Limite di reddito: il bonus temporaneo per il 2025 che amplia l’accesso al regime forfettario per lavoratori dipendenti e pensionati.
Perché l’innalzamento del limite di reddito da lavoro è una svolta
Con la Legge di Bilancio 2025 è arrivata una novità di grande rilievo per chi detiene una posizione di lavoro dipendente o percepisce una pensione e desidera avviare un’attività autonoma in regime forfettario. Fino al 2024, il limite di reddito da lavoro dipendente o da pensione non poteva superare i 30.000 € per poter accedere al regime agevolato. Per il solo anno d’imposta 2025, questo tetto è stato portato a 35.000 €, consentendo a un numero maggiore di contribuenti di beneficiare delle aliquote sostitutive ridotte e della semplificazione fiscale e contabile tipica del regime forfettario.
Limite di reddito: cosa cambia davvero per le partite IVA
L’aumento del limite di reddito da lavoro dipendente a 35.000 € implica che un dipendente con reddito annuo lordo fino a tale soglia potrà contemporaneamente aprire una partita IVA in regime forfettario senza perdere i vantaggi fiscali. In concreto, un libero professionista che mantiene un rapporto di lavoro subordinato e percepisce un compenso fino al nuovo tetto potrà applicare l’imposta sostitutiva del 5 % nei primi cinque anni e del 15 % negli anni successivi, senza subire duplicazioni di tassazione né complessi adempimenti IVA.
Requisiti e procedure per usufruire del nuovo limite di reddito
Per sfruttare l’innalzamento a 35.000 € del limite di reddito da lavoro, basta indicare nell’istanza telematica di apertura o di variazione del modello AA9/12 la propria volontà di avvalersi del regime forfettario, specificando di rientrare nei requisiti reddituali. Contestualmente, va inviata all’INPS, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, la comunicazione di iscrizione alla gestione previdenziale di competenza. In assenza di ulteriori cause ostative, il contribuente potrà quindi beneficiare immediatamente dell’agevolazione anche se percepisce emolumenti da lavoro subordinato fino al nuovo limite.
Un confronto numerico per chiarire l’impatto
Per comprendere meglio la portata del cambiamento, possiamo considerare il caso di un consulente che nel 2025 percepisce da dipendente un reddito lordo di 33.000 € e avvia una libera professione. Con il precedente limite a 30.000 €, avrebbe dovuto rinunciare al regime forfettario o cedere l’incarico dipendente. Grazie alla nuova soglia di 35.000 €, invece, potrà mantenere entrambe le fonti di reddito e applicare l’aliquota agevolata, pagando un’unica imposta sostitutiva sul reddito autonomo e continuando a beneficiare della deduzione forfettaria dei costi.
| Voce | Valore fino al 2024 | Valore per il 2025 |
|---|---|---|
| Limite di reddito da lavoro dipendente | 30.000 € | 35.000 € |
| Imposta sostitutiva (primi anni) | 5% | 5% |
| Imposta sostitutiva (dopo 5 anni) | 15% | 15% |
Vantaggi concreti e consigli pratici
L’innalzamento del limite di reddito da lavoro dipendente spinge molti professionisti a esplorare nuove opportunità imprenditoriali senza rinunciare alla stabilità di uno stipendio. La semplicità degli adempimenti, l’esonero da IVA e ritenute d’acconto e la riduzione contributiva per i primi anni di attività rendono il regime forfettario particolarmente attrattivo. È però fondamentale verificare attentamente la compatibilità con eventuali contratti di lavoro, consultando il proprio commercialista per ottimizzare tempi e modalità di apertura della partita IVA.
Conclusione
Il limite di reddito da lavoro dipendente innalzato a 35.000 € per il 2025 rappresenta un’occasione unica per chi desidera affiancare un’attività autonoma a un impiego regolare. Grazie a questa misura transitoria, il regime forfettario diventa accessibile a una platea ancora più ampia, promuovendo crescita imprenditoriale e semplificazione fiscale. Non resta che muoversi con prudenza e preparazione per cogliere al meglio tutti i vantaggi di questa novità.
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