Partita IVA da attore: perché aprirla nel regime forfettario

Scopri perché dovresti adottare questo regime fiscale per svolgere la professione di attore con Partita IVA

Mettersi in proprio, in Italia, mette paura a tanti.

Procedere all’apertura di una Partita IVA può nascondere parecchie insidie, e anche il minimo errore o la minima disattenzione potrebbe farti perdere tempo e soldi.

Vuoi fare questo passo con serenità e assicurarti di non avere grattacapi? (Sono il signor Wolf. Risolvo problemi!)

In questo articolo capirai come si apre una Partita IVA e scoprirai perché dovresti prendere in considerazione il regime forfettario.

Come aprire la Partita IVA da attore

La tua passione per la recitazione ti ha portato a essere ricercato per svariati ruoli e stai pensando di trasformarla in un vero e proprio lavoro?

In questo caso, aprire la Partita IVA è il primo passo obbligatorio da fare.

Se il tuo impegno in questo ambito smette di “recitare” un ruolo marginale e diventa continuativo, infatti, non puoi più sfruttare lo strumento della prestazione occasionale.

Ma come ti dovresti muovere per procedere all’apertura della Partita IVA?

Beh, prima di tutto faresti bene a parlare con un buon commercialista.

Un consulto con un professionista è d’obbligo per capire le implicazioni di una scelta simile e per evitare i classici errori che commettono le persone inesperte.

Aprire la Partita IVA è un’operazione gratuita e piuttosto semplice da eseguire.

Non devi far altro che scaricare un modulo, il modello AA9/12, compilarlo e inoltrarlo all’Agenzia delle Entrate.

All’interno di questo modulo dovrai inserire diversi dati, tra i quali i più importanti sono il codice ATECO e il tipo di regime fiscale scelto.

Il codice ATECO serve a identificare l’attività svolta da una Partita IVA, ed è fondamentale inserire quello corretto, onde evitare future sanzioni in caso di controlli.

Quello corretto per l’attività attoriale è 90.01.01.

Per quanto riguarda il regime fiscale, questa è la scelta più importante e decisiva, in quanto determina le regole e gli adempimenti a cui dovrai sottostare.

Il mio consiglio è di valutare l’adozione del regime forfettario.

Leggi anche: Come aprire la Partita IVA per giardiniere: i vantaggi del regime forfettario

Partita IVA attore: perché conviene il regime forfettario?

Nel caso non lo sapessi, in Italia esistono tre regimi fiscali: ordinario, semplificato e forfettario.

Ma solo l’ultimo ti permette di svolgere un’attività in proprio con una serie di vantaggi che ogni titolare di Partita IVA vorrebbe.

Già… tutti lo vorrebbero adottare, ma non tutti possono farlo.

Questo perché ci sono dei precisi parametri che ne regolano l’applicabilità.

Quelli principali sono il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €, del limite di spese per collaboratori e dipendenti di 20.000 € all’anno e del limite reddituale da lavoro subordinato di 30.000 € annui.

Un commercialista specializzato nel regime forfettario è la figura più adatta ad assisterti nell’apertura della tua prossima Partita IVA da attore e a farti sfruttare i benefici derivanti da questa opportunità.

Devi sapere che aprendo una Partita IVA forfettaria verresti esonerato sia dall’IVA che dalla ritenuta d’acconto.

Non è da escludere che tu non sappia che peso abbiano questi due fattori per un lavoratore autonomo, ma ti assicuro che è considerevole.

Per farla breve, questa agevolazione ti consentirebbe di percepire il 100% dei tuoi compensi e di liberarti da una grande seccatura gestionale ed economica (l’IVA).

Ma ci sono anche altre importanti semplificazioni.

Ti cito le principali:

  • esonero dalla fatturazione elettronica;
  • niente spesometro né studi di settore;
  • esonero dal modello ISEE;
  • esenzione dall’IRAP e dalle addizionali comunali e regionali.

Sai cosa significa? Tempo, stress e soldi risparmiati.

E a proposito di soldi, sto per servirti il piatto forte del regime forfettario.

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Quanto pagano di tasse gli attori nel regime forfettario?

Aprire una Partita IVA a regime forfettario ti consentirebbe di portarti a casa la tassazione più bassa in Italia.

Sì, proprio così.

Se negli altri inquadramenti fiscali la tassazione parte da un’aliquota minima del 23%, in questo regime di vantaggio, invece, è prevista una flat tax del 15%.

Ma c’è di più…

Una riduzione addirittura al 5% per alcune nuove attività che rispettino determinati parametri.

Questa aliquota viene applicata sul fatturato lordo, ovvero la differenza tra il fatturato totale e le spese, il cui calcolo avviene in maniera diversa rispetto agli altri regimi fiscali.

Le spese reali non vengono considerate e non devono nemmeno essere dimostrate al fisco, in quanto lo Stato ha assegnato un coefficiente di redditività a ogni tipo di attività.

In base a questo valore percentuale, i costi vengono scalati in maniera automatica dal fatturato totale.

Per l’attività di attore, il coefficiente di redditività è del 67%.

Quindi, ipotizzando che tu dovessi fatturare 10.000 € in un anno, 3.300 € verrebbero considerati come costi forfettari (anche nel caso in cui le tue spese reali dovessero essere maggiori o minori) e pagheresti le imposte su 6.700 €.

Contributi per attori: come e quanto si paga

Oltre alle tasse, dovrai versare anche i contributi per il tuo fondo pensionistico.

A seconda del tipo di prestazione svolta e in base al committente, un attore può adottare due metodi contributivi:

  • la Gestione Separata INPS;
  • l’ex ENPALS.

Nel primo caso dovrai versare il 25,98% del tuo fatturato lordo (facendo riferimento sempre al coefficiente di redditività). Con questo inquadramento verserai sempre e solo in base a quanto fatturerai, senza essere soggetto a quote fisse.

Con il modello contributivo ex ENPALS, invece, dovrai seguire queste modalità:

  • versare un contributo di base, corrispondente al 33% del compenso (il 9,19% a tuo carico e il 23,81% a carico del committente);
  • versare un contributo di solidarietà pari al 5% del tuo compenso, da ripartire a metà tra te e il committente, nel caso in cui la tua paga superi l’importo giornaliero di 300,07 €;
  • versare un contributo aggiuntivo dell’1% (completamente a tuo carico) rispetto a un compenso giornaliero superiore a 137,95 €.

Leggi anche: Come aprire la Partita IVA per OSS nel regime forfettario

In conclusione

Il regime forfettario offre un’ottima opportunità agli attori che desiderano aprire una Partita IVA, ma per poterne sfruttare i vantaggi è necessario non sbagliare neanche una mossa.

In Italia la burocrazia riserva sempre ostacoli e trabocchetti da far invidia a un campo minato nella Bosnia degli anni ’90.

Se vuoi superare indenne questa prova e svolgere la tua professione in proprio senza patemi d’animo e pagando meno tasse, io posso darti una mano.

Il regime forfettario, per me, è come la cinepresa per Steven Spielberg: non ha segreti!

Da parecchi anni, infatti, ho deciso di focalizzarmi completamente su questo regime fiscale e ho dato vita a un servizio di contabilità online vantaggiosissimo.

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Ti ricordo che per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.

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A presto
Giampiero Teresi

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