Le nuove soglie per artigiani e commercianti nel regime forfettario nel 2025: come interpretarle, a chi convengono e quali accorgimenti fiscali servono.
Il regime forfettario, ormai pilastro per migliaia di microimprese italiane, subisce modifiche continue. Tra le novità più attese del 2025 spiccano le nuove soglie per artigiani, pensate per aggiornare i limiti di ricavi e compensi in linea con l’andamento economico e l’inflazione. Gli artigiani, come anche i commercianti, sono tra le categorie che più beneficiano di questa forma di tassazione semplificata. Tuttavia, il rispetto dei limiti di accesso resta un punto cruciale per non perdere il diritto a rimanere in forfettario.
Nuove soglie per artigiani: cosa prevedono le modifiche
Secondo le ultime bozze di riforma fiscale, le nuove soglie per artigiani fissano un innalzamento del limite massimo di ricavi da 85.000 euro a una soglia variabile che potrebbe oscillare tra 90.000 e 100.000 euro. L’obiettivo è duplice: da un lato dare respiro alle microimprese, dall’altro semplificare i controlli fiscali. Con le nuove soglie per artigiani, più lavoratori autonomi potranno mantenere la gestione semplificata, evitando di passare al regime ordinario, molto più oneroso in termini di IVA, contabilità e adempimenti.
Nuove soglie per artigiani: quali vantaggi portano nel regime forfettario
L’aumento delle soglie porta vantaggi immediati. Un artigiano che nel 2024 si vedeva costretto a restare sotto gli 85.000 euro di fatturato, ora avrà margine di crescita senza temere la fuoriuscita dal regime. Le nuove soglie per artigiani nel 2025 permettono di pianificare investimenti più consistenti, di ampliare il portafoglio clienti o di affrontare commesse di importo più elevato. Restare in forfettario significa continuare a godere dell’imposta sostitutiva al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività) e di una contabilità semplificata, con meno spese per commercialisti e consulenze.
Nuove soglie per artigiani: chi rischia di perdere il regime forfettario
Se da un lato le nuove soglie per artigiani ampliano le possibilità, dall’altro richiedono attenzione. Infatti, sforare il limite anche di un solo euro comporta la fuoriuscita dal regime forfettario, con conseguenze non banali: obbligo di applicare l’IVA, registrare i corrispettivi e adottare una contabilità ordinaria. Per questo motivo, ogni artigiano dovrebbe pianificare attentamente le proprie entrate e utilizzare strumenti digitali di fatturazione per monitorare in tempo reale il volume di ricavi.
Nuove soglie per artigiani: esempi pratici
Prendiamo due casi ipotetici. Marco, falegname in regime forfettario, nel 2024 aveva chiuso l’anno con 82.000 euro di ricavi, restando sotto soglia. Con le nuove soglie per artigiani nel 2025, Marco può puntare a superare i 90.000 euro senza dover passare al regime ordinario, purché rispetti tutte le altre condizioni di accesso. Situazione simile per Lucia, titolare di una piccola bottega artigiana di ceramiche: grazie alle nuove soglie per artigiani potrà accettare ordini più consistenti senza timore di perdere i vantaggi fiscali.
Nuove soglie per artigiani: impatti sui contributi previdenziali
Un altro punto da considerare riguarda i contributi INPS. Gli artigiani in regime forfettario versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Con l’aumento dei ricavi, cresce anche la base imponibile su cui si calcolano i contributi. Non cambiano le aliquote, ma è importante sapere che, superando certi scaglioni di reddito, l’importo dei contributi può crescere in modo sensibile. Un artigiano ben informato dovrebbe valutare in anticipo l’impatto previdenziale delle nuove soglie per artigiani, così da non trovarsi sorprese a fine anno.
Nuove soglie per artigiani: cosa cambia per i commercianti
Le nuove soglie per artigiani si applicano, salvo modifiche dell’ultimo minuto, anche ai commercianti. La logica è la stessa: dare ossigeno alle microimprese che, specie in anni complessi come quelli post-pandemia, hanno subito cali di fatturato o aumenti di costi non previsti. Per i commercianti valgono le medesime regole: la soglia più alta allarga la platea dei beneficiari, purché siano rispettati tutti i vincoli di legge previsti dal regime forfettario.
La determinazione dei ricavi non cambia. Restano validi i principi contabili già fissati dalla normativa sul regime forfettario. Il fatturato è dato dalla somma di tutte le fatture emesse e incassate entro l’anno di riferimento. I ricavi non devono essere confusi con le fatture emesse ma non ancora incassate. Questa distinzione è fondamentale per non fare calcoli sbagliati e non superare le nuove soglie per artigiani involontariamente.
Con soglie più alte, cresce anche la tentazione di investire di più. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il regime forfettario non consente la detrazione dell’IVA sugli acquisti né la deduzione di costi analitici. Si applica invece un coefficiente di redditività fisso, differenziato per categoria. Per gli artigiani è generalmente del 67%. Questo significa che, superando certe spese, non si ottengono benefici fiscali come nel regime ordinario. Pianificare con cura gli acquisti, quindi, è essenziale per sfruttare al massimo i vantaggi delle nuove soglie per artigiani.
Attenzione a collaboratori e spese
Chi lavora con collaboratori occasionali o dipendenti deve tenere a mente un altro vincolo. Il regime forfettario prevede un tetto massimo di 20.000 euro per le spese di lavoro accessorio, collaborazioni e lavoro dipendente. Le nuove soglie per artigiani non toccano questo aspetto: superare il limite porta alla perdita del regime agevolato. Ecco perché la gestione dei collaboratori va fatta con lungimiranza, evitando di compromettere i benefici di un fatturato più alto
Come prepararsi alla transizione
Le nuove soglie per artigiani non devono essere viste come un’autorizzazione a fatturare senza controllo. Chi sa di avvicinarsi al limite dovrebbe tenere una contabilità di supporto ben aggiornata, anche se non obbligatoria. Un buon software di fatturazione elettronica e la consulenza periodica di un commercialista sono strumenti essenziali per restare in regola ed evitare di sforare.
Conclusione
L’introduzione delle nuove soglie per artigiani nel 2025 è una boccata d’ossigeno per molte microimprese. Consente di ampliare l’attività mantenendo la semplicità del regime forfettario. Tuttavia, resta indispensabile un approccio prudente: chi non pianifica rischia di ritrovarsi nel regime ordinario, con tutti gli adempimenti connessi. È probabile che ulteriori modifiche arriveranno nei prossimi anni, all’interno di una più ampia riforma fiscale italiana. Essere aggiornati sarà la chiave per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove soglie per artigiani.
Hai dubbi sul Regime Forfettario?
Puoi richiedere una consulenza fiscale con un esperto del nostro Team che ti potrà aiutare a pianificare in modo strategico ed a sfruttare al meglio i vantaggi del Regime Forfettario 2025.




