Scopri i codici ATECO aggiornati al 2025–2026, come influiscono sul regime forfettario e l’adeguamento necessario al coefficiente di redditività.
Nel regime forfettario, il codice ATECO non è una mera formalità, ma determina il coefficiente di redditività, ovvero la percentuale applicata ai ricavi per calcolare il reddito imponibile. Con i codici ATECO aggiornati al 2025–2026, la classificazione delle attività economiche cambia radicalmente e il coefficiente associato può mutare. Per i contribuenti forfettari questo significa adeguarsi rapidamente alla nuova codifica per mantenere una tassazione corretta e conforme alla realtà operativa.
Nuovi codici ATECO 2025: cosa cambia nella classificazione delle attività
Dal 1° gennaio 2025, con decorrenza operativa dal 1° aprile, entra in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, allineata alla NACE europea rev. 2.1. Introduce nuove attività (come influencer e content creator), ristruttura i settori commerciali, turistici e culturali, e modifica molte descrizioni. All’inizio, fino a novembre 2025, i documenti ufficiali mostreranno sia il codice precedente che il nuovo.
Per il forfettario, i codici ATECO 2025 influenzano il coefficiente di redditività?
I codici ATECO aggiornati avranno impatto diretto sul coefficiente di redditività: cambiando il codice fiscale, cambia anche la percentuale di “forfettizzazione”. Tuttavia, la transizione non è automatica. Secondo lo schema di decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri, il vecchio elenco dei coefficienti resterà valido fino all’adozione dei nuovi valori basati sulla classificazione ATECO 2025.
Nuovi codici ATECO e coefficienti 2025: cosa resta invariato
Fino a quando la nuova normativa non definisce i coefficienti aggiornati, i contribuenti in regime forfettario continueranno ad applicare i coefficienti previsti dalla Legge n. 190/2014. Questo significa che, nonostante il cambio di codice, per il calcolo del reddito imponibile si impiegano ancora i coefficienti basati sui vecchi codici ATECO. Quindi, nell’arco di transizione, il codice cambia, ma il coefficiente rimane lo stesso.
I coefficienti di redditività attuali: esempi pratici secondo i codici ATECO più comuni
Ecco alcuni esempi di coefficiente di redditività applicati per i codici ATECO più rilevanti:
- 40 %: commercio all’ingrosso/dettaglio, alberghi e ristorazione, alimentare.
- 78 %: professionisti, tecnici, servizi sanitari, istruzione, consulenze.
- 67 %: attività artigianali e varie attività economiche.
- 86 %: costruzioni e attività immobiliari.
L’impatto è diretto: un professionista con codice nuovo dovrà, prima del decreto definitivo, continuare a usare il coefficiente del vecchio codice o quello analogo.
Adeguarsi ai nuovi codici ATECO: come muoversi concretamente
- Aggiornare la propria partita IVA. Se la classificazione cambia realmente, è possibile segnalare il nuovo codice tramite Comunicazione Unica o modifica in camera di commercio.
- Verificare il coefficiente fiscale. Mentre si attende la tabella aggiornata, si utilizza quello attuale. Una consulenza mirata può aiutare a valutare se il cambio porterà variazioni importanti.
- Attenzione ai documenti. Fatture, dichiarazioni e visure devono riflettere la nuova classificazione, mostrando coerenza e trasparenza, per evitare contestazioni.
Impatti operativi e strategici per chi è in regime forfettario
Il cambiamento dei codici ATECO può ricadere su diversi aspetti:
- Gestione fiscale: un nuovo coefficiente ridotto (ad esempio da 78 a 67 %) aumenta l’imponibile e dunque l’imposta da versare.
- Pianificazione: utile scaglionare i ricavi verso fine anno se si prevedono cambiamenti sostanziali.
- Copertura automatica: nei casi di nuove attività, adottare il codice più specifico fin dall’apertura della partita IVA può evitare cambi successivi.
Conclusione
I codici ATECO 2025–2026 rappresentano una svolta nella classificazione delle attività, con inevitabili riflessi sul regime forfettario. Tuttavia, l’intervento normativo prevede una transizione graduale: si può aggiornare il codice, ma usare temporaneamente i coefficienti attuali fino a quando non verranno definite nuove tabelle.
Tenersi aggiornati, fare la scelta del codice più coerente e monitorare l’evoluzione normativa sono passi fondamentali per navigare con successo il sistema fiscale del futuro.
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