Per un professionista sanitario che decide di svolgere la propria attività in autonomia, conoscere il funzionamento del regime forfettario per Podologo è fondamentale. Il regime forfettario è infatti un sistema fiscale agevolato destinato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e che rispettano i requisiti previsti dalla normativa. Il Podologo può esercitare la propria professione anche in forma libero-professionale. La Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP chiarisce che per l’esercizio delle professioni sanitarie è necessario rispettare gli obblighi relativi al titolo abilitante e all’iscrizione all’Albo professionale. La stessa Federazione dedica una specifica sezione alla libera professione e agli adempimenti necessari per avviare un’attività autonoma. Dal punto di vista fiscale, il regime forfettario può risultare particolarmente interessante per il Podologo che avvia uno studio professionale o collabora autonomamente con strutture e altri professionisti, soprattutto grazie alla semplificazione degli adempimenti e alla determinazione forfettaria del reddito.

Regime forfettario per Podologo: requisiti per accedere

Il primo aspetto da verificare riguarda i requisiti per l’accesso al regime forfettario.

Tra gli elementi più importanti vi è il limite dei ricavi o compensi, che la normativa attualmente fissa a 85.000 euro annui, ragguagliati all’anno quando l’attività non è stata esercitata per l’intero periodo d’imposta.

La Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP indica espressamente il limite di 85.000 euro tra i requisiti del regime forfettario e ricorda che, in presenza di più attività con codici ATECO differenti, occorre considerare complessivamente i relativi ricavi e compensi.

Il limite deve essere quindi monitorato con attenzione durante l’anno. Per un Podologo che sta aumentando progressivamente il numero dei pazienti, delle collaborazioni o delle prestazioni, controllare gli incassi diventa una parte importante della gestione della Partita IVA.

Il superamento della soglia deve essere valutato anche alla luce delle diverse regole previste dalla normativa in relazione all’entità dello sforamento e al momento in cui avviene.

Regime forfettario per Podologo e imposta sostitutiva

Uno dei principali vantaggi del regime forfettario per Podologo consiste nell’applicazione dell’imposta sostitutiva, che normalmente è pari al 15%.

Per le nuove attività, in presenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa, può essere applicata l’aliquota agevolata del 5% per i primi cinque anni.

L’imposta non viene calcolata semplicemente sul totale degli incassi. Il sistema forfettario utilizza infatti un coefficiente di redditività collegato al codice ATECO dell’attività.

Questo significa che una parte dei ricavi viene considerata fiscalmente come reddito e una parte viene riconosciuta in maniera forfettaria come quota destinata alla copertura dei costi.

Per questo motivo è importante individuare correttamente il codice ATECO utilizzato per l’attività professionale.

Regime forfettario per Podologo e codice ATECO 2025

Dal 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, con operatività amministrativa e fiscale dal 1° aprile 2025.

Per le attività di podologia, la classificazione ATECO 2025 comprende il codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a., nel quale rientra anche l’attività di podologia. Le note esplicative della classificazione comprendono infatti, tra le altre, le attività del personale paramedico nei campi della podologia, della logopedia e della chiropodia.

Anche diversi Ordini TSRM e PSTRP hanno comunicato il passaggio alla nuova classificazione, evidenziando che il precedente codice 86.90.29 è stato ricondotto, per molte professioni sanitarie, al nuovo 86.99.09.

Per il Podologo è quindi importante verificare che il codice indicato nella propria posizione fiscale sia coerente con l’attività effettivamente esercitata.

Il codice ATECO non dovrebbe essere scelto soltanto sulla base del regime fiscale più conveniente: deve innanzitutto descrivere correttamente l’attività professionale svolta.

Regime forfettario per Podologo: come si calcola il reddito

Uno degli aspetti caratteristici del regime forfettario per Podologo è il meccanismo di determinazione del reddito attraverso il coefficiente di redditività.

