Il regime forfettario rappresenta una delle formule fiscali più utilizzate in Italia da professionisti, freelance e piccoli imprenditori grazie alla sua semplicità e alla tassazione agevolata. Tuttavia, chi decide di entrare a far parte di cooperative deve prestare particolare attenzione ai vincoli previsti dalla normativa fiscale.
Il problema principale nasce dal fatto che il regime forfettario è riservato a soggetti che operano in modo autonomo e non a coloro che, di fatto, sono assimilabili a dipendenti o soci lavoratori in modo continuativo e prevalente. Le cooperative, per loro natura, spesso instaurano rapporti che possono interferire con i requisiti per restare nel regime agevolato.
Cooperative e regime forfettario: cosa dice la normativa
La normativa sul regime forfettario, disciplinata dall’art. 1 commi 54-89 della Agenzia delle Entrate, stabilisce diversi requisiti per l’accesso e la permanenza. Tra questi, uno dei più importanti è il divieto di partecipazione in società di persone, associazioni professionali e cooperative che esercitano la stessa attività del contribuente.
Questo significa che un soggetto in forfettario non può essere socio di cooperative che svolgono un’attività riconducibile alla propria, poiché ciò costituirebbe un’incompatibilità con il regime agevolato.
Al contrario, la partecipazione può essere ammessa quando la cooperativa ha finalità diverse da quelle professionali o imprenditoriali direttamente esercitate dal contribuente forfettario. La distinzione è sottile ma decisiva.
Forfettario e cooperative: soci lavoratori e soci sovventori
Uno dei nodi centrali nella valutazione della compatibilità tra forfettario e cooperative riguarda la qualifica del socio. Esistono infatti diverse tipologie di soci:
| Tipologia di socio | Caratteristiche principali | Compatibilità con il regime forfettario |
|---|---|---|
| Socio lavoratore | Partecipa attivamente all’attività della cooperativa | Potenzialmente incompatibile |
| Socio sovventore | Partecipa al capitale ma non all’attività operativa | Compatibile |
| Socio fruitore | Accede ai servizi offerti dalla cooperativa | Generalmente compatibile |
Un socio lavoratore è spesso assimilato, fiscalmente, a un lavoratore dipendente o parasubordinato. In molti casi questo comporta la perdita dei requisiti per restare nel regime forfettario.
Il socio sovventore, invece, è un investitore: non partecipa attivamente all’attività della cooperativa e, di conseguenza, può mantenere il regime forfettario.
Per i soci fruitori, ad esempio quelli che si avvalgono dei servizi della cooperativa come clienti, non sussistono incompatibilità di carattere fiscale. Tuttavia, è sempre necessario valutare il caso concreto.
Cooperative e attività prevalente: un punto chiave per i forfettari
Un altro concetto determinante nella valutazione della compatibilità tra cooperative e regime forfettario è quello di prevalenza dell’attività. Secondo l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, se la collaborazione con la cooperativa è prevalente o esclusiva, ovvero rappresenta la quasi totalità del reddito prodotto dal contribuente, allora si perde il requisito di autonomia e indipendenza tipico del forfettario.
In altre parole, se un professionista forfettario lavora quasi esclusivamente per una cooperativa, questo rapporto può essere considerato assimilabile a un rapporto di lavoro subordinato o a una partecipazione in attività di impresa collettiva. Ciò comporterebbe l’esclusione dal regime forfettario.
Diverso è il caso in cui la collaborazione sia marginale o residuale rispetto all’attività principale svolta in autonomia. In tale ipotesi, la partecipazione può essere ammessa.
Forfettario e cooperative: casi pratici e situazioni frequenti
Per comprendere meglio la dinamica tra cooperative e regime forfettario, è utile osservare alcuni esempi pratici:
| Caso | Descrizione | Compatibilità con il forfettario |
|---|---|---|
| Professionista che aderisce come socio lavoratore e lavora al 90% per la cooperativa | La cooperativa diventa la principale fonte di reddito | Non compatibile |
| Professionista che partecipa come socio sovventore e svolge attività autonoma | Non c’è interferenza con la propria attività | Compatibile |
| Collaborazione occasionale con cooperativa per un progetto specifico | La cooperativa non è prevalente | Compatibile |
| Socio fruitore che utilizza i servizi della cooperativa | Non c’è attività lavorativa | Compatibile |
Questi casi dimostrano come non sia la semplice partecipazione alla cooperativa a determinare la perdita del regime, ma la natura e la rilevanza del rapporto con la stessa.
Forfettario e cooperative: attenzione al rischio di esclusione
Entrare a far parte di cooperative può sembrare una soluzione vantaggiosa per alcuni professionisti, ma va considerato attentamente il rischio di perdere il regime forfettario.
La legge prevede infatti che la partecipazione a società o enti che esercitano attività riconducibili a quella svolta dal contribuente costituisca causa di esclusione. Questo vale anche per cooperative.
Se un contribuente in regime forfettario entra in una cooperativa e partecipa attivamente alla stessa, rischia di trovarsi, a partire dall’anno successivo, automaticamente escluso dal regime agevolato, con conseguenze fiscali e contributive importanti, tra cui l’obbligo di passare al regime ordinario.
Forfettario e cooperative: la differenza tra partecipazione diretta e indiretta
Un ulteriore aspetto da non trascurare è la distinzione tra partecipazione diretta e partecipazione indiretta a una cooperativa.
La partecipazione diretta avviene quando il soggetto forfettario è socio della cooperativa. Quella indiretta, invece, può avvenire attraverso società intermedie o altre forme associative.
In entrambi i casi, se la partecipazione è tale da configurare un coinvolgimento nell’attività economica della cooperativa, può essere considerata incompatibile con il forfettario. Tuttavia, nel caso di partecipazioni indirette passive o puramente finanziarie, è più probabile che non si verifichino cause di esclusione.
Cooperative e regime forfettario: aspetti contributivi e previdenziali
Partecipare a cooperative può avere anche conseguenze sul piano contributivo. I soci lavoratori, ad esempio, possono essere tenuti al versamento dei contributi previdenziali sia tramite la cooperativa sia in autonomia per la propria partita IVA.
Questa doppia contribuzione può aumentare i costi e incidere sulla convenienza complessiva. Al contrario, i soci sovventori, non essendo coinvolti nell’attività lavorativa, non hanno obblighi contributivi aggiuntivi rispetto a quelli previsti per il proprio lavoro autonomo. È quindi fondamentale valutare anche l’impatto previdenziale e non solo quello fiscale.
Forfettario e cooperative: pianificazione strategica per evitare problemi
La partecipazione a cooperative da parte di chi è in regime forfettario non è vietata in assoluto, ma richiede una pianificazione attenta.
Occorre verificare la tipologia di cooperativa, la modalità di partecipazione, il ruolo del socio e la rilevanza economica del rapporto. In alcuni casi, la soluzione migliore può essere quella di partecipare come socio sovventore o di mantenere una collaborazione non prevalente.
In ogni caso, è consigliabile farsi assistere da un consulente fiscale per evitare di perdere i benefici del regime agevolato.
Conclusione
La relazione tra cooperative e regime forfettario è complessa ma gestibile con le giuste attenzioni. Non è la partecipazione in sé a costituire un problema, ma la natura e la portata di tale partecipazione. Un socio lavoratore fortemente legato alla cooperativa rischia l’esclusione dal regime, mentre un socio sovventore può continuare a godere dei benefici fiscali senza problemi. La chiave sta nel comprendere bene la normativa e pianificare strategicamente le proprie scelte imprenditoriali e fiscali.
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