Il Regime forfettario 2026 rappresenta uno degli strumenti fiscali più importanti per professionisti, freelance e piccole partite IVA che desiderano semplificare la gestione fiscale e pagare meno tasse. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), sono state confermate e, in alcuni casi, aggiornate le regole e i requisiti di accesso al regime agevolato, mantenendo molte delle condizioni che hanno reso questo regime così diffuso negli ultimi anni.
Legge di Bilancio 2026 e Regime forfettario 2026: quadro normativo aggiornato
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto generale del regime forfettario, mantenendo in vigore molte delle regole già note negli anni precedenti ma con alcuni aggiustamenti che impattano direttamente su chi intende aprire o mantenere la partita IVA in regime agevolato.
Il regime forfettario continua ad essere un regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in forma individuale, con ricavi o compensi inferiori a una determinata soglia. La Legge di Bilancio conferma la soglia di 85.000 euro come limite massimo di ricavi o compensi per poter accedere e rimanere nel regime.
Uno degli elementi più importanti introdotti e confermati riguarda i limiti per chi percepisce contemporaneamente redditi da lavoro dipendente o assimilati: la normativa mantiene una soglia specifica oltre la quale non è possibile accedere al regime agevolato.
I requisiti principali del Regime forfettario 2026 secondo la Legge di Bilancio
Per poter beneficiare delle agevolazioni del Regime forfettario 2026, la Legge di Bilancio ha ribadito una serie di requisiti che devono essere soddisfatti:
Il primo requisito è il limite di ricavi o compensi, fissato a 85.000 euro annui. Questo limite si applica a tutte le attività professionali e di impresa che intendono adottare il regime agevolato.
Inoltre, per i contribuenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati, la Legge di Bilancio 2026 conferma la soglia di 35.000 euro. Se i redditi da lavoro superano questo importo, l’accesso al regime forfettario può essere precluso, salvo specifiche condizioni.
La normativa prevede anche un limite per le spese sostenute per lavoro dipendente o per lavoro accessorio: tali costi non devono superare 20.000 euro annui, un vincolo che deve essere considerato attentamente da chi ha dipendenti o collaboratori.
Infine, non bisogna dimenticare che la disciplina del regime prevede condizioni specifiche per chi partecipa a società o associazioni professionali, così come per chi controlla società, e tali condizioni restano in vigore anche per il 2026.
Tassazione nel Regime forfettario 2026: aliquote e imposta sostitutiva
La Legge di Bilancio 2026 non ha modificato in modo sostanziale il meccanismo di tassazione del regime forfettario, che resta basato su un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è strutturata in modo da agevolare in particolare chi apre una nuova attività:
Per i primi cinque anni di attività, se si rispettano determinate condizioni, è possibile beneficiare di un’aliquota agevolata al 5%. Successivamente, l’aliquota standard è pari al 15%.
Il reddito imponibile su cui si applica questa imposta non corrisponde ai ricavi reali, ma è determinato applicando un coefficiente di redditività specifico per ciascun codice ATECO. Questo significa che non si deducono i costi effettivi, ma si utilizza un calcolo forfettario che semplifica notevolmente la gestione fiscale.
Limiti reddituali e condizioni per l’accesso nel 2026
Uno degli aspetti più discussi della Legge di Bilancio 2026 riguarda la gestione dei limiti reddituali per l’accesso al regime. In particolare, la conferma della soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente o assimilati è stata accolta con attenzione da chi lavora in regime misto, cioè combina lavoro dipendente e attività autonoma.
Questa soglia, sebbene non sia una novità assoluta, è stata mantenuta anche per il 2026, e può rappresentare un vincolo per chi ha redditi elevati da lavoro dipendente ma desidera comunque beneficiare del regime forfettario per la propria attività autonoma.
Inoltre, il calcolo del limite di 85.000 euro di ricavi o compensi può essere proporzionato nel caso in cui l’attività inizi o termini nel corso dell’anno, un dettaglio operativo importante per chi apre la partita IVA a metà esercizio.
Contributi previdenziali e rapporti con la Legge di Bilancio 2026
Un altro elemento fondamentale della disciplina del regime riguarda i contributi previdenziali. Sebbene la Legge di Bilancio 2026 non abbia introdotto modifiche radicali alla contribuzione INPS, resta fondamentale comprendere come questi oneri si integrino con la tassazione agevolata del regime forfettario.
I professionisti senza cassa professionale devono iscriversi alla gestione separata INPS o ad altre gestioni specifiche, e i contributi sono calcolati sul reddito imponibile determinato secondo le regole forfettarie.
Per molti contribuenti, la combinazione di imposta sostitutiva e contributi rappresenta la principale voce di costo fiscale, e la Legge di Bilancio 2026 conferma l’importanza di una corretta pianificazione fiscale e previdenziale.
Cosa rimane invariato nel Regime forfettario 2026
Nonostante alcune conferme e aggiustamenti, la Legge di Bilancio 2026 ha lasciato inalterati molti elementi cardine del regime forfettario:
La soglia di 85.000 euro per ricavi e compensi resta centrale e non è stata modificata.
Le aliquote dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi anni e al 15% successivamente restano confermate.
Il sistema di determinazione del reddito imponibile tramite coefficienti di redditività, senza deduzione analitica dei costi, è rimasto invariato.
Questi elementi costituiscono il cuore del regime forfettario e ne spiegano la continuità normativa anche nel 2026.
Conclusione
In sintesi, il Regime forfettario 2026 resta una delle opzioni più interessanti per professionisti e piccole partite IVA che desiderano semplificare la propria gestione fiscale e beneficiare di un carico tributario ridotto. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato gran parte delle regole già in vigore, con particolare attenzione ai limiti di ricavi e alle condizioni reddituali per l’accesso.
Conoscere nel dettaglio questi requisiti è fondamentale per prendere decisioni consapevoli sulla propria attività e sulla sostenibilità fiscale nel lungo periodo.
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