Negli ultimi anni, l’attività di noleggio a breve termine ha registrato una crescita significativa, complice l’aumento della mobilità turistica, l’espansione del settore automotive condiviso e il consolidarsi di nuove modalità di viaggio e soggiorno. Parallelamente, il regime forfettario si è affermato come un’opzione fiscale vantaggiosa per chi intende avviare una piccola attività in modo snello, con costi contenuti e una tassazione agevolata.
Per questo motivo, sempre più persone si chiedono se sia possibile gestire legalmente un’attività di noleggio a breve termine rientrando nel regime forfettario. La risposta, come vedremo, è sì, ma con condizioni e limiti precisi.
Noleggio a breve termine: cosa si intende realmente
Il termine noleggio a breve termine fa riferimento alla locazione temporanea di veicoli, attrezzature o altri beni mobili per un periodo limitato, di norma inferiore ai 30 giorni. Questo modello è ampiamente diffuso nel turismo, nel business travel e nella micromobilità, poiché consente ai clienti di utilizzare un mezzo o un bene senza la necessità di acquistarlo.
Le forme più comuni di noleggio includono il noleggio di auto, scooter, biciclette elettriche, furgoni, barche o camper. Ma non mancano attività più di nicchia, come il noleggio di attrezzature sportive o tecnologiche. Proprio questa varietà di possibilità ha reso il noleggio a breve termine un’interessante opportunità per liberi professionisti e piccoli imprenditori che vogliono sfruttare il regime forfettario.
Come funziona il regime forfettario per il noleggio a breve termine
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato dedicato a professionisti e imprenditori individuali con determinati requisiti di accesso, tra cui il limite di ricavi annui (attualmente fissato a 85.000 euro). Questo regime prevede un’imposizione sostitutiva con un’unica imposta agevolata, pari generalmente al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività per chi avvia una nuova impresa.
Nel caso del noleggio a breve termine, l’attività può rientrare nel regime forfettario se non viene superata la soglia massima dei ricavi e se rientra nei codici ATECO consentiti. Questo è un aspetto fondamentale, poiché non tutti i tipi di noleggio sono ammessi senza restrizioni.
Per esempio, un’attività di noleggio auto può avere un codice ATECO specifico che consente di aderire al regime forfettario. In questi casi, il reddito imponibile viene calcolato in modo forfettario applicando un coefficiente di redditività, generalmente pari al 67%, e su tale base si calcola l’imposta sostitutiva.
Requisiti per aprire partita IVA nel noleggio a breve termine
Per iniziare un’attività di noleggio a breve termine in regime forfettario, è necessario aprire una partita IVA. La procedura è piuttosto semplice e prevede la scelta di un codice ATECO appropriato. Ad esempio, per il noleggio di autoveicoli senza conducente è spesso utilizzato il codice ATECO 77.11.00.
Una volta aperta la partita IVA, occorre iscriversi alla Gestione Commercianti INPS e rispettare tutti gli obblighi fiscali e contabili previsti dal regime agevolato, che sono comunque ridotti rispetto al regime ordinario.
Un aspetto interessante per chi sceglie il regime forfettario è l’esonero dall’applicazione dell’IVA e dalla tenuta della contabilità ordinaria, semplificando di molto la gestione quotidiana dell’attività di noleggio a breve termine.
Noleggio a breve termine: limiti e casi particolari
Anche se il regime forfettario è vantaggioso, esistono limiti che vanno conosciuti. In primo luogo, l’attività di noleggio a breve termine non deve superare la soglia dei ricavi prevista per rimanere nel forfettario. Un altro aspetto da considerare è che l’attività non deve essere svolta prevalentemente nei confronti di un unico committente, per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla natura dell’attività stessa.
Un punto delicato riguarda inoltre la possibilità di dedurre costi. Nel regime forfettario, non si deducono i costi effettivi, ma si applica un coefficiente fisso. Questo significa che chi svolge noleggio e deve sostenere spese consistenti per l’acquisto e la manutenzione dei mezzi potrebbe non beneficiare di tutte le deduzioni tipiche del regime ordinario.
Tuttavia, per chi inizia con pochi mezzi e gestisce in modo semplice, questa modalità può risultare estremamente conveniente, soprattutto nella fase iniziale dell’impresa.
Noleggio a breve termine e fiscalità: esempi pratici
Per capire meglio l’impatto fiscale del regime forfettario nel noleggio a breve termine, vediamo un esempio concreto.
Supponiamo che un imprenditore consegua 50.000 euro di ricavi annui derivanti dal noleggio di autoveicoli. Con un coefficiente di redditività del 67%, la base imponibile diventa 33.500 euro. Applicando l’imposta sostitutiva al 15%, l’imposta da pagare sarà di 5.025 euro, a cui si aggiungono i contributi INPS.
Se invece l’attività è nuova e si può applicare l’aliquota agevolata al 5%, l’imposta sarà ridotta a 1.675 euro. Questo mostra chiaramente il vantaggio competitivo del forfettario, soprattutto nei primi anni di attività.
Adempimenti per il noleggio a breve termine nel regime forfettario
La gestione amministrativa di un’attività di noleggio a breve termine nel regime forfettario è decisamente più snella rispetto ad altri regimi fiscali. Non è obbligatoria l’applicazione dell’IVA, non si tengono registri contabili complessi e non si deve redigere il bilancio.
Gli adempimenti principali consistono nella fatturazione elettronica, nell’invio della dichiarazione dei redditi e nel versamento dell’imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali. È importante tenere traccia accurata dei ricavi per non superare la soglia massima consentita.
Inoltre, occorre prestare attenzione agli obblighi specifici per il settore del noleggio, come eventuali autorizzazioni comunali, licenze o assicurazioni dedicate, soprattutto se si noleggiano mezzi di trasporto.
Quando conviene e quando no: valutare la sostenibilità economica
Il regime forfettario può rappresentare una scelta ideale per chi avvia un’attività di noleggio a breve termine di dimensioni contenute e con spese gestibili. Grazie alla tassazione ridotta e agli adempimenti semplificati, permette di avviare un business in modo agile.
Tuttavia, per chi intende gestire flotte più ampie o sostenere investimenti rilevanti, potrebbe essere più conveniente optare per un regime ordinario che consente di dedurre i costi effettivi e l’IVA sugli acquisti. In questi casi, è consigliabile farsi assistere da un commercialista per una valutazione personalizzata.
Noleggio a breve termine e altre attività: cumulo dei redditi nel forfettario
Un ulteriore vantaggio del regime forfettario è la possibilità di cumulare più attività sotto la stessa partita IVA, purché si rispettino i limiti di ricavi complessivi. Chi svolge noleggio a breve termine può, ad esempio, affiancare altre attività come servizi turistici, consulenze o piccole vendite.
In questo modo, si massimizzano le opportunità di guadagno, mantenendo una gestione semplificata. È però importante verificare che tutte le attività siano compatibili con il forfettario e non rientrino tra quelle escluse dalla normativa.
Conclusione
Il noleggio a breve termine può essere perfettamente compatibile con il regime forfettario, purché si rispettino limiti e condizioni. Per chi desidera iniziare un’attività con costi contenuti e un’imposizione agevolata, questa combinazione rappresenta una soluzione efficace e flessibile.
La chiave del successo sta nel valutare con attenzione i costi fissi, la gestione della flotta, la normativa di settore e il corretto inquadramento fiscale. Con la giusta pianificazione, è possibile trasformare una semplice idea imprenditoriale in una fonte di reddito stabile e sostenibile.
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