Partita Iva forfettaria o lavoro occasionale, cosa scegliere per un’ attività?

Chi svolge per la prima volta un lavoro autonomo si trova in genere davanti a due importantissime opzioni per regolarizzare la propria posizione lavorativa: prestazione occasionale o Partita Iva forfettaria. Nel primo caso, parliamo di una attività occasionale e sporadica regolata dal rilascio di una ricevuta con ritenuta d’acconto del 20%, nel secondo caso di una attività autonoma continuativa e con il rilascio di una fattura senza ritenuta d’acconto o Iva.

In cosa consiste una prestazione occasionale

Una prestazione occasionale è, secondo la definizione classica del codice civile, legata alla presenza di un lavoratore autonomo occasionale che svolge una opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio in cambio di un corrispettivo. Inoltre, questa figura non è legata a nessun vincolo di subordinazione o di coordinamento con il committente oltre che a svolgere questa opera o servizio in via occasionale.

Proprio quest’ultimo concetto di occasionalità è alla base della scelta da parte di un lavoratore autonomo nell’optare per questa strada e non per una Partita Iva agevolata forfettaria.

Perché? Nel caso in cui il lavoro occasionale supera la durata dei 30 giorni annuali svolto verso un unico committente, non parliamo più di una collaborazione sporadica ma di una collaborazione abituale, che merita un diverso inquadramento normativo quale la Partita Iva. Stessa dinamica, nel caso in cui tale prestazione dia luogo a dei compensi superiori ai 5000 euro.

Come si opera fiscalmente con una prestazione occasionale

Chi svolge il lavoro autonomo mediante una prestazione occasionale, è tenuto al rilascio di una ricevuta fiscale con l’applicazione di una ritenuta d’acconto al 20%. Si tratta, infatti, di una trattenuta sui compensi ricevuti ed eseguita direttamente dal committente in veste di sostituto d’imposta. Cosa significa? Che il Committente ha il compito di versare allo Stato questa percentuale mediante un modello F24 e rilasciare una Certificazione Unica al lavoratore occasionale che a sua volta dovrà dichiararli del suo Modello Unico.

I vantaggi di questa opzione sono abbastanza evidenti per quanto riguarda la semplicità con cui è possibile rilasciare una ricevuta ed essere in regola con il fisco. Si può quindi evitare di procedere subito all’apertura di una Partita Iva agevolata forfettaria verificando la propria capacità di guadagno. Tra gli svantaggi di questa opzione, invece, la necessità di rispettare l’ occasionalità entro i 30 giorni per un unico committente ed entro redditi di 5000 euro. Inoltre, con una prestazione occasionale non è possibile lavorare per uno stesso committente più volte all’anno (in quanto non si tratterebbe più di un rapporto sporadico) ne pubblicizzare la propria attività in quanto si tratta di lavori occasionali e non continuativi.

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Quando è necessario aprire una Partita Iva forfettaria

Nel caso in cui dovessi decidere di lavorare con continuità, magari più colte con lo stesso Committente, o nel caso in cui volessi pubblicizzare la tua Attività, allora è il caso di valutare l’apertura di una Partita Iva agevolata forfettaria. L’ apertura per un libero professionista è infatti gratuita e richiede pochi e semplici adempimenti come l’invio del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, sarà inoltre necessaria la scelta di un Codice Ateco che definirà il tipo di attività svolta e l’iscrizione alla Gestione Separata Inps per il versamento dei contributi previdenziali.

Per poter godere negli anni del Regime Forfettario è invece necessario rispettare un tetto massimo di guadagni pari a 65.000 euro, redditi di lavoro dipendente non superiori ai 30.000 euro e compensi effettuati a lavoratori dipendenti non superiori ai 20.000 euro. E i vantaggi? Innanzitutto non si è tenuti all’applicazione della Ritenuta d’acconto (requisito obbligatorio per la prestazione occasionale) o dell’Iva, previa apposita indicazione in fattura.

Altri importanti vantaggi di una Partita Iva Agevolata forfettaria sono poi nelle semplificazioni contabili ovvero con l’esonero di adempimenti contabili abbastanza complessi come la Dichiarazione Iva annuale e trimestrale, studi di settore, spesometro o fattura elettronica. Chi ha una Partita Iva forfettaria, infatti, può emettere le sue fatture in modalità cartacea e come obbligo ha principalmente quello di numerare progressivamente per anno fiscale i suoi documenti fiscali e ovviamente di conservarli per utilizzarli sia per le dichiarazioni fiscali e sia per una gestione contabile da parte del commercialista.

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Le principali differenze tra prestazione occasionale e forfettario

Ecco quindi che si è delineato un quadro abbastanza preciso delle principali differenze tra una prestazione occasionale e forfettaria, e che portano ad una convenienza della prima opzione quando si è all’inizio di una attività autonoma e si voglia essere effettivamente sicuri che l’attività decolli e non sia più un qualcosa di occasionale.

Viceversa, è il Regime forfettario ad essere l’opzione più vantaggiosa laddove si abbiano guadagni entro i 65.000 euro e si rispettino gli altri requisiti di adesione visti in precedenza. Per la realizzazione dei documenti fiscali, entrambe le opzioni sono abbastanza semplici da rilasciare con la differenza che con la prestazione occasionale si è tenuti all’applicazione di una ritenuta d’acconto al 20% mentre con la Partita Iva forfettaria vi è l’esonero a tale ritenuta.

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Tuttavia, vi è anche un limite reddituale e temporale per la prestazione occasionale ovvero che quest’ultima non deve superare i 30 giorni lavorativi con un unico committente o la soglia reddituale dei 5000 euro. Con il forfettario, non vi sono limiti temporali da rispettare e la permanenza in questo regime è fino a che si mantengono intatti i requisiti di adesione e in particolare la soglia reddituale entro i 65.000 euro.

I costi di un commercialista per prestazione occasionale o per Partita Iva forfettaria

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Giampiero Teresi

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