Tutto quello che devi sapere sulle annotazioni obbligatorie da inserire nella fattura elettronica per i contribuenti in regime forfettario.
Il regime forfettario rappresenta un’opzione fiscale agevolata per professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese con fatturato annuo non superiore a 85.000 €. Tra i vantaggi principali figurano la semplicità contabile e l’imposta sostitutiva al 5% o 15%, ma chi adotta questo regime deve prestare particolare attenzione alla corretta emissione della fattura. Pur essendo esonerati dall’applicazione dell’IVA, esistono precise diciture obbligatorie che devono comparire in ogni documento emesso, pena la nullità o l’irregolarità del documento stesso. In questa guida approfondiremo tutte le diciture obbligatorie per la fattura in regime forfettario, indicando i riferimenti normativi e fornendo esempi pratici per garantire la conformità al fisco.
Fattura in Regime Forfettario: normativa di riferimento
Il regime forfettario è disciplinato dall’art. 1, commi 54-89, della Legge n. 190/2014, modificata da successive leggi di Bilancio. In particolare, il comma 58 stabilisce che i contribuenti in regime forfettario:
“Sono esonerati dall’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e non hanno diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti”.
La stessa norma impone l’inserimento in fattura di una specifica dicitura che attesti l’esenzione IVA e il richiamo della norma. Questa disposizione è stata confermata e precisata dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2 luglio 2015.
Elementi essenziali della fattura in regime forfettario
Prima di esaminare le diciture obbligatorie, ricordiamo gli elementi essenziali che una fattura elettronica deve contenere per essere valida:
- Dati anagrafici e codice fiscale/Partita IVA di emittente e cessionario/committente
- Data di emissione
- Numero progressivo univoco
- Descrizione delle prestazioni o dei beni ceduti
- Corrispettivo complessivo
- Eventuali ritenute e contributi, se dovuti
L’assenza di uno di questi elementi rende il documento non conforme, con possibili sanzioni per il forfettario.
La dicitura obbligatoria per l’esenzione IVA
La dicitura principale da inserire in fattura è quella che attesta la mancata applicazione dell’IVA. La formula più utilizzata e conforme alla normativa è:
“Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014”
È importante riprodurre esattamente il riferimento legislativo, includendo il numero di legge e i commi pertinenti, per non incorrere in contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Oltre alla dicitura sull’esenzione IVA, è consigliabile (seppur non sempre obbligatorio) inserire un breve richiamo al regime forfettario per chiarezza verso il cliente e per documentare la scelta del contribuente. Un possibile esempio è:
“Regime forfettario ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — imposta sostitutiva applicata nella misura del 15%/5%”
In questo modo si specifica anche l’aliquota dell’imposta sostitutiva, utile ai fini della trasparenza e della contabilità del committente.
Dichiarazione di non rivalsa contributiva
In molti casi, il forfettario non agisce come sostituto d’imposta e non opera ritenute alla fonte sui compensi corrisposti a ulteriori collaboratori. Se si fatturano prestazioni di collaboratori occasionali, è opportuno chiarire che non si trattiene nulla:
“Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”
Si tratta di un’integrazione utile per segnalare l’esonero da oneri di sostituto d’imposta.
Inserimento delle ritenute d’acconto e del contributo INPS
Se il forfettario emette fattura per una prestazione professionale con obbligo di ritenuta d’acconto (in caso di rapporti occasionali o se il cliente è un sostituto d’imposta), occorre dettagliare:
- Importo lordo della prestazione
- Ritenuta d’acconto 20% (se dovuta)
- Contributo previdenziale (Gestione Separata 4%)
- Totale netto a pagare
In regime forfettario, tuttavia, la ritenuta d’acconto non si applica se si è fuori dall’obbligo di sostituto d’imposta. Si deve quindi valutare caso per caso e, se necessario, aggiungere una dicitura esplicita.
Esempio di fattura in regime forfettario
| Campo | Contenuto di esempio |
| Emittente | Marco Rossi – P.IVA 12345678901 |
| Committente | ABC S.r.l. – P.IVA 98765432109 |
| Data | 15 maggio 2025 |
| Numero | F2025/001 |
| Descrizione prestazione | Consulenza informatica – analisi del sistema ERP |
| Corrispettivo lordo | € 2.000,00 |
| Dicitura esenzione IVA | Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 |
| Richiamo regime forfettario | Regime forfettario ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – imposta sostitutiva 15% |
| Totale fattura | € 2.000,00 |
Conservazione e trasmissione della fattura elettronica in regime forfettario
Le fatture elettroniche in regime forfettario vanno inviate tramite il Sistema di Interscambio (SDI) e conservate in modalità sostitutiva per 10 anni. È essenziale verificare il corretto inoltro e lo stato di consegna (accettata o scartata). In caso di scarto, bisogna correggere l’errore e reinviare il documento entro i termini previsti.
Errori da evitare
Tra gli errori più comuni nella fattura in regime forfettario rientrano:
- Mancata indicazione della dicitura di esenzione IVA o riferimento normativo errato
- Errata applicazione di ritenute d’acconto quando non dovute
- Confusione tra imposta sostitutiva e IVA, inserendo percentuali sbagliate
- Dimenticanza del numero progressivo o della data di emissione
- Uso di codici ATECO non coerenti con l’attività esercitata
Una verifica preventiva del modello di fattura e il confronto con un professionista riducono il rischio di contestazioni.
Conclusione
La fattura in regime forfettario richiede l’osservanza di precise diciture obbligatorie per attestare l’esenzione IVA e, se necessario, l’esonero da ritenuta d’acconto. Un documento conforme non solo garantisce la validità fiscale della fattura, ma tutela anche il contribuente in caso di controlli. Utilizzare modelli aggiornati, verificare il riferimento normativo e conservare correttamente le fatture elettroniche sono pratiche indispensabili per chi opera in regime forfettario.
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