Negli ultimi anni, la formazione online è diventata uno dei settori più in crescita. Professionisti, docenti, consulenti e coach hanno trovato nel web un canale ideale per condividere competenze e generare reddito attraverso corsi online e webinar. Tuttavia, insieme alle opportunità, emergono anche dubbi su come fatturare correttamente queste attività, soprattutto per chi opera in regime forfettario.
Introduzione: la formazione digitale incontra il fisco
Il sistema forfettario, con la sua tassazione semplificata e l’imposta sostitutiva ridotta, è la scelta più comune tra i formatori digitali. Ma è importante capire come gestire le fatture, quando applicare o meno l’IVA, e come distinguere tra servizi di formazione diretta e vendita di prodotti digitali.
In questa guida completa vedremo nel dettaglio come fatturare corsi online e webinar nel regime forfettario, analizzando casistiche pratiche, regole fiscali e strategie per mantenere una gestione semplice e corretta.
Il primo passo: inquadrare correttamente l’attività
Prima di capire come fatturare, è essenziale identificare che tipo di attività si sta svolgendo. Nel caso dei corsi online, le possibilità principali sono due:
- Formazione diretta o personalizzata, come lezioni online in diretta, coaching individuale o corsi live su Zoom, Teams o Google Meet.
- Vendita di corsi registrati o prodotti digitali, come videocorsi, PDF o materiali didattici acquistabili su piattaforme e-learning (Udemy, Teachable, Kajabi, ecc.).
La distinzione è fondamentale perché cambia il modo in cui bisogna fatturare e anche la normativa IVA applicabile.
Se l’attività è continuativa, non occasionale e produce reddito, è necessario aprire partita IVA, preferibilmente in regime forfettario se si rispettano i requisiti di fatturato e i limiti previsti (attualmente 85.000 euro annui).
Come fatturare un corso online in diretta
Nel caso dei corsi o delle lezioni in diretta, l’attività rientra nella formazione professionale o nel servizio di consulenza. In regime forfettario, la fattura dovrà contenere:
- i dati del cliente,
- la descrizione del servizio (“Lezione online di formazione professionale su [argomento]”),
- l’importo pattuito,
- l’indicazione che si tratta di operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge 190/2014.
Esempio di dicitura corretta:
“Operazione in franchigia da IVA – Regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014. Non si esercita la rivalsa IVA né la detrazione dell’imposta sugli acquisti.”
Il professionista in forfettario non applica IVA, non addebita ritenuta d’acconto e non è soggetto a IRAP. La tassazione avviene con l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi cinque anni).
Come fatturare un corso registrato o un videocorso
La situazione cambia se il corso viene venduto in modalità automatica, cioè senza un’interazione diretta tra docente e studente. In questo caso, non si tratta di un servizio professionale ma della vendita di un prodotto digitale.
Se si è in regime forfettario, si può comunque vendere corsi registrati, ma la natura del reddito sarà quella di un’attività commerciale. Ciò comporta che, in sede di apertura della partita IVA, il codice ATECO scelto dovrà essere coerente con la vendita di corsi o contenuti digitali (ad esempio: 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”).
In termini fiscali, anche in questo caso il forfettario non applica IVA, ma la fattura deve descrivere chiaramente che si tratta di “Vendita corso online registrato – prodotto digitale”.
Come fatturare un webinar in diretta
Un webinar in diretta, con interazione tra docente e partecipanti, è assimilabile a un servizio formativo o di consulenza. Il meccanismo di fatturazione è quindi lo stesso di un corso live:
- si emette fattura senza IVA,
- si applica il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO,
- si calcola l’imposta sostitutiva in sede di dichiarazione dei redditi.
Tuttavia, quando il webinar è organizzato in collaborazione con aziende o enti di formazione, è importante verificare se il compenso è soggetto a ritenuta d’acconto (solo per chi non è in regime forfettario) o se serve indicare particolari riferimenti contrattuali.
Nel regime forfettario, invece, si semplifica tutto: niente ritenuta, niente IVA e gestione contabile ridotta al minimo.
Come fatturare un webinar registrato o automatizzato
Sempre più formatori scelgono di creare webinar evergreen, cioè eventi registrati che gli utenti possono acquistare e guardare in autonomia.
