Regime forfettario 100.000€: analisi delle barriere normative europee e strategie per sbloccare l’innalzamento della soglia

Negli ultimi mesi il dibattito sul regime forfettario si è concentrato sulla proposta di elevare la soglia di ricavi da 85.000€ a 100.000€. L’obiettivo è estendere i benefici fiscali e amministrativi a una platea più ampia di professionisti e microimprese, rafforzando la competitività di un comparto trainante per l’economia italiana.

Soglia attuale e vantaggi del regime forfettario 100.000€

Attualmente, per accedere al regime forfettario il titolare di partita IVA non deve superare i 85.000€ di ricavi o compensi annui. Questo regime prevede:

  • Imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni delle start-up.
  • Esenzione dall’obbligo di addebitare e detrarre l’IVA.
  • Semplificazioni contabili e dichiarative, come la tenuta del registro dei corrispettivi e l’assenza di liquidazioni periodiche IVA .

Queste agevolazioni riducono costi e adempimenti, sostenendo la crescita dei piccoli operatori.

L’ambizione del Governo italiano: il progetto per il regime forfettario 100.000€

Nel corso di un’audizione alla Camera, il Sottosegretario Federico Freni ha confermato l’interesse del Governo a elevare la soglia a 100.000€, riconoscendo l’importanza di un’azione di supporto concreto per autonomi e liberi professionisti . L’iniziativa mira a evitare l’uscita dal regime agevolato per chi si avvicina al tetto attuale, garantendo continuità di vantaggi fiscali e amministrativi.

Il vincolo della direttiva IVA UE: abrogazione delle deroghe

Il principale ostacolo risiede nella direttiva 2006/112/CE sull’IVA. In passato, grazie all’articolo 285, gli Stati membri potevano richiedere e ottenere deroghe per innalzare la franchigia IVA oltre i 5.000€ di base. Nel corso degli anni l’Italia ha beneficiato di tali deroghe, portando prima a 65.000€ e poi agli attuali 85.000€. Tuttavia, con le recenti modifiche normative comunitarie quella possibilità è stata abrogata, rimuovendo lo strumento giuridico per estendere unilateralmente la soglia fino a 100.000€ .

Il legame tra franchigia IVA e regime forfettario

Il regime forfettario è una forma “ibrida” di fiscalità agevolata, che combina un’imposta sostitutiva con l’esenzione dagli adempimenti IVA. La franchigia IVA è il cuore della semplificazione: i forfettari non applicano IVA in fattura né la detrattono sugli acquisti. Ogni modifica alle soglie di accesso richiede quindi coerenza con la disciplina comunitaria sull’IVA, senza la quale il regime perderebbe la sua logica di base .

Implicazioni legali e rischi di sanzioni comunitarie

Un intervento nazionale che innalzasse la soglia fino a 100.000€ in assenza di un coordinamento con le norme UE potrebbe esporre l’Italia a procedure d’infrazione e sanzioni. La Commissione Europea vigila sul rispetto delle direttive; ogni deviazione dalle regole concordate rischierebbe contestazioni formali e possibili penalità finanziarie .

Strategie e soluzioni per sbloccare l’innalzamento

  1. Proposta di modifica alla direttiva IVA: promuovere, a livello di Consiglio e Commissione UE, un emendamento alla 2006/112/CE o una nuova disciplina che reintroduca le deroghe per i piccoli operatori.
  2. Coordinamento con altri Stati membri: costruire un fronte comune con Paesi con regimi simili (ad esempio Bulgaria, Portogallo, Lituania) per aumentare il potere negoziale.
  3. Iter legislativo accelerato: inserire la richiesta di revisione comunitaria nella prossima “legge europea” di recepimento annuale, accompagnata da uno studio d’impatto economico condiviso con le associazioni di categoria.
  4. Soluzioni transitorie: valutare misure temporanee di credito d’imposta o pacchetti di compensazione per i contribuenti che superano gli 85.000€, in attesa del via libera UE.

Queste azioni, coordinate tra Governo, Parlamento e rappresentanze professionali, possono creare le condizioni per una riforma strutturale in ambito comunitario.

Conclusione

L’innalzamento della soglia del regime forfettario a 100.000€ rappresenta una leva essenziale per favorire la crescita di microimprese e professionisti. Tuttavia, senza un adeguamento delle regole UE sull’IVA, ogni iniziativa nazionale rischia di restare inefficace o di incorrere in contestazioni. La strada da percorrere è chiara: lavorare su scala europea per ripristinare le deroghe e garantire maggiore flessibilità fiscale, sostenendo così il tessuto produttivo italiano.

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