, professionali, sanitarie, etc.), parliamo quindi di bar, ristoranti, negozi di alimentari, e-commerce, attività agricole, produttive, artigianali e turistiche.

Le ditte individuali per le quali non è previsto l’obbligo di SCIA sono: i laboratori artigianali, con meno di tre addetti e privi di macchinari che producono emissioni.

Neanche i Liberi Professionisti hanno necessità di inviare la SCIA.

Così come per la ComUnica, anche la compilazione e consegna della SCIA avviene online, usufruendo degli sportelli SUAP del Comune in cui avrà luogo l’attività.

Quanto costa aprire una ditta individuale

I costi di una ditta individuale sono una delle caratteristiche che rendono questa forma giuridica la scelta migliore per i piccoli imprenditori.

Gli adempimenti fiscali e burocratici che caratterizzano l’apertura di una ditta unipersonale, ovvero l’invio della ComUnica con la conseguente iscrizione al Registro delle Imprese, apertura della Partita Iva e così via, prevedono un esborso di circa 320 Euro.

A questi costi occorre sommare quelli relativi all’acquisto delle eventuali attrezzature previste per lo svolgimento dell’attività, ai corsi di formazione, alla locazione o acquisto di locali in cui svolgere il lavoro, etc.

L’ apertura della Partita IVA come Libero Professionista invece non prevede alcun costo, è assolutamente gratuita ed immediata.

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Come scegliere il codice ATECO per la ditta individuale

Quando si decide di iniziare un’attività d’impresa occorre scegliere il codice ATECO da associare alla propria ditta individuale.

In questo caso, può essere di grande aiuto avere al proprio fianco un professionista esperto (Commercialista o Fiscalista) che sappia individuare il codice adatto alla tua attività.

In effetti, tramite tale sequenza numerica non viene semplicemente indicata la categoria a cui appartiene la nostra ditta, ma viene fissato anche il coefficiente di reddittività che permette di calcolare la percentuale di reddito da assoggettare alle tasse, ovvero il reddito imponibile.

Si tratta di informazioni che solo un professionista può fornirti. Senza dimenticare che è possibile aprire una ditta individuale con il regime forfettario classico (aliquota al 15%) oppure, in presenza di determinati requisiti, per le start up (aliquota la 5%).

Per quanto riguarda il versamento dei contributi, invece, per tutti i Commercianti ed Artigiani è previsto:

  • un contributo minimo obbligatorio di 3850 euro, che prescinde dal reddito;
  • un contributo variabile pari al 24% per gli artigiani o 24,09% per i commercianti (la base imponibile è la quota eccedente la soglia minima di reddito, ovvero 15.953 euro).

Se hai meno di 21 anni, l’aliquota prevista è del 21,90% (artigiani) e 21,99% (commercianti), incrementanti di un punto percentuale nel caso in cui il reddito dichiarato sia superiore alla soglia massima, ovvero 47,379 euro.

Se la richiesta viene inviata direttamente dagli artigiani e commercianti assoggettati al regime forfettario, l’INPS concede uno sconto pari al 35% su tutti i contributi, sia fissi che variabili.

Coloro che invece sono Liberi professionisti, senza obbligo quindi di iscrizione al Registro Imprese, versano i propri Contributi alla Gestione Separata INPS.

La Gestione Separata INPS, al contrario della gestione Commercianti/Artigiani non prevede alcuna quota minimale, ma tutto viene calcolato solo in percentuale sull’ eventuale utile.

La percentuale applicata è pari al 25,72%, ed in assenza di fatturato non sarà necessario alcun versamento INPS.

Costo Commercialista per Ditta Individuale

Un Commercialista “classico” per la gestione della Contabilità di una Ditta Individuale in Regime Forfettario ha una tariffa media impresa tra 1.000 e 1.200 Euro.

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A presto
Giampiero Teresi

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