L’Agenzia delle Entrate ha avviato controlli sul regime forfettario: focus su ricavi, dipendenti, redditi accessori e uso corretto dell’aliquota al 5%. Scopri per quali anni sono previsti, come avvengono e quali sanzioni rischi.

Controlli sul Regime Forfettario: Cosa Sta Succedendo?

Nel 2025, l’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente avviato una serie di verifiche fiscali mirate sui contribuenti in regime forfettario. L’obiettivo è accertare che chi ha beneficiato delle agevolazioni fiscali previste da questo regime rispettasse i requisiti di legge, in particolare nei periodi d’imposta più critici, come il 2019.

I controlli sul regime forfettario non sono casuali: si tratta di accertamenti strutturati che mirano a identificare anomalie nei ricavi, spese per collaboratori, altri redditi rilevanti e eventuali abusi nell’applicazione dell’aliquota agevolata del 5%.

Quali Requisiti Controlla il Fisco?

Il regime forfettario è pensato per semplificare la vita alle partite IVA individuali, ma solo se vengono rispettati alcuni paletti precisi. Ecco i principali su cui l’Agenzia sta concentrando l’attenzione:

Requisito da verificareLimite previstoNote operative
Ricavi o compensi annui≤ 85.000 euro (65.000 nel 2019)Ragguagliati ad anno in caso di inizio attività
Spese per collaboratori/dipendenti≤ 20.000 euro lordiInclude anche compensi a familiari e associati
Redditi da lavoro dipendente o pensione≤ 30.000 euroSe superato, si decade dal regime
Uso corretto dell’aliquota agevolata (5%)Solo per i primi 5 anni, se requisiti rispettatiControlli sulla legittimità dell’applicazione
Trasformazione di rapporti subordinatiVerifica del rischio di falsa partita IVAFocus sui rapporti continuativi e unici clienti

Quali Annualità Sono Sotto Controllo?

Le verifiche attualmente in corso per i controlli sul regime forfettario riguardano in primis l’anno 2019, ma si prevede che verranno estese anche alle annualità successive (2020-2023). In particolare, nel 2019 il limite di ricavi era ancora di 65.000 euro, e molti contribuenti hanno commesso errori nel calcolo del tetto in caso di apertura tardiva della partita IVA.

Come Avvengono i Controlli sul Regime Forfettario?

Il primo passo dell’accertamento è l’invio al contribuente dello schema di atto (comunicazione di avviso). Si tratta di un documento preliminare che consente al contribuente di conoscere le presunte violazioni e di:

  • Presentare controdeduzioni (documenti o argomentazioni difensive);
  • Aderire all’atto (ammettendo parzialmente o totalmente gli errori).

🔔 Il contribuente ha 30 giorni di tempo per rispondere e 60 giorni prima dell’eventuale emissione dell’accertamento definitivo.

Quali Sanzioni Rischia Chi Sbaglia? Le sanzioni fiscali possono essere salate, soprattutto se l’errore ha portato a un vantaggio fiscale indebito. Ecco un esempio concreto:

Esempio Pratico di Errore nel Forfettario

Caso: Luca apre la partita IVA il 1° dicembre 2019 e applica il forfettario senza adeguare il tetto di ricavi annuale. Fattura 15.000 euro pensando di rientrare nel limite di 65.000 euro, senza sapere che doveva ragguagliarlo a mese.

Calcolo corretto:
65.000 € x (31 giorni/365) = 5.520,55 € → Quindi ha superato il limite di ricavi previsto per quell’anno.

L’Agenzia contesta l’errore e calcola un’imposta ordinaria dovuta pari a 2.570 euro.
Inoltre, applica una sanzione del 90%, aumentata del 10% per scostamento del reddito accertato >10%.

Totale sanzione: oltre 2.800 euro.

Ignorare la comunicazione dell’Agenzia può costare caro. Al contrario, fornire una risposta ben argomentata o aderire all’atto consente di:

  • Ridurre le sanzioni (fino a 1/3 del minimo previsto);
  • Evitare contenziosi fiscali lunghi e costosi;
  • Salvaguardare la propria posizione fiscale futura.

Conclusione

Il regime forfettario resta una grande opportunità per i professionisti e le partite IVA individuali, ma va gestito con attenzione. Anche un piccolo errore formale può far perdere i benefici fiscali e comportare sanzioni pesanti.

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