Scopri ogni venerdì di agosto il nostro appuntamento speciale dedicato al regime forfettario, con approfondimenti unici per orientarti al meglio nella tua partita IVA: ultimo appuntamento scopriamo quanto è diffuso il regime forfettario nel 2025.
Quanto è diffuso il regime forfettario nel 2025?
La domanda centrale che molti si pongono è: quanto è diffuso il regime forfettario nel 2025? I dati più recenti mostrano un aumento costante delle adesioni, con centinaia di migliaia di professionisti, freelance e piccoli imprenditori che scelgono questa modalità di tassazione agevolata.
Il regime forfettario, introdotto per semplificare la vita fiscale ai contribuenti con ricavi inferiori a una certa soglia (oggi fissata a 85.000 euro annui), continua ad attrarre nuove categorie. Nel 2025 si registrano non solo conferme da parte di chi aveva già aderito negli anni passati, ma anche un significativo ingresso di nuove Partite IVA.
La convenienza fiscale, la ridotta burocrazia e l’imposta sostitutiva contenuta rendono il regime particolarmente competitivo, soprattutto in un contesto economico in cui i lavoratori autonomi cercano stabilità e prevedibilità nei costi.
Trend 2025
Guardando ai dati ufficiali e alle rilevazioni dei centri studi fiscali, emerge che nel 2025 oltre il 60% delle nuove Partite IVA ha optato per il regime forfettario. Una percentuale significativa, che dimostra quanto è diffuso il regime forfettario tra chi intraprende un’attività autonoma.
Se si guarda invece al totale dei contribuenti attivi, le stime parlano di circa 1,8 milioni di soggetti in regime forfettario. Questo dato conferma come il forfettario sia ormai diventato il regime di riferimento per una larga fetta del lavoro autonomo italiano.
Il trend di crescita è favorito da due fattori principali: da un lato, le soglie di ricavi che restano relativamente alte (85.000 euro consentono di includere molti professionisti e microimprese), dall’altro le agevolazioni contributive e fiscali che rendono sostenibile l’attività in un mercato competitivo.
Quanto è diffuso il forfettario nei diversi settori
Per comprendere meglio quanto è diffuso il regime forfettario, è utile distinguere tra settori economici.
Nei servizi professionali – come consulenti, avvocati, commercialisti, psicologi, ingegneri e architetti – l’adesione supera il 70%, con una prevalenza tra i giovani professionisti che iniziano la carriera.
Nel commercio al dettaglio e nelle attività artigianali, l’adozione del regime è più variabile: molto alta tra chi avvia piccoli negozi online o attività individuali di e-commerce, meno tra chi gestisce attività tradizionali con margini ridotti, dove i costi deducibili limitati del forfettario possono essere un freno.
Nel settore creativo e digitale – copywriter, grafici, social media manager, sviluppatori – il forfettario è ormai la regola. Qui i costi di gestione sono bassi e la convenienza fiscale massima.
Infine, tra gli operatori sanitari come fisioterapisti, logopedisti e nutrizionisti, il regime è scelto nella maggioranza dei casi, anche perché la soglia di reddito si adatta bene alle entrate medie della categoria.
Quanto è diffuso rispetto al passato
Per capire davvero quanto è diffuso il regime forfettario nel 2025, bisogna confrontare i dati con quelli degli anni precedenti.
Nel 2019, anno in cui fu fissata la soglia a 65.000 euro, i contribuenti forfettari erano circa 1,4 milioni. Nel 2021 si è superata quota 1,6 milioni, e nel 2023 si è arrivati intorno a 1,7 milioni. Il 2025, con le ultime rilevazioni, segna un ulteriore passo avanti, sfiorando i 2 milioni.
Questo trend crescente dimostra come il regime forfettario sia percepito non come misura temporanea o di nicchia, ma come un pilastro del sistema fiscale italiano per i piccoli contribuenti.
La sua diffusione, inoltre, contribuisce a contrastare l’evasione, poiché la tassazione agevolata rende meno conveniente il lavoro “in nero” e più accessibile la regolarizzazione delle attività autonome.
Quali vantaggi spiegano la crescita
La risposta alla domanda quanto è diffuso il regime forfettario non può prescindere dai vantaggi che questo sistema offre.
Il beneficio più evidente è l’imposta sostitutiva: il 15% sui ricavi imponibili (o il 5% nei primi cinque anni per le nuove Partite IVA) rappresenta un risparmio enorme rispetto all’IRPEF progressiva. Inoltre, la base imponibile è calcolata applicando un coefficiente di redditività, che semplifica notevolmente i calcoli e riduce gli adempimenti.
A ciò si aggiunge l’esonero dall’IVA, dagli studi di settore e dalla tenuta di registri complessi. Per un giovane professionista che apre una Partita IVA, questo significa meno burocrazia e più tempo da dedicare alla crescita dell’attività.
Il regime è quindi molto più che una semplice agevolazione fiscale: rappresenta una leva per l’imprenditoria individuale e per l’avvio di nuove iniziative economiche.
Quanto è diffuso il regime forfettario: prospettive future
Guardando oltre il 2025, ci si chiede quanto resterà diffuso il regime forfettario e se le condizioni attuali verranno mantenute. Le discussioni politiche degli ultimi anni hanno spesso messo in dubbio la sostenibilità del sistema, soprattutto perché la sua attrattiva rischia di creare una forte disparità tra chi aderisce al forfettario e chi resta nell’ordinario.
Tuttavia, i dati sull’ampia adesione indicano che abolire o ridimensionare il regime avrebbe un impatto negativo su centinaia di migliaia di professionisti. È quindi più probabile che si continui a rafforzarlo, magari introducendo correttivi per evitare abusi o distorsioni.
Un’ipotesi discussa è quella di introdurre una fascia intermedia, che permetta a chi supera la soglia di 85.000 euro di mantenere alcune semplificazioni, evitando salti troppo bruschi verso il regime ordinario.
Tabella di confronto: diffusione del regime forfettario 2019-2025
| Anno | Numero stimato aderenti | Percentuale sul totale partite IVA |
|---|---|---|
| 2019 | 1,4 milioni | 45% |
| 2021 | 1,6 milioni | 50% |
| 2023 | 1,7 milioni | 55% |
| 2025 | 1,8-1,9 milioni | 60% circa |
Questa tabella aiuta a visualizzare meglio quanto è diffuso il regime forfettario negli ultimi anni e il trend in crescita che caratterizza il 2025.
Conclusioni
La fotografia del 2025 mostra chiaramente quanto è diffuso il regime forfettario in Italia: più della metà delle nuove Partite IVA e quasi 2 milioni di contribuenti complessivi hanno scelto questa modalità.
Si tratta di un successo che conferma la centralità del regime nel sistema fiscale italiano e il suo ruolo di stimolo all’imprenditorialità. Allo stesso tempo, la sua diffusione impone riflessioni sulla sostenibilità a lungo termine e sulla necessità di rendere il passaggio al regime ordinario meno traumatico per chi cresce oltre la soglia dei ricavi.
Per chi si avvicina al mondo delle Partite IVA, il regime forfettario rimane dunque la scelta più naturale, conveniente e diffusa.
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