L’accesso ai contributi a fondo perduto rappresenta una fondamentale leva finanziaria per professionisti e piccole attività, soprattutto in momenti di crisi o per incentivare specifici investimenti. Per i soggetti che operano in regime forfettario, ottenere queste risorse può tradursi in un beneficio economico particolarmente significativo, data la loro natura esente da imposte nel contesto di un regime fiscale già agevolato. Tuttavia, il mondo dei contributi a fondo perduto è complesso e spesso mutevole, regolato da bandi che variano a livello nazionale, regionale o settoriale. È essenziale per il forfettario comprendere non solo come presentare la domanda, ma anche come il proprio specifico regime fiscale interagisce con questi benefici, per evitare errori procedurali che potrebbero compromettere l’erogazione del sostegno.
Individuazione del Bando: Il Primo Passo verso il Contributo a Fondo Perduto
La prima e più cruciale fase per un forfettario è l’identificazione di un contributo a fondo perduto idoneo alla propria attività. A differenza delle grandi imprese, i forfettari devono spesso focalizzarsi su specifici canali di finanziamento.
Le Tipologie di Contributo a Fondo Perduto Rilevanti
I bandi più accessibili per i soggetti in regime forfettario si dividono principalmente in:
- Contributi Emergenziali/Anticrisi: Spesso erogati dall’Agenzia delle Entrate o da enti statali (come avvenuto durante la pandemia), si basano sul calo di fatturato o ricavi e sono spesso automatici o semi-automatici.
- Contributi Regionali/Locali: Finalizzati a specifici obiettivi di sviluppo territoriale (es. digitalizzazione, nuove aperture, internazionalizzazione). Questi bandi sono pubblicati sui siti della Regione o delle Camere di Commercio.
- Contributi di Settore: Promossi da enti di categoria o ministeri per specifici codici ATECO (es. turismo, artigianato, commercio).
È fondamentale che il forfettario si iscriva ai bollettini informativi regionali e camerali e si avvalga della consulenza di un commercialista o un professionista esperto in finanza agevolata, poiché la tempestività nell’individuare e rispondere al bando è un requisito essenziale.
Verificare i Requisiti di Ammissibilità del Forfettario
Ogni bando di contributo a fondo perduto stabilisce precisi requisiti di ammissibilità. Per i forfettari, i punti di attenzione sono:
- Codice ATECO: Verificare che il proprio codice ATECO sia tra quelli ammessi al beneficio.
- Data di Avvio Attività: Spesso è richiesto un periodo minimo di attività per accedere al fondo.
- Fatturato/Ricavi: In molti casi, il bando si rivolge a microimprese o professionisti con un fatturato al di sotto di una determinata soglia (per i forfettari, solitamente i 85.000 euro annui).
- Regolarità Contributiva (DURC): La maggior parte dei contributi a fondo perduto richiede che l’impresa o il professionista sia in regola con i versamenti previdenziali e assistenziali (INPS/Cassa di Previdenza).
Per il forfettario, che non deduce analiticamente i costi, il calcolo del “fatturato” o “ricavo” ai fini del bando è cruciale. Generalmente, si fa riferimento ai ricavi o compensi incassati (principio di cassa) e non al reddito imponibile.
La Procedura Telematica per Presentare la Domanda di Contributo a Fondo Perduto
Una volta individuato il bando e verificata l’ammissibilità, il forfettario deve concentrarsi sulla presentazione della domanda, che avviene quasi sempre in via telematica.
Strumenti Necessari per l’Accesso Telematico
Per poter inoltrare la richiesta di contributo a fondo perduto, il forfettario deve essere in possesso di strumenti digitali che ne garantiscano l’identità e la validità legale della documentazione:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): È ormai lo strumento universale per l’accesso a piattaforme pubbliche (Agenzia delle Entrate, Regioni, INPS).
- PEC (Posta Elettronica Certificata): Necessaria per tutte le comunicazioni ufficiali e legali con l’ente erogatore.
- Firma Digitale: Indispensabile per sottoscrivere la domanda e gli allegati in modo legalmente vincolante.
È essenziale verificare che questi strumenti siano attivi e funzionanti prima dell’apertura del bando, poiché le finestre temporali per l’invio sono spesso molto ristrette e non ammettono ritardi tecnici.
La Compilazione del Modulo: Attenzione ai Dati del Forfettario
Il modulo di domanda per il contributo a fondo perduto richiede la massima precisione, in particolare riguardo ai dati economici. Il forfettario deve prestare attenzione a:
- Identificazione del Regime Fiscale: Indicare chiaramente di operare in regime forfettario (Legge 190/2014 e succ. mod.).
