Crescere è uno degli obiettivi principali di chi lavora con una partita IVA. Aumentare il numero dei clienti, ottenere incarichi più importanti e riuscire a incrementare i compensi rappresentano segnali positivi per qualsiasi professionista o lavoratore autonomo. Tuttavia, quando arriva un significativo aumento del fatturato, è importante non guardare soltanto al maggiore guadagno, ma anche alle conseguenze fiscali e organizzative. Questo aspetto diventa particolarmente rilevante per chi opera in regime forfettario. Il regime rappresenta infatti una soluzione fiscale molto utilizzata da professionisti e piccoli operatori economici grazie alla sua struttura semplificata, ma prevede specifici requisiti e soglie che devono essere costantemente monitorati.
Attualmente, per accedere e permanere nel regime forfettario, i ricavi o compensi dell’anno precedente non devono superare 85.000 euro. La normativa prevede inoltre una soglia di 100.000 euro oltre la quale il regime cessa di applicarsi già nello stesso anno del superamento. Per questo motivo, un aumento del fatturato non dovrebbe mai essere affrontato all’ultimo momento. Quando l’attività cresce rapidamente, diventa fondamentale capire quando il regime forfettario rischia di diventare stretto e preparare per tempo una strategia.
Aumento del fatturato e regime forfettario: quali sono le soglie da conoscere
Il primo elemento da considerare è naturalmente il limite previsto dalla normativa.
Il regime forfettario può essere applicato dai contribuenti che, nell’anno precedente, hanno conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 85.000 euro, oltre al rispetto degli altri requisiti previsti dalla legge. La soglia è stata innalzata da 65.000 a 85.000 euro dalla legge di Bilancio 2023.
Questo significa che chi si trova, per esempio, a 50.000 euro di compensi non deve preoccuparsi soltanto del fatturato attuale, ma dovrebbe già osservare la propria evoluzione.
Un professionista che cresce del 30% ogni anno potrebbe infatti passare in poco tempo da una situazione ampiamente compatibile con il regime a una situazione nella quale è necessario valutare attentamente il futuro fiscale dell’attività.
Aumento del fatturato: 85.000 e 100.000 euro non sono la stessa cosa
È importante non confondere le due soglie.
Gli 85.000 euro rappresentano il limite ordinario per poter applicare il regime in base ai requisiti previsti per l’anno successivo. Il superamento dei 100.000 euro di compensi percepiti, invece, determina la cessazione del regime già nello stesso anno, con applicazione dell’IVA a partire dalle operazioni che comportano il superamento della soglia, secondo quanto previsto dalla normativa.
La differenza è quindi molto importante.
Chi si trova vicino agli 85.000 euro dovrebbe monitorare attentamente la propria posizione, ma non deve automaticamente pensare di dover uscire dal regime nello stesso momento.
Chi invece supera i 100.000 euro deve affrontare una situazione diversa, perché l’uscita dal regime si verifica nell’anno stesso del superamento.
Aumento del fatturato: quando il regime forfettario può diventare stretto
Dire che il regime forfettario diventa “stretto” non significa necessariamente che il professionista debba abbandonarlo appena l’attività cresce.
La questione è più complessa.
Il problema può emergere quando il professionista si avvicina rapidamente alla soglia e contemporaneamente la propria attività sta cambiando struttura.
Un freelance che passa da 30.000 a 70.000 euro di compensi può continuare a trovare nel regime forfettario una soluzione molto interessante. Ma se l’obiettivo è arrivare a 100.000, 120.000 o 150.000 euro, diventa opportuno iniziare a ragionare sul regime fiscale successivo.
Non bisogna quindi aspettare di superare la soglia per iniziare a fare i calcoli.
Aumento del fatturato e pianificazione: perché bisogna muoversi prima
La pianificazione è fondamentale perché il passaggio a un regime ordinario può comportare cambiamenti nella gestione dell’attività.
Possono cambiare gli adempimenti contabili, la gestione dell’IVA, il modo in cui vengono valutati i costi e la struttura della dichiarazione dei redditi.
Per questo motivo, quando l’attività sta crescendo rapidamente, è utile simulare in anticipo cosa potrebbe accadere.
