Cosa significa l’aumento limite redditi per chi vuole accedere o rimanere nel regime forfettario e quali scenari concreti apre per i lavoratori italiani.
Negli ultimi anni, il regime forfettario è diventato la principale scelta fiscale per liberi professionisti e piccoli imprenditori grazie alla sua semplicità e all’imposta sostitutiva ridotta. Tuttavia, non tutti possono accedervi liberamente: la normativa ha sempre previsto una serie di requisiti, tra cui un tetto massimo di reddito da lavoro dipendente.
Con l’aumento limite redditi a 35.000 €, introdotto per garantire maggiore flessibilità, si aprono nuove prospettive per chi desidera affiancare un’attività autonoma alla propria occupazione principale. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cosa significa la soglia di 35.000 €, perché è stata introdotta, come funziona in pratica e quali sono i vantaggi o i rischi per chi intende sfruttare il regime forfettario.
Aumento limite redditi: cosa significa passare a 35.000 €
Il concetto di aumento limite redditi riguarda la soglia massima che un lavoratore dipendente può percepire senza perdere il diritto di accedere al regime forfettario per una seconda attività.
Prima dell’intervento normativo, la soglia era più bassa, escludendo di fatto molti lavoratori con stipendi medi o leggermente superiori alla media nazionale. Con il nuovo limite fissato a 35.000 € annui lordi, una platea più ampia di contribuenti può combinare lavoro dipendente e lavoro autonomo senza essere costretta al regime ordinario.
Si tratta quindi di un cambiamento strutturale con impatto diretto su professionisti emergenti, freelance e dipendenti che vogliono testare un’attività extra.
Perché l’aumento limite redditi a 35.000 € è centrale nel regime forfettario
Il regime forfettario nasce come strumento per agevolare chi ha redditi contenuti, semplificando la gestione fiscale e riducendo la pressione tributaria. Tuttavia, escludere chi percepisce uno stipendio medio-alto come dipendente rischiava di penalizzare coloro che, pur avendo un lavoro stabile, volevano comunque sperimentare un’attività autonoma.
Con l’aumento limite redditi a 35.000 €, il legislatore ha voluto ampliare l’accesso, riconoscendo che il mercato del lavoro è cambiato e che sempre più persone affiancano al lavoro subordinato un’attività freelance.
Questa scelta è particolarmente significativa in Italia, dove i redditi medi da lavoro dipendente spesso oscillano proprio tra i 30.000 € e i 35.000 €.
Aumento limite redditi e lavoro dipendente: esempi pratici
Per comprendere meglio le implicazioni dell’aumento limite redditi, è utile osservare alcune situazioni concrete:
Esempio 1: reddito da dipendente sotto la soglia
Giulia lavora come dipendente e guadagna 28.000 € annui lordi. Con l’aumento del limite a 35.000 €, può tranquillamente aprire la partita IVA in regime forfettario per un’attività di grafica freelance. In questo caso, l’accesso è garantito e può beneficiare della tassazione agevolata.
Esempio 2: reddito da dipendente vicino alla soglia
Marco ha uno stipendio annuo lordo di 34.500 €. Pur restando sotto il tetto, deve fare attenzione a premi di produzione o straordinari, che potrebbero farlo superare i 35.000 €. Questo esempio mostra come l’aumento della soglia sia utile, ma anche delicato nella gestione.
Esempio 3: reddito da dipendente oltre la soglia
Elisa guadagna 36.000 € lordi annui. In questo caso, nonostante l’aumento limite redditi, non potrà accedere al regime forfettario. Dovrà quindi optare per il regime ordinario, meno vantaggioso in termini fiscali.
Come si calcola il limite dei 35.000 €
Uno degli aspetti più importanti dell’aumento limite redditi riguarda il calcolo. Non si considerano solo le retribuzioni mensili, ma anche tredicesima, quattordicesima, premi aziendali e bonus.
Ad esempio, un contratto con retribuzione base di 33.000 € può superare la soglia se il lavoratore riceve un premio annuale di 3.000 €, arrivando così a 36.000 € e perdendo l’accesso al regime forfettario.
Il consiglio è quindi monitorare attentamente la Certificazione Unica (CU), che rappresenta il documento ufficiale su cui viene calcolata la soglia.
Aumento limite redditi: vantaggi per i lavoratori
L’aumento limite redditi a 35.000 € porta con sé diversi vantaggi. Il principale è l’ampliamento della platea di lavoratori che possono sfruttare il regime forfettario.
Chi rientra nella soglia può infatti godere di:
- Semplificazione fiscale, con contabilità ridotta al minimo.
- Imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali e imposte sostitutive varie.
- Possibilità di combinare un reddito stabile da lavoro dipendente con una fonte extra autonoma fiscalmente agevolata.
In altre parole, l’aumento del tetto a 35.000 € diventa un incentivo all’imprenditorialità senza compromettere la sicurezza del posto fisso.
Cosa succede se si supera il limite dei 35.000 €
Un dubbio comune riguarda cosa accade quando si oltrepassa la soglia dopo aver aderito al regime forfettario. La regola è che il superamento del limite produce effetti solo dall’anno successivo.
Ad esempio, se nel 2025 il reddito da lavoro dipendente è di 33.000 € e nel 2026 sale a 36.000 €, il contribuente può restare in regime forfettario per il 2025, ma dal 2026 sarà obbligato al regime ordinario.
Questa norma evita interruzioni improvvise e permette una pianificazione fiscale più serena.
L’aumento limite redditi a 35.000 € non è detto che resti invariato per sempre. Ogni Legge di Bilancio può introdurre modifiche, innalzando ulteriormente la soglia o riducendola.
Gli scenari futuri dipenderanno dall’orientamento politico ed economico: da un lato c’è chi spinge per estendere ancora di più l’accesso al regime forfettario, dall’altro chi teme abusi e chiede regole più restrittive.
Per i lavoratori e i professionisti è quindi fondamentale rimanere aggiornati e valutare le proprie prospettive in base ai cambiamenti normativi.
Tabella riassuntiva: aumento limite redditi e casi pratici
| Reddito da lavoro dipendente | Accesso al regime forfettario | Esito dopo aumento limite redditi |
|---|---|---|
| 28.000 € | Sì | Possibile adesione |
| 34.500 € | Sì, ma con attenzione ai bonus | Adesione con rischio superamento |
| 36.000 € | No | Esclusione dal regime forfettario |
Questa tabella sintetizza come il nuovo tetto a 35.000 € influenzi concretamente la possibilità di entrare nel regime agevolato.
Conclusioni
L’aumento limite redditi a 35.000 € rappresenta un passo importante verso un regime fiscale più inclusivo e adatto alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Per chi desidera combinare lavoro dipendente e attività autonoma, la nuova soglia offre maggiori opportunità e meno vincoli, ma richiede comunque attenzione nel calcolo delle proprie entrate.
Il regime forfettario resta uno strumento molto vantaggioso, ma la corretta applicazione dipende dalla capacità di monitorare redditi, scadenze e cambiamenti normativi.
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