Come incide il limite di 35.000€ sul regime forfettario e cosa cambia per chi ha già un contratto di lavoro subordinato
Negli ultimi anni, il regime forfettario si è imposto come il sistema fiscale più scelto da professionisti e piccoli imprenditori. Uno dei punti chiave per stabilire se si può accedere a questo regime è rappresentato dal limite 35.000€ legato ai redditi da lavoro dipendente. Comprendere questo aspetto è cruciale, soprattutto per chi desidera avviare un’attività autonoma senza rinunciare alla sicurezza di un contratto da dipendente.
Il limite stabilisce una soglia oltre la quale il lavoratore non può beneficiare del regime agevolato. Ma cosa significa in concreto? Quali sono le conseguenze pratiche e quali scenari reali si possono incontrare?
Il limite 35.000€ per lavoro dipendente spiegato in modo semplice
Il limite 35.000€ si riferisce al reddito complessivo annuo da lavoro dipendente percepito dal contribuente. Se si supera questa soglia, il lavoratore non può accedere al regime forfettario, o se vi si trova già iscritto, potrebbe uscirne.
L’obiettivo del legislatore è chiaro: evitare che chi ha già un reddito da lavoro stabile e consistente possa sfruttare indebitamente il regime agevolato, che è pensato principalmente per microimprese e liberi professionisti che avviano una nuova attività.
Perché il limite è così importante nel regime forfettario
Il regime forfettario si basa sull’idea di semplificazione fiscale e sostegno a chi inizia un’attività o mantiene volumi ridotti. Il limite 35.000€ gioca quindi un ruolo di filtro:
- Se il tuo reddito da lavoro dipendente supera i 35.000 €, il legislatore presume che la tua stabilità economica renda meno giustificato il ricorso al regime agevolato.
- Se rimani sotto i 35.000 €, puoi affiancare l’attività autonoma in regime forfettario al tuo contratto da dipendente, ottenendo vantaggi fiscali.
In pratica, questa soglia rappresenta un punto di equilibrio tra tutela dei lavoratori dipendenti e incentivi all’imprenditoria.
Limite 35.000€ e lavoro dipendente: esempi pratici
Per capire meglio come funziona il limite, prendiamo alcuni esempi concreti.
Esempio 1: reddito dipendente sotto soglia
Mario lavora come impiegato e guadagna 28.000 € annui lordi. Decide di aprire una partita IVA in regime forfettario per un’attività di consulenza digitale. Poiché non supera il limite 35.000€, può accedere senza problemi al regime agevolato e beneficiare dell’imposta sostitutiva ridotta.
Esempio 2: reddito dipendente sopra soglia
Chiara lavora in azienda e ha uno stipendio lordo di 37.000 € annui. Vorrebbe avviare una seconda attività come libera professionista. In questo caso, non può aderire al regime forfettario, perché ha già superato il limite 35.000€.
Esempio 3: reddito dipendente vicino alla soglia
Andrea percepisce 34.500 € annui come dipendente. L’anno successivo ottiene un piccolo aumento che lo porta a 35.200 €. Questo incremento lo fa superare la soglia e di conseguenza non potrà più mantenere il regime agevolato per la sua attività autonoma.
Questi esempi mostrano come anche piccole variazioni possano determinare l’uscita dal regime.
Come calcolare correttamente il limite 35.000€
Il calcolo del limite 35.000€ si basa sul reddito lordo complessivo dichiarato nel modello CU (Certificazione Unica). Non si considerano solo gli stipendi mensili, ma anche tredicesima, premi e bonus.
Ad esempio, se il contratto prevede uno stipendio lordo annuo di 32.000 €, ma con tredicesima e premi il reddito complessivo sale a 36.000 €, il limite è superato e il regime forfettario non sarà accessibile.
Un aspetto interessante riguarda chi lavora part-time. Spesso si tratta di persone che hanno un reddito da dipendente più basso e quindi rientrano più facilmente sotto il limite 35.000€. Questo permette di affiancare un’attività autonoma in regime forfettario con maggiore flessibilità.
Tuttavia, bisogna sempre monitorare gli eventuali aumenti di reddito o bonus, che potrebbero spingere il totale oltre la soglia consentita.
Cosa succede se superi il limite durante l’anno
Superare il limite 35.000€ non comporta la decadenza immediata dal regime forfettario, ma ha effetto dall’anno successivo.
Ad esempio, se nel 2025 guadagni 33.000 € come dipendente e accedi al regime agevolato, ma nel 2026 lo stipendio sale a 36.000 €, potrai restare in forfettario per il 2025 ma dal 2026 sarai obbligato a passare al regime ordinario.
Questa regola consente un certo margine di programmazione fiscale e di pianificazione personale.
Limite 35.000€ e scelta strategica: conviene il regime forfettario?
Non sempre stare sotto il limite 35.000€ rende automaticamente conveniente il regime forfettario. Bisogna valutare anche altri aspetti:
- I contributi previdenziali dovuti alla gestione separata INPS o alla cassa di appartenenza.
- La compatibilità con il tipo di attività svolta.
- La possibilità di usufruire dell’imposta sostitutiva al 5% nei primi anni di avvio.
In molti casi, però, per chi è sotto la soglia, il regime forfettario resta la scelta più vantaggiosa e semplice da gestire.
Conclusione
Il limite 35.000€ per lavoro dipendente è un punto cruciale nella scelta del regime forfettario. Rappresenta non solo un vincolo fiscale, ma anche un’opportunità per chi desidera avviare una seconda attività mantenendo la sicurezza di un contratto di lavoro.
Conoscere la soglia, calcolarla correttamente e pianificare le proprie entrate permette di evitare sorprese e di sfruttare al meglio i vantaggi del regime agevolato.
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