Il professionista dovrebbe chiedersi non soltanto quanto fatturerà, ma anche quanto resterà effettivamente disponibile dopo imposte, contributi e costi dell’attività.
Aumento del fatturato e regime forfettario: fatturare di più significa guadagnare di più?
Uno degli errori più comuni consiste nel considerare il fatturato come sinonimo di guadagno.
In realtà sono due grandezze molto diverse.
Un professionista che passa da 60.000 a 85.000 euro di compensi ha certamente registrato una crescita importante. Ma per capire se l’attività è diventata realmente più redditizia bisogna valutare anche tempo lavorato, contributi, imposte e costi sostenuti.
Nel regime forfettario il reddito fiscale viene determinato attraverso il coefficiente di redditività previsto per il codice attività, anziché attraverso la deduzione analitica dei costi sostenuti.
Questo significa che l’aumento dei costi reali dell’attività non comporta automaticamente una riduzione della base imponibile nella stessa misura.
Per alcuni professionisti questo meccanismo può essere vantaggioso, soprattutto quando l’attività presenta costi contenuti. Per altri, invece, una crescita accompagnata da investimenti importanti può rendere necessario rivalutare la convenienza complessiva.
Aumento del fatturato: quando aumentare i prezzi può essere più utile che trovare clienti
Una crescita del fatturato non deve necessariamente derivare da un aumento del numero dei clienti.
Un professionista può aumentare i propri ricavi anche attraverso una revisione delle tariffe.
Supponiamo che un consulente abbia 50 clienti che generano mediamente 1.000 euro all’anno. Il suo fatturato è di 50.000 euro.
Se, grazie a una maggiore specializzazione e a un miglior posizionamento, riesce a portare il valore medio a 1.300 euro, può arrivare a 65.000 euro mantenendo sostanzialmente lo stesso numero di clienti.
Questo tipo di crescita può essere più sostenibile rispetto all’acquisizione continua di nuovi clienti.
L’aumento del fatturato dovrebbe quindi essere accompagnato da una valutazione della redditività e della capacità produttiva.
Aumento del fatturato e regime forfettario: attenzione alla crescita troppo rapida
Una crescita molto veloce può essere positiva, ma può anche creare problemi organizzativi.
Un professionista che passa rapidamente da 40.000 a 90.000 euro potrebbe trovarsi a gestire molti più clienti, più scadenze e una maggiore quantità di lavoro amministrativo.
Se la crescita continua, potrebbe inoltre avvicinarsi alla soglia oltre la quale il regime forfettario non può più essere mantenuto.
La soluzione non è frenare artificialmente l’attività per paura delle soglie fiscali.
Al contrario, l’obiettivo dovrebbe essere quello di crescere in modo consapevole, sapendo quale sarà il modello fiscale e organizzativo successivo.
Aumento del fatturato: prepararsi al passaggio dal regime forfettario
Quando la crescita diventa strutturale, è utile iniziare a simulare il passaggio a un regime diverso.
Il professionista può confrontare la situazione attuale con quella che avrebbe in un regime ordinario, considerando non soltanto l’aliquota fiscale, ma anche IVA, costi deducibili, adempimenti contabili, contributi e gestione amministrativa.
Non esiste una risposta uguale per tutti.
Un’attività con costi molto bassi può avere caratteristiche completamente diverse rispetto a un’attività che sostiene importanti spese per collaboratori, software, attrezzature, uffici o altri servizi.
La convenienza deve quindi essere valutata sulla situazione concreta.
Aumento del fatturato: non aspettare il superamento della soglia
Un errore frequente consiste nel pensare al regime ordinario soltanto dopo aver superato la soglia.
In realtà, il passaggio dovrebbe essere pianificato prima.
Se durante l’anno il professionista vede che il fatturato sta crescendo rapidamente, può iniziare a parlare con il proprio commercialista per simulare gli scenari futuri.
Questo permette di evitare decisioni improvvisate e soprattutto di comprendere se sia necessario modificare prezzi, organizzazione, struttura contrattuale o modalità di acquisizione dei clienti.
