La domanda su come cambierà il regime forfettario dopo il 2026 è più attuale che mai, perché il quadro normativo oggi combina regole già consolidate con segnali politici di possibile evoluzione. La Guida ufficiale al regime forfettario dell’Agenzia delle Entrate continua a descrivere il regime come un sistema agevolato per persone fisiche con attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, con soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi annui e con uscita immediata dal regime nell’anno stesso in cui si superano i 100.000 euro. Queste sono le regole vigenti e, nelle fonti ufficiali consultate, non risultano già approvate riforme che le riscrivano dopo il 2026. Allo stesso tempo, il Governo ha parlato pubblicamente di estensione del regime forfettario per gli autonomi in più occasioni tra 2024, 2025 e 2026, ma si tratta di indicazioni politiche e non di una nuova norma già in vigore per il periodo successivo al 2026. Per questo, quando si parla di come cambierà il regime forfettario, bisogna distinguere con cura tra ciò che è già legge e ciò che è ancora nell’area delle intenzioni o delle ipotesi di riforma.
Come cambierà il regime forfettario: cosa è già certo oggi
La prima risposta concreta su come cambierà il regime forfettario dopo il 2026 è che, oggi, il regime resta ancorato a parametri ben definiti. La legge vigente prevede la soglia di 85.000 euro per l’accesso e la permanenza, mentre il superamento di 100.000 euro fa uscire dal regime nell’anno stesso. L’Agenzia delle Entrate e la normativa vigente ribadiscono inoltre che i contribuenti forfetari sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, pur dovendo conservare i documenti emessi e ricevuti.
Come cambierà il regime forfettario: la soglia degli 85.000 euro
Uno dei punti più osservati quando ci si chiede come cambierà il regime forfettario è la soglia di fatturato. Ad oggi, l’impianto normativo continua a fare riferimento agli 85.000 euro come limite standard di accesso e permanenza. Nel 2026 il legislatore ha già ritoccato un’altra condizione di accesso, alzando da 30.000 a 35.000 euro il limite di redditi di lavoro dipendente e assimilati che può precludere l’uso del regime forfettario: questo mostra che eventuali aggiustamenti futuri, se ci saranno, potrebbero essere puntuali e selettivi più che rivoluzionari.
Questo significa che, per ora, non c’è alcuna prova ufficiale di un cambio automatico della soglia dopo il 2026. Se una modifica arriverà, dovrà passare da un nuovo intervento normativo, perché oggi le fonti ufficiali continuano a descrivere il regime con i parametri attuali.
Come cambierà il regime forfettario: fattura elettronica e controlli digitali
Un altro elemento centrale di come cambierà il regime forfettario riguarda la digitalizzazione. Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è diventata obbligatoria per tutti i contribuenti forfettari, come confermato dall’Agenzia delle Entrate; le slide ufficiali 2024 e le FAQ dell’Agenzia spiegano che l’obbligo è scattato per tutti i forfettari dopo l’ulteriore ampliamento della deroga UE. Nel 2026 l’Agenzia continua a mettere a disposizione servizi web e strumenti gratuiti per la gestione della fatturazione elettronica.
Questo è importante perché suggerisce una direzione piuttosto chiara: anche se il regime resterà agevolato, il controllo digitale difficilmente si allenterà. In un eventuale futuro post-2026, è ragionevole aspettarsi una maggiore integrazione tra fatture, dichiarazione precompilata, controlli automatici e servizi web dell’Amministrazione finanziaria, ma questa è un’inferenza basata sul quadro già in vigore, non una riforma già approvata.
Come cambierà il regime forfettario: quali segnali arrivano dal Governo
Le dichiarazioni politiche aiutano a capire la direzione, anche se non equivalgono a una legge. Nel maggio 2026 il Governo ha parlato pubblicamente di estensione del regime forfettario per gli autonomi; già in precedenza, in documenti di rendicontazione politica e comunicazioni istituzionali, si era richiamato l’innalzamento della soglia per gli autonomi come una misura rilevante della legislatura. Anche nel 2024 e nel 2025 i documenti governativi citano il rafforzamento del regime forfettario come un intervento chiave per i lavoratori autonomi.
Per questo, quando ci si chiede come cambierà il regime forfettario, la risposta più onesta è che il trend politico sembra andare verso una conferma o un allargamento selettivo del perimetro agevolato, non verso un ritorno al vecchio assetto restrittivo. Tuttavia, nelle fonti ufficiali consultate non compare ancora una riforma già scritta per il dopo-2026 che modifichi in modo definitivo soglia, imposta sostitutiva o struttura del regime.