Per il codice ATECO 86.99.09, le tabelle relative al regime forfettario riportano un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa, in termini semplificati, che su 10.000 euro di compensi il reddito forfettario di riferimento sarebbe pari a 7.800 euro, prima delle ulteriori deduzioni previste per i contributi previdenziali.

Il meccanismo è importante perché nel regime forfettario non si procede normalmente alla deduzione analitica dei singoli costi sostenuti per l’attività.

Per il Podologo questo aspetto merita particolare attenzione, perché uno studio professionale può comportare costi per strumenti, dispositivi, materiali, sterilizzazione, affitto, software, assicurazioni e altre spese operative.

Se i costi effettivi sono molto elevati, è quindi opportuno confrontare il regime forfettario con il regime ordinario prima di prendere una decisione definitiva.

Un esempio di calcolo del regime forfettario per Podologo

Supponiamo che un Podologo realizzi 40.000 euro di compensi durante l’anno e che il codice ATECO applicabile preveda un coefficiente di redditività del 78%.

Il reddito determinato secondo il meccanismo forfettario sarebbe:

40.000 × 78% = 31.200 euro

Su questa base intervengono poi i contributi previdenziali, secondo la posizione del professionista, e successivamente l’imposta sostitutiva viene determinata secondo le regole fiscali applicabili.

L’esempio è puramente indicativo e non rappresenta il calcolo definitivo delle imposte da versare, perché la situazione previdenziale, l’eventuale aliquota del 5%, i contributi versati e altri elementi possono modificare il risultato finale.

Regime forfettario per Podologo e contributi previdenziali

Un aspetto da non trascurare riguarda la previdenza.

Per i liberi professionisti per i quali non è stata istituita una cassa professionale autonoma, l’INPS prevede l’iscrizione alla Gestione Separata, secondo le condizioni previste dalla normativa.

La stessa INPS chiarisce che la base imponibile contributiva dei professionisti iscritti alla Gestione Separata comprende anche il reddito prodotto in regime forfettario.

Per il Podologo è quindi necessario verificare la propria specifica posizione previdenziale e la corretta applicazione della contribuzione.

Questo aspetto incide concretamente sul reddito netto disponibile e deve essere considerato quando si stabilisce il prezzo delle prestazioni.

Un errore frequente consiste infatti nel calcolare soltanto l’imposta sostitutiva, dimenticando che una parte degli incassi dovrà essere destinata anche ai contributi previdenziali.

Regime forfettario per Podologo: fatturazione e IVA

Un altro elemento interessante riguarda la fatturazione delle prestazioni sanitarie.

La FNO TSRM e PSTRP, nelle proprie FAQ sulla libera professione, richiama l’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972 in materia di esenzione IVA per determinate prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni sanitarie. La stessa fonte precisa inoltre le regole relative al bollo sulle prestazioni esenti di importo superiore a 77,47 euro.

È però importante distinguere tra esenzione IVA della prestazione sanitaria e regime forfettario: non sono la stessa cosa e possono dipendere da presupposti differenti.

Il Podologo deve quindi verificare, per ciascuna tipologia di prestazione, il corretto trattamento fiscale e l’eventuale applicazione dell’imposta di bollo.

La fatturazione deve inoltre essere gestita secondo le regole previste per i professionisti sanitari, comprese quelle relative alla documentazione elettronica e agli eventuali dati sanitari.

Regime forfettario per Podologo: aprire una Partita IVA

L’apertura della Partita IVA rappresenta il passaggio necessario per iniziare un’attività libero-professionale abituale.

La FNO TSRM e PSTRP indica tra gli adempimenti iniziali proprio la richiesta di apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e la scelta del codice ATECO corrispondente all’attività svolta.

Prima dell’apertura è consigliabile definire correttamente l’attività professionale, verificare il codice ATECO, valutare il regime fiscale e individuare la posizione previdenziale.