- Dichiarazione De Minimis: Molti contributi a fondo perduto rientrano negli aiuti de minimis. Il forfettario dovrà dichiarare di non aver superato il massimale di aiuti ricevuti in un triennio fiscale.
- Dati Economici: Riportare i dati di ricavi/compensi incassati nei periodi richiesti dal bando. Poiché il forfettario gestisce una contabilità per cassa, questi dati devono essere estratti dal registro degli incassi o dai prospetti del commercialista con assoluta fedeltà.
Un errore nella compilazione può portare all’esclusione dalla graduatoria o, peggio, alla revoca del contributo a fondo perduto se l’errore viene rilevato in fase di controllo.
L’Aspetto Fiscale: Come il Contributo a Fondo Perduto Interagisce con il Regime Forfettario
La grande notizia per i forfettari è l’inquadramento fiscale del contributo a fondo perduto.
L’Esenzione dalla Tassazione per il Contributo a Fondo Perduto
In via generale, i contributi a fondo perduto erogati per far fronte a emergenze o specifici incentivi (come quelli legati al Covid-19 o a piani di investimento strutturali) sono espressamente esclusi dalla formazione della base imponibile sia ai fini delle imposte dirette che dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive).
Per il forfettario, questo significa:
- Il contributo a fondo perduto incassato non rientra nel calcolo dei ricavi o compensi che determinano l’applicazione del coefficiente di redditività.
- L’importo ricevuto non concorre al raggiungimento del limite di 85.000 euro di ricavi/compensi previsto per la permanenza nel regime forfettario.
Questa totale esenzione fiscale rende l’ottenimento di un contributo a fondo perduto particolarmente vantaggioso per il forfettario, in quanto l’intero importo può essere utilizzato per l’attività senza subire alcuna decurtazione per via fiscale.
Registrazione Contabile del Contributo a Fondo Perduto
Nonostante l’esenzione fiscale, il contributo a fondo perduto deve essere correttamente registrato. Dal punto di vista contabile, l’importo viene classificato come una sopravvenienza attiva non imponibile.
Il forfettario dovrà assicurarsi che il commercialista lo indichi correttamente nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) in uno dei campi specifici (ad esempio, per i contributi Covid, nel Quadro LM, rigo LM47), per rendere trasparente la sua esclusione dalla base imponibile forfettaria.
Monitoraggio e Rendicontazione del Contributo a Fondo Perduto
Molti contributi a fondo perduto richiedono un’attività di monitoraggio e rendicontazione per dimostrare che le somme sono state utilizzate per le finalità previste dal bando.
Requisiti di Spesa e Conservazione Documentale
Se il contributo a fondo perduto è finalizzato a coprire specifiche spese (es. acquisto di software, macchinari, servizi di consulenza), il forfettario ha l’onere di:
- Sostenere la Spesa: Effettuare le spese successivamente alla data di ammissione o secondo il cronoprogramma stabilito.
- Pagamenti Tracciabili: Eseguire tutti i pagamenti relativi al progetto con mezzi tracciabili (bonifico bancario, assegno, carta) per evitare contestazioni.
- Conservazione Documentale: Mantenere in ordine tutte le fatture e le quietanze di pagamento relative al progetto finanziato per il periodo richiesto dal bando (spesso 5 o 10 anni).
Anche se il forfettario non deduce analiticamente i costi a fini fiscali, è obbligato alla dettagliata rendicontazione delle spese finanziate con il contributo a fondo perduto. La mancanza o l’irregolarità di questa documentazione può portare alla revoca totale o parziale del beneficio.
La Fase di Liquidazione e i Controlli
Dopo l’invio della documentazione di rendicontazione (se richiesta), l’ente erogatore procede alla liquidazione finale del contributo a fondo perduto. Possono essere previsti controlli a campione o su tutta la platea dei beneficiari, anche a distanza di anni.
È fondamentale che il forfettario mantenga una copia completa di tutta la documentazione di domanda, di ricezione e di spesa per tutta la durata del periodo di vincolo imposto dal bando. La trasparenza e la correttezza formale sono la migliore difesa contro eventuali richieste di restituzione.
Conclusione
L’accesso a un contributo a fondo perduto rappresenta un’eccellente opportunità di iniezione di capitale esente da imposte per chi opera in regime forfettario. Richiede una preparazione meticolosa, dall’individuazione del bando alla rendicontazione finale. Affrontare la procedura con il supporto di un professionista specializzato è la strategia più efficace per navigare nella burocrazia e assicurarsi il pieno beneficio economico del contributo a fondo perduto.
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