Aumento del fatturato e regime forfettario: monitorare gli incassi
Per chi opera in regime forfettario è particolarmente importante tenere sotto controllo i compensi effettivamente percepiti, perché la normativa fa riferimento ai ricavi o compensi conseguiti o percepiti secondo le regole applicabili.
L’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni relative al quadro RR, richiama espressamente il controllo del limite di 100.000 euro per i lavoratori in regime forfettario che lo abbiano superato nel corso dell’anno.
Questo rende utile mantenere una situazione aggiornata dell’attività durante tutto l’anno.
Un semplice controllo periodico può aiutare a capire quanto manca alla soglia e a programmare con maggiore consapevolezza i mesi successivi.
Aumento del fatturato: il regime forfettario deve accompagnare la crescita
Il regime forfettario può essere particolarmente utile nella fase di sviluppo di una piccola attività professionale.
La sua semplicità permette spesso al lavoratore autonomo di concentrarsi maggiormente sulla propria attività, senza affrontare fin dall’inizio la complessità tipica di una gestione ordinaria.
Ma un regime fiscale deve essere considerato anche in relazione alla fase di crescita dell’attività.
Quando il fatturato aumenta, cambiano infatti le esigenze del professionista.
Aumentano i clienti, possono aumentare i costi, possono essere necessari collaboratori e può diventare importante investire in marketing, strumenti tecnologici o spazi di lavoro.
In questa fase, il professionista deve chiedersi se il regime attuale continua a essere coerente con la struttura che sta costruendo.
Aumento del fatturato: un esempio pratico
Immaginiamo un consulente che nel 2026 preveda di passare da 65.000 a circa 82.000 euro di compensi.
In questo caso, il professionista si avvicina alla soglia di 85.000 euro, ma non la supera.
Se l’anno successivo prevede un ulteriore incremento fino a 95.000 euro, la pianificazione diventa ancora più importante.
Se invece la crescita dovesse portare i compensi percepiti oltre i 100.000 euro nello stesso anno, entrerebbe in gioco la disciplina specifica prevista per il superamento della soglia, con cessazione del regime nell’anno stesso e applicazione dell’IVA sulle operazioni che determinano il superamento.
L’esempio dimostra perché non sia sufficiente guardare soltanto al risultato dell’anno precedente.
Bisogna osservare trend, previsioni e struttura dell’attività.
Aumento del fatturato e regime forfettario: la vera domanda da porsi
Quando il fatturato cresce, la domanda non dovrebbe essere semplicemente «come posso rimanere nel regime forfettario?».
La domanda più utile è: «Quale struttura fiscale e organizzativa è più adatta alla mia attività nei prossimi anni?»
Se il business sta crescendo rapidamente, cercare di rimanere a tutti i costi sotto la soglia potrebbe non essere la strategia migliore.
Una crescita sana deve essere sostenibile anche dal punto di vista fiscale.
Superare una soglia non significa necessariamente che l’attività stia andando male. Al contrario, può essere il segnale che il professionista ha raggiunto una dimensione superiore e deve passare a una nuova fase imprenditoriale o professionale.
Aumento del fatturato: conclusioni
L’aumento del fatturato rappresenta certamente un obiettivo positivo per qualsiasi professionista, ma deve essere accompagnato da una corretta pianificazione.
Il regime forfettario può offrire importanti vantaggi nella gestione di una partita IVA, ma presenta soglie precise che devono essere monitorate. Attualmente il limite ordinario è di 85.000 euro, mentre il superamento di 100.000 euro di compensi percepiti determina la cessazione del regime nello stesso anno, secondo quanto previsto dalla normativa.
Per questo motivo, quando l’attività inizia a crescere rapidamente, è importante non aspettare l’ultimo momento.
Monitorare il fatturato, analizzare la redditività, valutare i prezzi, simulare il passaggio a un diverso regime fiscale e confrontarsi tempestivamente con il proprio consulente sono tutti passaggi che permettono di trasformare la crescita in un’opportunità.
Il vero obiettivo non dovrebbe essere semplicemente fatturare di più, ma costruire un’attività capace di crescere mantenendo sotto controllo tasse, contributi, costi, organizzazione e redditività.
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