La dichiarazione dei redditi rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per chi possiede una Partita IVA in regime forfettario. Anche se questo regime offre una gestione contabile semplificata rispetto al regime ordinario, è comunque necessario rispettare precisi obblighi dichiarativi e le relative scadenze per evitare sanzioni e interessi. Nel corso del 2026, i contribuenti in regime forfettario dovranno presentare la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025 e provvedere al pagamento dell’imposta sostitutiva, oltre agli eventuali acconti dovuti per l’anno successivo. Comprendere come funziona il meccanismo della dichiarazione e dei versamenti permette di organizzare al meglio la propria attività e di evitare errori.
La dichiarazione dei redditi nel regime forfettario: chi è obbligato
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata da tutti i titolari di Partita IVA in regime forfettario, anche quando l’imposta da versare è pari a zero. L’adempimento è obbligatorio perché consente all’Agenzia delle Entrate di verificare il reddito imponibile e di determinare correttamente le imposte dovute.
A differenza dei contribuenti che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro dipendente, il titolare di una Partita IVA in regime forfettario non utilizza generalmente il modello 730, ma presenta il Modello Redditi Persone Fisiche, compilando in particolare il Quadro LM, dedicato proprio ai contribuenti che applicano il regime agevolato.
Il reddito imponibile non viene determinato sottraendo i costi effettivamente sostenuti, ma applicando al fatturato il relativo coefficiente di redditività, diverso a seconda del codice ATECO dell’attività esercitata. Sul reddito così ottenuto viene poi calcolata l’imposta sostitutiva, generalmente pari al 15%, oppure al 5% per le nuove attività che possiedono i requisiti previsti dalla normativa.
Dichiarazione dei redditi 2026: quali sono le principali scadenze
Quando si parla di dichiarazione dei redditi è fondamentale conoscere il calendario fiscale. Le scadenze interessano sia la presentazione della dichiarazione sia il pagamento delle imposte. La presentazione del Modello Redditi Persone Fisiche 2026, riferito ai redditi prodotti nel 2025, dovrà essere effettuata entro il termine previsto dalla normativa vigente, esclusivamente con modalità telematica.
Per quanto riguarda i pagamenti, il contribuente dovrà versare:
- il saldo dell’imposta sostitutiva relativa al 2025;
- il primo acconto dell’imposta dovuta per il 2026;
- l’eventuale secondo acconto, se previsto.
Qualora il contribuente preferisca dilazionare il pagamento, la normativa consente la rateizzazione, con l’applicazione degli interessi previsti per ciascuna rata.
Come si calcola l’imposta nella dichiarazione dei redditi
Uno dei principali vantaggi del regime forfettario è la semplicità del calcolo fiscale. Il professionista o l’imprenditore individuale non deve conservare e dedurre ogni singola spesa sostenuta durante l’anno. Il legislatore presume infatti una determinata percentuale di costi attraverso il coefficiente di redditività. Facciamo un esempio.
Un professionista che fattura 40.000 euro e possiede un coefficiente di redditività del 78% avrà un reddito imponibile pari a 31.200 euro. Da tale importo vengono sottratti gli eventuali contributi previdenziali deducibili. Sul reddito residuo si applica quindi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5%, se spettante.
Questo sistema rende la compilazione della dichiarazione dei redditi molto più semplice rispetto al regime ordinario, pur richiedendo attenzione nella compilazione del Quadro LM e nella verifica degli importi dichiarati.
Dichiarazione dei redditi e pagamenti: saldo e acconti
Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda il funzionamento dei pagamenti. La dichiarazione dei redditi determina infatti sia il saldo relativo all’anno precedente sia gli acconti per quello successivo. Il saldo rappresenta la differenza tra quanto effettivamente dovuto e quanto eventualmente già versato.
Gli acconti, invece, costituiscono un’anticipazione dell’imposta che verrà calcolata nella successiva dichiarazione. Normalmente il primo acconto viene pagato insieme al saldo, mentre il secondo acconto viene versato entro la fine dell’anno. Tutti i versamenti vengono effettuati tramite modello F24, utilizzando gli appositi codici tributo previsti dall’Agenzia delle Entrate.
Errori da evitare nella dichiarazione dei redditi
Anche se il regime forfettario è considerato il sistema fiscale più semplice per professionisti e piccoli imprenditori, gli errori sono comunque possibili.
Uno degli sbagli più frequenti consiste nell’indicare un coefficiente di redditività errato, magari utilizzando quello previsto per un diverso codice ATECO.
Un altro errore riguarda la mancata deduzione dei contributi previdenziali, che possono ridurre il reddito imponibile e quindi l’imposta da versare.
È importante anche controllare con attenzione gli acconti già pagati, così da evitare duplicazioni o differenze che potrebbero generare comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Infine, non bisogna dimenticare di rispettare le scadenze previste per l’invio della dichiarazione e per i pagamenti. Un ritardo può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi, anche se nella maggior parte dei casi è possibile regolarizzare spontaneamente la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso.
Perché è importante preparare in anticipo la dichiarazione dei redditi
Organizzare con anticipo la dichiarazione dei redditi permette di affrontare con maggiore serenità tutte le scadenze fiscali.
Conservare ordinatamente le fatture emesse, verificare gli incassi, controllare i contributi previdenziali versati e monitorare gli eventuali acconti già pagati consente di predisporre rapidamente tutta la documentazione necessaria.
Affidarsi a un commercialista oppure utilizzare un software dedicato può inoltre ridurre il rischio di errori e garantire una gestione fiscale ancora più efficiente.
Per chi opera in regime forfettario, conoscere il funzionamento della dichiarazione significa anche pianificare meglio la propria liquidità, evitando sorprese al momento dei versamenti e mantenendo sempre sotto controllo la situazione fiscale.
Conclusioni
La dichiarazione dei redditi rappresenta un passaggio fondamentale anche per chi aderisce al regime forfettario. Pur essendo caratterizzato da regole semplificate e da un’imposta sostitutiva agevolata, questo regime richiede comunque attenzione nella compilazione del Modello Redditi PF, nel calcolo del reddito imponibile e nel rispetto delle scadenze di pagamento.
Prepararsi con anticipo, verificare i dati fiscali e conoscere il funzionamento di saldo, acconti e rateizzazione permette di affrontare la campagna dichiarativa con maggiore tranquillità e di evitare errori che potrebbero comportare costi aggiuntivi.
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