Tutto quello che devi sapere per avviare la tua attività con il regime forfettario: procedure, vantaggi, requisiti e prospettive future.
Negli ultimi anni sempre più professionisti, freelance e piccoli imprenditori si sono chiesti come aprire partita IVA in modo semplice ed economico. Il regime forfettario rappresenta la soluzione più scelta in Italia, grazie a una tassazione agevolata e a una burocrazia ridotta rispetto al regime ordinario.
Il 2025 e il 2026 saranno anni particolarmente rilevanti perché il quadro normativo potrebbe cambiare a seguito delle nuove Leggi di Bilancio. Comprendere oggi i passaggi, i costi e i vantaggi del forfettario significa poter pianificare il proprio futuro professionale con maggiore consapevolezza.
Come aprire partita IVA: primi passi pratici
Il primo dubbio di chi decide di lavorare autonomamente è proprio come aprire partita IVA. La procedura, in realtà, è più semplice di quanto sembri. Si parte con la compilazione del modello AA9/12, da inviare all’Agenzia delle Entrate, nel quale si indicano:
- i dati anagrafici del titolare,
- il codice ATECO che definisce l’attività svolta,
- la scelta del regime fiscale (nel nostro caso, il forfettario).
Questa comunicazione può essere fatta online, tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite un intermediario abilitato, come un commercialista.
Una volta effettuata l’apertura, si riceve immediatamente il numero di partita IVA che permetterà di emettere fatture, registrarsi al sistema di fatturazione elettronica e adempiere agli obblighi fiscali.
Regime forfettario: perché conviene nel 2025/2026
Il regime forfettario continua a essere una scelta strategica per chi sta valutando come aprire partita IVA, perché prevede:
- imposta sostitutiva al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuove attività),
- esonero dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto,
- contabilità semplificata senza obbligo di registri IVA.
Questi vantaggi lo rendono particolarmente adatto a freelance, artigiani, commercianti e professionisti che iniziano la propria attività con fatturati contenuti.
Tuttavia, è importante tenere d’occhio i limiti di ricavi e compensi, fissati a 85.000 euro annui. Superare questa soglia comporta il passaggio al regime ordinario dall’anno successivo o immediato se si superano i 100.000 euro.
Requisiti per entrare nel forfettario: aspetti da considerare
Chi si chiede come aprire partita IVA in regime forfettario deve valutare alcuni requisiti:
- non avere partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o SRL con attività similari,
- non percepire redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro annui (se prevalenti rispetto a quelli da partita IVA),
- non svolgere attività di intermediazione immobiliare o commercio di beni usati specifici che escludono il forfettario.
Conoscere bene queste condizioni è essenziale per evitare problemi con il Fisco.
Costi e contributi previdenziali: parte integrante di come aprire partita IVA
Oltre agli aspetti fiscali, capire come aprire partita IVA implica anche considerare i contributi previdenziali. A seconda dell’attività svolta si potrà essere iscritti:
- alla Gestione Separata INPS (per professionisti senza cassa dedicata),
- oppure alle varie Casse professionali (avvocati, medici, ingegneri, biologi nutrizionisti, ecc.),
- o alla Gestione Commercianti e Artigiani INPS (per chi svolge attività commerciali o artigianali).
Il regime forfettario offre una riduzione del 35% dei contributi INPS per commercianti e artigiani, misura che rimane una delle agevolazioni più interessanti.
Come aprire partita IVA: errori comuni da evitare
Molti professionisti commettono errori quando si chiedono come aprire partita IVA in regime forfettario. Alcuni esempi ricorrenti sono:
- scegliere il codice ATECO sbagliato,
- non valutare correttamente i ricavi futuri e rischiare di superare subito la soglia,
- non considerare la compatibilità con eventuali redditi da lavoro dipendente.
Per questo motivo è consigliabile affidarsi a un consulente, almeno nella fase iniziale, così da impostare la propria attività nel modo corretto.
Novità per il 2025/2026: cosa aspettarsi
Le discussioni politiche degli ultimi mesi hanno mostrato come il regime forfettario sia al centro dell’attenzione del Governo. Chi sta valutando come aprire partita IVA nei prossimi anni deve sapere che potrebbero arrivare:
- modifiche alle soglie di ricavi,
- ulteriori limitazioni legate a società partecipate o redditi da lavoro dipendente,
- possibili incentivi per attività digitali o green.
L’ipotesi di un innalzamento delle soglie a 90.000 o 100.000 euro è stata spesso discussa, ma bisognerà attendere le decisioni definitive nelle Leggi di Bilancio del 2025 e del 2026.
Esempi pratici: come aprire partita IVA per diversi profili
Per rendere ancora più chiaro come aprire partita IVA, vediamo alcuni casi pratici:
- Un freelance nel digital marketing: codice ATECO 73.11.02, gestione separata INPS, possibilità di applicare il coefficiente di redditività al 78%.
- Un artigiano che produce gioielli: iscrizione INPS commercianti-artigiani, coefficiente di redditività al 67%, accesso alla riduzione contributiva del 35%.
- Un biologo nutrizionista: iscrizione all’albo con cassa professionale ENPAB, coefficiente di redditività al 78%, tassazione agevolata al 5% per i primi cinque anni.
Questi esempi mostrano come il forfettario sia flessibile e adattabile a diversi contesti professionali.
Digitalizzazione e obblighi: fatturazione elettronica
Dal 2024 è diventata obbligatoria anche per i forfettari la fatturazione elettronica. Questo significa che chi si chiede come aprire partita IVA oggi deve tenere presente che:
- tutte le fatture devono essere inviate tramite il Sistema di Interscambio (SdI),
- è possibile utilizzare software gratuiti dell’Agenzia delle Entrate o servizi a pagamento,
- la digitalizzazione ha ridotto il rischio di errori e semplificato i controlli fiscali.
Conclusione
In definitiva, sapere come aprire partita IVA in regime forfettario nel 2025/2026 significa conoscere procedure, vantaggi, costi e possibili novità normative.
Il regime forfettario rimane una scelta vincente per chi vuole avviare un’attività in modo rapido, economico e con una fiscalità agevolata. Ma è fondamentale pianificare attentamente, evitare errori e restare aggiornati sulle evoluzioni legislative.
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