Il codice 86.99.03 sostituisce il generico 86.90.29 e offre una classificazione specifica per chi opera nel settore della psicomotricità.
La psicomotricità è una disciplina sempre più riconosciuta per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo del bambino, nel recupero funzionale e nel benessere psicofisico. Nonostante la sua diffusione, fino a oggi mancava un codice ateco specifico per chi esercita questa professione in autonomia. Gli operatori erano costretti a registrarsi sotto il generico 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti, con molte incertezze dal punto di vista fiscale e burocratico.
Con l’introduzione del nuovo codice ateco per psicomotricità 86.99.03 – “Attività di psicomotricità”, finalmente anche questa professione trova un suo spazio chiaro all’interno della classificazione delle attività economiche italiane.
Cosa Prevede il Nuovo Codice Ateco per Psicomotricità
Il nuovo codice ateco per psicomotricità 86.99.03 rappresenta un importante riconoscimento per i professionisti della psicomotricità. Si tratta di un codice introdotto per:
- Identificare in modo preciso chi si occupa di interventi psicomotori a livello preventivo, educativo o terapeutico;
- Offrire chiarezza fiscale, distinguendo la professione da altre attività sanitarie e paramediche;
- Migliorare l’accesso a agevolazioni, bandi e strumenti di sostegno specifici per la categoria.
Questa novità è particolarmente utile per psicomotricisti che operano in studio privato, centri educativi, collaborazioni freelance o nell’ambito della libera professione.
Psicomotricità: Nuovo Codice Ateco
Il codice è rivolto a tutti i professionisti che svolgono attività psicomotoria a scopo:
- Educativo e preventivo, soprattutto con bambini in età prescolare e scolare;
- Di supporto e recupero, in collaborazione con altre figure professionali (psicologi, logopedisti, neuropsichiatri, educatori);
- Di rieducazione funzionale, se rientrante nei limiti delle proprie competenze non sanitarie.
Grazie al nuovo codice, i professionisti della psicomotricità possono finalmente uscire dall’ambiguità e definirsi con esattezza, anche dal punto di vista fiscale e legale.
Regime Forfettario: Perché È la Soluzione Ideale per un Psicomotricista
Il regime forfettario è spesso la scelta più vantaggiosa per i liberi professionisti, e lo è anche per chi lavora nel campo della psicomotricità.
I motivi principali:
- Imposta sostitutiva agevolata: aliquota al 15%, o al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano i requisiti.
- Contabilità semplificata: nessun obbligo di registri IVA, dichiarazioni periodiche o fatturazione elettronica (in molti casi).
- Costi di gestione ridotti: perfetto per chi lavora da solo, in studio privato o in collaborazione con altre figure.
- Gestione più snella e flessibile: ideale per chi lavora con prestazioni occasionali o su appuntamento.
Per un professionista della psicomotricità, il forfettario rappresenta un’opportunità per avviare o strutturare l’attività in modo sostenibile, riducendo gli adempimenti burocratici e ottimizzando la fiscalità.
Conclusione
L’arrivo del nuovo codice ateco 86.99.03 è una svolta importante per il mondo della psicomotricità: un riconoscimento formale che garantisce maggiore visibilità, chiarezza e accesso a strumenti dedicati. Finalmente, i professionisti del settore possono contare su una classificazione ufficiale e coerente con le proprie competenze.
Combinando questo nuovo codice con l’adozione del regime forfettario, diventa molto più semplice aprire e gestire una partita IVA, con vantaggi fiscali reali e una burocrazia minima. Un passo in avanti per una professione fondamentale e in continua crescita.
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