Tutto quello che devi sapere per aprire la partita IVA in regime forfettario, passo dopo passo, senza sorprese.
Perché scegliere di aprire la partita IVA in regime forfettario
Quando decidi di intraprendere una libera professione o di avviare una piccola attività, aprire la partita IVA in regime forfettario può rappresentare la soluzione più snella ed economica. Il regime forfettario, infatti, prevede un’unica imposta sostitutiva con aliquote agevolate che partono dal 5% nei primi cinque anni di attività e passano al 15% negli anni successivi, senza la complessità di IVA, ritenute d’acconto e studi di contabilità particolarmente onerosi. Questo sistema rende il regime forfettario ideale per chi muove i primi passi come libero professionista o per chi ha ricavi contenuti.
Requisiti per l’accesso al regime forfettario
Aprire la partita IVA in forfettario richiede il rispetto di specifici requisiti di fatturato e soglie reddituali. In primo luogo bisogna non aver superato, nell’anno precedente, il limite di 85.000 € di ricavi o compensi. Inoltre, non possono accedere al regime forfettario coloro che esercitano attività d’impresa prevalentemente verso datori di lavoro con cui siano in corso rapporti di lavoro nei due anni precedenti, né chi sostiene spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 € lordi annui. Il rispetto di questi vincoli garantisce l’applicazione dell’aliquota agevolata e l’esonero da numerosi adempimenti fiscali.
Procedura pratica per aprire la partita IVA
La prima operazione per aprire la partita IVA in regime forfettario consiste nella compilazione del modello AA9/12 (per i soggetti che si iscrivono direttamente nel Registro delle Imprese o che non svolgono attività di impresa). Questo modello va trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate, indicando il codice attività (ATECO) corrispondente alla propria professione o business e barrare la casella che richiede l’applicazione del regime forfettario.
Contemporaneamente, se necessario, è possibile procedere all’iscrizione presso la Gestione Separata INPS (per i professionisti senza cassa previdenziale) o presso la propria cassa di previdenza. La comunicazione di inizio attività va altresì inviata all’INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA.
Aspetti fiscali e contributivi nel regime forfettario
Una volta aperta la partita IVA in forfettario, ogni anno dovrai compilare la dichiarazione dei redditi con il quadro LM (per i professionisti) o il quadro RE (per le imprese). L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e il versamento dell’IVA non è richiesto. I contributi previdenziali, calcolati sul reddito forfettario, beneficiano anch’essi di una riduzione del 35% per i primi cinque anni di attività (se si possiedono i requisiti per start-up).
| Ricavi/Compensi annui massimi | Aliquota imposta sostitutiva | Riduzione contributiva INPS* |
|---|---|---|
| fino a 85.000 € | 5% (primi 5 anni), poi 15% | 35% (primi 5 anni) |
Esempio pratico di calcolo
Pensiamo a un consulente informatico che nel primo anno realizza 30.000 € di compensi. Applicando l’aliquota agevolata del 5%, l’imposta sostitutiva sarà pari a 1.500 €. I contributi INPS, stimati sul reddito imponibile (coefficiente di redditività 78%), saranno calcolati sul 78% di 30.000 €, ossia 23.400 €. Con la riduzione del 35% si pagheranno contributi solo su 15.210 € circa, alleggerendo significativamente l’onere previdenziale.
Conclusione
Aprire la partita IVA in regime forfettario significa avviare la propria attività con semplicità burocratica e vantaggi fiscali concreti. Seguendo la procedura descritta — dalla verifica dei requisiti all’inoltro telematico del modello AA9/12, fino alla gestione della contabilità semplificata — potrai concentrarti sulla crescita del tuo progetto, contando su un sistema tributario studiato per i piccoli professionisti e le nuove imprese. Non resta che mettere in pratica questi passaggi e “aprire la partita IVA” in forfettario per iniziare subito la tua avventura imprenditoriale.
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