Un’analisi approfondita su quando conviene il regime forfettario e quando, invece, un regime ordinario potrebbe essere più vantaggioso, con esempi concreti basati su casi reali.
Il regime forfettario è da anni una delle opzioni fiscali più apprezzate da liberi professionisti, freelance e piccole imprese. L’aliquota agevolata, la contabilità semplificata e l’assenza di IVA rendono questo regime particolarmente interessante. Tuttavia, una domanda ricorrente tra chi valuta questa opzione riguarda i costi di gestione e di attività: se sono alti, conviene il regime forfettario oppure si rischia di pagare più tasse rispetto a un regime ordinario?
Il punto cruciale sta nel meccanismo di calcolo del reddito imponibile: nel regime forfettario non si deducono i costi effettivi, ma si applica un coefficiente di redditività. Questo significa che, anche se le tue spese sono molto alte, il fisco presume un guadagno “standard” in base al settore, e tu pagherai le imposte su quella base imponibile.
Come funziona il calcolo nel regime forfettario
Per capire se conviene il regime forfettario con costi elevati, è fondamentale chiarire il meccanismo di calcolo. In sintesi:
- Si parte dal fatturato annuo lordo.
- Si applica il coefficiente di redditività previsto dal proprio codice ATECO (ad esempio, 78% per i professionisti, 40% per commercio e ristorazione).
- Il risultato è il reddito imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti, poi 15%).
I costi effettivi non entrano nel calcolo, a meno che non siano spese previdenziali (INPS), che si possono dedurre a parte.
Esempio pratico:
Un professionista con un fatturato di 50.000 euro e coefficiente di redditività al 78% dichiara un reddito imponibile di 39.000 euro, indipendentemente dal fatto che abbia sostenuto costi per 5.000 o 25.000 euro.
Quando conviene il regime forfettario con costi bassi
Nei casi in cui i costi siano molto contenuti, conviene il regime forfettario quasi sempre.
Infatti, l’assenza di IVA e la bassa aliquota fiscale comportano un risparmio netto significativo. In particolare, per chi lavora prevalentemente da remoto, senza spese di personale o grandi investimenti, il vantaggio fiscale è evidente.
Costi elevati e regime forfettario: il punto critico
La questione si complica quando i costi reali dell’attività sono molto alti. In un regime ordinario, tali costi verrebbero dedotti dal fatturato, riducendo l’imponibile. Nel regime forfettario, invece, il fisco presume che i tuoi costi siano quelli indicati nel coefficiente, anche se in realtà spendi molto di più.
Esempio reale di perdita di convenienza:
- Fatturato: 50.000 euro
- Coefficiente di redditività: 78% → Reddito imponibile 39.000 euro
- Aliquota 15% → Imposta 5.850 euro + INPS
Se in regime ordinario avessi costi per 20.000 euro, il tuo reddito imponibile sarebbe 30.000 euro, su cui pagheresti IRPEF e contributi. In alcuni casi, il totale delle imposte in ordinario potrebbe risultare inferiore, specialmente se sfrutti detrazioni e deduzioni.
Analisi di casi reali: quando conviene e quando no
Per dare un’idea più concreta, vediamo tre scenari tipici:
- Professionista con bassi costi
- Fatturato: 30.000 €
- Costi: 2.000 €
- In regime forfettario: reddito imponibile 23.400 € (78%) e imposta molto bassa.
- In ordinario: reddito 28.000 € – IRPEF progressiva → più alto carico fiscale.
→ Qui conviene il regime forfettario.
- Professionista con costi medi
- Fatturato: 50.000 €
- Costi: 10.000 €
- In forfettario: imponibile 39.000 € → imposta 5.850 € + INPS.
- In ordinario: imponibile 40.000 € – IRPEF → simile, ma con più burocrazia.
→ Convenienza marginale, dipende dal tipo di costi e detrazioni personali.
- Professionista con costi elevati
- Fatturato: 50.000 €
- Costi: 25.000 €
- In forfettario: imponibile sempre 39.000 €.
- In ordinario: imponibile 25.000 €, IRPEF più bassa e possibilità di dedurre altre spese.
→ In questo caso non conviene il regime forfettario.
Strategie per valutare la convenienza
Per capire davvero se conviene il regime forfettario con costi elevati, serve fare una simulazione numerica con i propri dati:
- Fatturato previsto
- Costi reali
- Aliquota contributiva INPS o casse professionali
- Eventuali detrazioni IRPEF in ordinario
Un commercialista può preparare due scenari di tassazione a parità di fatturato, così da evidenziare il carico fiscale totale in entrambi i regimi.
Regime forfettario: vantaggi che vanno oltre le tasse
Anche se dal punto di vista strettamente numerico non sempre conviene il regime forfettario con costi elevati, ci sono altri vantaggi:
- Contabilità semplificata e minore burocrazia
- Nessuna gestione dell’IVA
- Maggiore prevedibilità delle imposte da versare
Per molti professionisti, questi benefici compensano una minore convenienza fiscale pura.
Conclusioni
La scelta non è mai uguale per tutti. La regola d’oro è valutare attentamente il rapporto tra fatturato, costi e aliquote. Quando i costi superano il livello “presunto” dal coefficiente di redditività, un regime ordinario può diventare più conveniente. Tuttavia, per attività leggere e a basso costo, conviene il regime forfettario senza dubbio.
Hai dubbi sul Regime Forfettario?
Puoi richiedere una consulenza fiscale con un esperto del nostro Team che ti potrà aiutare a pianificare in modo strategico ed a sfruttare al meglio i vantaggi del Regime Forfettario 2025.