In questo caso, il professionista non sta offrendo una prestazione in tempo reale, ma sta vendendo un prodotto digitale. Anche qui la fattura dovrà indicare chiaramente la natura del servizio, per esempio:
“Vendita di webinar registrato – contenuto digitale fruibile online.”
Dal punto di vista fiscale, i proventi derivanti dalla vendita automatica di webinar o corsi vengono trattati come ricavi commerciali, soggetti alle stesse regole del forfettario ma con diverso coefficiente di redditività rispetto ai servizi professionali.
Clienti nell’Unione Europea
Se vendi corsi online o webinar a clienti all’interno dell’UE, la regola su come fatturare dipende dal tipo di cliente:
- Se il cliente è un privato (B2C), la prestazione segue la tassazione del Paese del cliente. Tuttavia, nel regime forfettario non si applica l’IVA e si può vendere fino a 10.000 euro di servizi digitali annui senza doversi iscrivere al sistema OSS (One Stop Shop).
- Se il cliente è un soggetto con partita IVA (B2B), la fattura sarà non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72 e andrà indicato il numero di partita IVA del cliente comunitario.
È quindi importante capire come fatturare a seconda del tipo di cliente e della modalità di erogazione del corso.
Clienti extra-UE
Quando si vendono corsi o webinar a clienti extra-UE, come negli Stati Uniti o in Svizzera, si tratta di operazioni non soggette a IVA.
Il forfettario deve solo indicare in fattura la dicitura:
“Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72 – cliente extra-UE.”
Dal punto di vista fiscale, i ricavi vengono tassati in Italia come redditi ordinari del regime forfettario, ma non si applicano ritenute né imposte aggiuntive nel Paese del cliente (salvo diverse disposizioni internazionali).
Tabella di esempio: come cambia la tassazione in base al tipo di attività
| Tipologia di attività | Natura del reddito | Codice ATECO consigliato | Coefficiente di redditività | Note fiscali principali |
|---|---|---|---|---|
| Lezioni online in diretta | Professionale | 85.59.20 | 78% | Fattura senza IVA, imposta sostitutiva 15% |
| Webinar in diretta | Professionale | 85.59.20 | 78% | Stesse regole dei corsi live |
| Corsi registrati (vendita automatica) | Commerciale | 47.91.10 | 67% | Vendita digitale senza IVA |
| Webinar registrato o evergreen | Commerciale | 47.91.10 | 67% | Considerato prodotto digitale |
| Corsi per clienti esteri | Misto | Variabile | In base all’attività | Non soggetto a IVA art. 7-ter DPR 633/72 |
Come gestire incassi e piattaforme di vendita
Molti professionisti vendono corsi o webinar tramite piattaforme di terzi, come Udemy, Hotmart, Gumroad o Payhip. In questi casi è importante capire come fatturare correttamente:
- Se la piattaforma funge da intermediario, sarà lei a emettere la ricevuta al cliente finale, mentre il forfettario emetterà fattura verso la piattaforma per il compenso percepito.
- Se invece la piattaforma è solo un mezzo tecnico di vendita, allora il formatore resta il venditore diretto e deve emettere fattura ai singoli clienti.
In ogni caso, il forfettario dovrà conservare le ricevute e i report di vendita per garantire una corretta tracciabilità dei ricavi.
Come fatturare e dichiarare i guadagni nel forfettario
Alla fine dell’anno fiscale, il formatore in regime forfettario dovrà dichiarare tutti i compensi percepiti (corsi live, webinar, corsi registrati, vendite estere) nel modello Redditi PF.
Il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività alla somma dei ricavi, e su questo importo si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività).
Non sono deducibili spese specifiche, ma il vantaggio del sistema è la semplicità contabile e la prevedibilità del carico fiscale.
Conclusione
Sapere come fatturare corsi online e webinar nel regime forfettario è essenziale per lavorare in modo professionale e senza rischi fiscali.
Il successo nella formazione digitale passa non solo dalla qualità dei contenuti, ma anche da una gestione corretta e trasparente dei ricavi.
Il regime forfettario permette ai formatori, coach e consulenti digitali di operare con burocrazia ridotta, tassazione agevolata e una struttura fiscale sostenibile nel tempo.
Capire se un corso è un servizio professionale o una vendita digitale, saper emetter fatture corrette e gestire clienti italiani ed esteri nel modo giusto, sono i pilastri per costruire una carriera formativa solida e conforme alla legge.
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