Per un Podologo che lavora all’interno di uno studio proprio, in collaborazione con un centro sanitario oppure attraverso diverse collaborazioni professionali, possono inoltre essere necessari ulteriori approfondimenti relativi ai requisiti organizzativi, autorizzativi e sanitari.

La Federazione segnala infatti che il professionista sanitario che svolge attività libero-professionale deve verificare anche gli eventuali vincoli autorizzativi presso il Servizio di igiene e sanità pubblica competente e, in determinate situazioni, presso il proprio datore di lavoro.

Regime forfettario per Podologo e gestione dello studio professionale

Il regime forfettario per Podologo può essere conveniente soprattutto quando l’attività presenta una struttura di costi contenuta e il professionista rientra nei requisiti previsti.

La valutazione cambia quando lo studio cresce.

Un Podologo che sostiene importanti costi per affitto, apparecchiature, personale, materiali e servizi dovrebbe valutare attentamente l’incidenza di tali spese.

Nel regime forfettario, infatti, i costi non vengono normalmente dedotti analiticamente dal reddito. Il sistema presume una determinata quota di costi attraverso il coefficiente di redditività.

Per questo motivo la convenienza fiscale non dovrebbe essere valutata guardando esclusivamente all’aliquota del 5% o del 15%.

È necessario confrontare il carico fiscale e previdenziale complessivo con la struttura reale dell’attività.

Regime forfettario per Podologo: monitorare gli incassi durante l’anno

Per mantenere il regime e pianificare correttamente imposte e contributi, il monitoraggio degli incassi è fondamentale.

Un Podologo dovrebbe avere una situazione aggiornata dei compensi ricevuti, delle fatture emesse, delle prestazioni ancora da incassare e delle principali scadenze fiscali.

Questo permette di capire in anticipo se ci si sta avvicinando alla soglia prevista per il regime forfettario e di preparare le somme necessarie per i versamenti.

L’Agenzia delle Entrate pubblica inoltre le scadenze relative al versamento dell’imposta sostitutiva. Per il 2026, ad esempio, lo scadenzario indica i versamenti del saldo e degli acconti dell’imposta sostitutiva per i contribuenti che applicano il regime forfettario.

Regime forfettario per Podologo: pubblicità e rapporto con i pazienti

Anche la comunicazione professionale deve rispettare le regole previste per le professioni sanitarie.

La FNO TSRM e PSTRP ricorda che la pubblicità sanitaria è soggetta a specifici limiti e che le comunicazioni informative non devono assumere carattere suggestivo o promozionale.

Questo significa che un Podologo può costruire una presenza online e informare il pubblico sulle proprie competenze e attività, ma deve prestare particolare attenzione ai contenuti pubblicati.

Un sito professionale, per esempio, può diventare uno strumento utile per spiegare in maniera corretta i servizi offerti, le competenze professionali e le modalità di contatto, evitando messaggi che possano risultare incompatibili con le regole della comunicazione sanitaria.

Conclusione

Il regime forfettario per Podologo può rappresentare una soluzione fiscale interessante per chi esercita la professione in forma autonoma e possiede i requisiti richiesti.

La sua convenienza deriva dalla combinazione tra imposta sostitutiva, semplificazione degli adempimenti e determinazione forfettaria del reddito. Tuttavia, la scelta non dovrebbe essere effettuata considerando soltanto la percentuale dell’imposta.

Per valutare realmente la convenienza occorre prendere in esame compensi previsti, coefficiente di redditività, contributi previdenziali, costi dello studio, modalità di fatturazione e prospettive di crescita.

Particolare attenzione deve essere riservata anche agli aspetti professionali: il Podologo è un professionista sanitario e deve rispettare gli obblighi relativi all’abilitazione, all’iscrizione all’Albo e alle regole che disciplinano l’esercizio della professione.

Per chi sta valutando l’apertura della Partita IVA, impostare correttamente fin dall’inizio il rapporto tra regime forfettario, fiscalità, previdenza e organizzazione dello studio può fare una differenza significativa nella sostenibilità dell’attività professionale.

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