Tutto quello che un articolista o copywriter deve sapere per aprire partita IVA e gestire la propria attività con il regime forfettario: requisiti, tassazione e casi pratici.
Negli ultimi anni la professione di articolista e di copywriter freelance è cresciuta esponenzialmente. Sempre più aziende, blog e testate online ricorrono a figure esterne per la produzione di contenuti, testi ottimizzati per il web e articoli giornalistici. Questo trend ha portato molti professionisti della scrittura ad aprire la propria partita IVA, scegliendo spesso il regime forfettario come soluzione più semplice e vantaggiosa.
Per un articolista, infatti, il forfettario rappresenta un compromesso ideale: gestione fiscale semplificata, tassazione agevolata e minori obblighi burocratici rispetto al regime ordinario. Ma come funziona nel dettaglio e quali aspetti bisogna valutare prima di iniziare?
Il regime forfettario: la base fiscale per l’articolista
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per freelance e piccoli imprenditori che non superano una determinata soglia di ricavi annui (85.000 euro). Per un articolista, rientrare in questo limite è molto comune, soprattutto nelle prime fasi della carriera, e questo rende la scelta particolarmente vantaggiosa.
La tassazione avviene attraverso un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività se si rispettano i requisiti delle nuove iniziative produttive. In più, la contabilità è estremamente semplificata: non c’è obbligo di tenere registri IVA né di liquidarla periodicamente.
Per l’articolista, questo significa meno tempo dedicato alla burocrazia e più concentrazione sul proprio lavoro creativo.
Quale codice ATECO scegliere come articolista?
Una delle prime decisioni riguarda il codice ATECO da utilizzare per aprire la partita IVA. In base alle specificità dell’attività, un articolista può scegliere tra:
- 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, più adatto a chi lavora come copywriter in ambito pubblicitario e marketing.
- 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie, indicato per chi si occupa principalmente di scrittura creativa e contenuti testuali originali.
- 74.90.99 – Altre attività professionali n.c.a., una scelta generica per chi non rientra perfettamente nelle categorie precedenti.
Scegliere il codice ATECO corretto è importante anche per determinare il coefficiente di redditività, che nel regime forfettario serve a calcolare la base imponibile. Per un articolista, il coefficiente si attesta generalmente al 78%, tipico delle attività professionali.
Come si calcolano tasse e contributi per un articolista nel forfettario
Il cuore del regime forfettario è il calcolo delle imposte e dei contributi. Per capire se davvero conviene, l’articolista deve avere chiaro come funziona la tassazione.
Facciamo un esempio pratico:
- Compensi annuali: 25.000 €
- Coefficiente di redditività: 78%
- Reddito imponibile: 25.000 x 78% = 19.500 €
- Imposta sostitutiva (15%): 19.500 x 15% = 2.925 €
A questi importi vanno aggiunti i contributi previdenziali, che per l’articolista ricadono nella Gestione Separata INPS (se non si è iscritti a un albo specifico). L’aliquota contributiva nel 2025 è pari al 26,07%.
Questo significa che oltre all’imposta sostitutiva bisogna considerare una spesa previdenziale significativa. Tuttavia, anche i contributi si possono dedurre dal reddito imponibile, riducendo l’impatto complessivo delle tasse.
I vantaggi del regime forfettario per un articolista
Molti articolisti scelgono il regime forfettario per i suoi vantaggi concreti. Tra i principali:
- Semplificazione amministrativa: niente liquidazioni IVA, registri complicati o obblighi contabili stringenti.
- Tassazione ridotta: con l’aliquota del 5% nei primi cinque anni, un articolista alle prime armi può ridurre drasticamente la pressione fiscale.
- Maggiore competitività: non applicando l’IVA in fattura, un copywriter freelance può risultare più competitivo nei confronti dei clienti.
Questi elementi fanno sì che molti professionisti della scrittura rispondano senza esitazioni: il regime forfettario è la soluzione ideale per iniziare e consolidare l’attività.
Le criticità del forfettario per un articolista
Naturalmente, il regime forfettario non è privo di limiti. Un articolista deve considerare anche gli svantaggi:
- Mancata deduzione delle spese reali: chi investe molto in strumenti di lavoro, formazione o servizi esterni non può portare in deduzione queste spese, ma deve accettare il calcolo forfettario basato sul coefficiente.
- Tetto dei ricavi: superare gli 85.000 € annui obbliga a passare al regime ordinario dall’anno successivo, con una gestione fiscale più complessa.
- Contributi previdenziali pesanti: la Gestione Separata INPS comporta un esborso consistente, che può superare il 25% dei guadagni netti.
Questi aspetti devono essere valutati attentamente, specialmente per chi prevede una crescita rapida o spese professionali elevate.
Regime forfettario e articolista: sono compatibili sempre?
Molti aspiranti copywriter si chiedono se la professione di articolista sia sempre compatibile con il forfettario. La risposta è sì, purché si rispettino i requisiti previsti dalla legge e non ci siano cause di esclusione.
Ad esempio, non si può aderire al regime forfettario se si partecipa a società di persone, se si detiene il controllo in SRL con attività simili, o se si percepiscono redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 € (salvo cessazione del rapporto).
Dunque, per un articolista freelance, il forfettario è quasi sempre la porta d’ingresso naturale al mondo delle partite IVA.
Caso pratico: un articolista che sceglie il forfettario
Immaginiamo la storia di Giulia, una giovane articolista che decide di trasformare la sua passione per la scrittura in professione. Nel primo anno, guadagna circa 18.000 euro collaborando con agenzie di comunicazione e blog online.
Grazie al regime forfettario, Giulia paga un’imposta sostitutiva del 5% su un reddito imponibile calcolato con coefficiente del 78%. Questo le permette di avere una pressione fiscale contenuta e di reinvestire parte dei guadagni in corsi di formazione e strumenti di lavoro.
Se avesse optato per un regime ordinario, probabilmente avrebbe avuto maggiori complicazioni burocratiche e minori risorse disponibili.
Conclusioni
In definitiva, per un articolista o copywriter freelance il regime forfettario rappresenta la scelta più logica per iniziare l’attività professionale. Offre semplicità, agevolazioni fiscali e costi gestionali ridotti.
Naturalmente, è importante valutare attentamente i limiti e pianificare una possibile crescita futura, per non trovarsi impreparati nel caso in cui l’attività superi i ricavi consentiti.
Per chi desidera avviare la propria carriera di articolista in modo strutturato e sostenibile, il forfettario è un trampolino ideale, capace di unire burocrazia leggera e fiscalità agevolata.
Hai dubbi sul Regime Forfettario?
Puoi richiedere una consulenza fiscale con un esperto del nostro Team che ti potrà aiutare a pianificare in modo strategico ed a sfruttare al meglio i vantaggi del Regime Forfettario 2025.




