Scopri come fare più attività con una singola partita IVA in regime forfettario, scegliendo codici ATECO multipli e gestendo correttamente i contributi INPS.
Molti professionisti e piccoli imprenditori si chiedono se sia possibile avere più Partite IVA per svolgere attività diverse: la risposta è no, la normativa italiana consente di aprire una sola Partita IVA ma di aggiungere tutti i codici ATECO necessari a identificare le diverse prestazioni o vendite. Il primo codice ATECO che inserisci in fase di apertura rappresenta l’attività principale, mentre gli eventuali codici ATECO secondari descrivono le altre attività accessorie. Questa soluzione permette di non moltiplicare gli adempimenti fiscali pur mantenendo omnicomprensivo il limite di fatturato e le aliquote agevolate del regime forfettario.
Codice ATECO principale e codici secondari per fare più attività con una singola partita IVA
L’ATECO principale è quello che genera la maggior parte del fatturato o che meglio descrive l’attività prevalente, mentre i codici secondari si aggiungono per tutte le ulteriori attività, dalla vendita di prodotti all’erogazione di servizi diversi.
- Un esempio è rappresentato da un professionista che svolge consulenze informatiche (ATECO principale 62.02.00) e parallelamente corsi di formazione (ATECO secondario 85.59.20).
Limite di fatturato e aliquote forfettarie
In regime forfettario l’aliquota sostitutiva rimane fissata al 5% per i primi cinque anni di attività (se si rispettano i requisiti) e al 15% successivamente, senza alcuna variazione in presenza di più attività. Il tetto massimo di ricavi unificato è pari a 85.000 € annui, risultante dalla somma dei compensi di tutte le attività esercitate con la stessa Partita IVA.
Contributi INPS: gestioni separate o multiple fare più attività con una singola partita IVA
La scelta dei codici ATECO influisce anche sulla gestione previdenziale INPS, perché a seconda delle attività svolte il professionista potrebbe dover iscriversi a diverse casse: per le prestazioni intellettuali si utilizza la Gestione Separata INPS, mentre per attività di commercio o artigianato è obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani. Questo implica che un soggetto con attività miste dovrà versare contributi in due casse distinte, calcolati sul reddito imponibile forfettario, pur mantenendo l’unico regime fiscale agevolato.
Conclusione
Svolgere più attività con una singola Partita IVA in regime forfettario è non solo possibile ma anche conveniente, a patto di definire correttamente il codice ATECO principale e quelli secondari. Ricorda che il limite di 85.000 € e le aliquote al 5% o 15% restano invariati, ma la contribuzione INPS può richiedere l’iscrizione a gestioni diverse a seconda delle attività svolte. Per orientarti tra codici ATECO e casse previdenziali, affidati a un commercialista esperto che ti aiuti a ottimizzare il regime fiscale e previdenziale.
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