Come cambierà il regime forfettario: il ruolo del concordato preventivo
Un altro tassello utile per capire come cambierà il regime forfettario è il rapporto con il Concordato Preventivo Biennale. Il MEF, nel presentare il CPB 2025-26, ha chiarito che lo strumento è rivolto anche ai soggetti in regime forfetario. Poiché il provvedimento è costruito come biennio 2025-26, è ragionevole concludere che un’eventuale prosecuzione oltre il 2026 richiederebbe un nuovo atto normativo o un rinnovo esplicito; questa è un’inferenza logica sul perimetro temporale dello strumento, non una previsione certa del legislatore.
Per il forfettario, questo è rilevante perché il CPB potrebbe diventare uno dei canali con cui il Fisco gestirà in futuro il rapporto con autonomi e piccoli professionisti: più semplificazione preventiva, più dati digitali, più previsione del reddito, meno spazio per la sorpresa a fine anno. Anche qui, però, siamo nel campo della tendenza normativa e non di una regola già scritta per il post-2026.
Come cambierà il regime forfettario: cosa potrebbe accadere davvero dopo il 2026
Se si prova a proiettare il quadro attuale oltre il 2026, il punto più probabile non è una rivoluzione, ma una serie di ritocchi. Il primo potrebbe riguardare le cause ostative e i limiti di accesso. La legge di bilancio 2026 ha già portato a 35.000 euro il limite dei redditi da lavoro dipendente e assimilati che può bloccare l’ingresso nel forfettario: questo mostra una chiara tendenza ad aggiustare le soglie quando il legislatore vuole ampliare o restringere il perimetro del regime.
Il secondo possibile asse di cambiamento è il consolidamento della fatturazione elettronica e dei controlli digitali. Dato che oggi la e-fattura è già obbligatoria per tutti i forfettari e che l’Agenzia offre strumenti web sempre più integrati, un futuro intervento potrebbe rafforzare la tracciabilità più che aumentare gli adempimenti tradizionali. Anche questa è una deduzione coerente con le fonti ufficiali, non una legge già approvata per il dopo-2026.
Come cambierà il regime forfettario: cosa dovranno fare i freelance
Per freelance e professionisti, la domanda non è solo teorica. Se il regime restasse invariato, la strategia sarebbe continuare a monitorare i ricavi, rispettare la soglia, gestire correttamente l’e-fattura e usare il quadro LM secondo le istruzioni vigenti. Se invece arrivasse una riforma, i primi punti da controllare sarebbero soglie di accesso, cause ostative, eventuali nuovi obblighi digitali e rapporto con strumenti come il CPB. L’Agenzia delle Entrate continua a ribadire che il regime è agevolato ma richiede comunque conservazione dei documenti, corretta fatturazione e attenzione ai limiti.
In pratica, per capire come cambierà il regime forfettario dopo il 2026 bisogna seguire tre segnali: le norme già approvate, le dichiarazioni politiche e le procedure fiscali digitali già attive. Oggi il quadro è questo: soglia di 85.000 euro, uscita a 100.000 euro, fatturazione elettronica obbligatoria, semplificazioni contabili e possibilità di strumenti come il CPB nel biennio 2025-26. Domani, se arriveranno novità, con ogni probabilità toccheranno questi stessi punti, ma al momento non esiste nelle fonti ufficiali consultate una riforma definitiva già scritta per il dopo-2026.
Come cambierà il regime forfettario: il punto più importante da portare a casa
Il messaggio più solido, oggi, è che come cambierà il regime forfettario dipenderà soprattutto da due fattori: la volontà politica di ampliare o correggere il perimetro degli autonomi e la progressiva digitalizzazione del rapporto con il Fisco. Le fonti ufficiali mostrano che il Governo ha parlato più volte di estensione del regime per gli autonomi, mentre l’Agenzia delle Entrate e il MEF confermano che le regole attuali sono ancora quelle della soglia, della fattura elettronica e delle semplificazioni contabili.
Per chi lavora in partita IVA, la scelta migliore è quindi tenere gli occhi sulle fonti istituzionali e non sulle indiscrezioni. È lì che si capirà davvero se il post-2026 porterà un ampliamento del forfettario, una revisione delle soglie o un ulteriore rafforzamento degli strumenti digitali di controllo.
Hai dubbi sul Regime Forfettario?
Puoi richiedere una consulenza fiscale con un esperto del nostro Team che ti potrà aiutare a pianificare in modo strategico ed a sfruttare al meglio i vantaggi del Regime Forfettario 2025.




