Architetti e ingegneri e regime forfettario: come determinare reddito e imposte con esempi concreti e simulazioni
Negli ultimi anni il regime forfettario ha conquistato un ruolo centrale nella vita di molti professionisti, in particolare tra architetti e ingegneri che avviano l’attività in proprio o mantengono volumi di fatturato contenuti. La semplicità della contabilità, l’aliquota sostitutiva più bassa e l’esonero dagli obblighi IVA rappresentano leve decisive per concentrarsi sulla progettazione, la direzione lavori e il rapporto con i clienti. Comprendere a fondo le regole del regime forfettario, i coefficienti di redditività e la gestione dei contributi previdenziali è essenziale per valorizzare al massimo questo strumento.
Requisiti di accesso per architetti e ingegneri in regime forfettario
Per aderire al regime forfettario per architetti e ingegneri è necessario rispettare alcuni requisiti di legge. Il fatturato annuo non deve superare la soglia di 85.000 €, mentre le spese per lavoro dipendente o assimilato non possono eccedere 20.000 € lordi. Non devono sussistere partecipazioni in società di persone o di capitali che controllano impresa analoga né rapporti di lavoro nei due anni precedenti con lo stesso committente. I professionisti non residenti devono inoltre risiedere in uno Stato UE o SEE con adeguato scambio di informazioni e produrre almeno il 75 % del reddito in Italia.
Coefficiente di redditività e calcolo del reddito imponibile per architetti e ingegneri
Il cuore del regime forfettario per architetti e ingegneri è il coefficiente di redditività, che, per le prestazioni professionali, è fissato al 78 %. Ciò significa che solo il 78 % dei ricavi costituisce base imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva.
Se un ingegnere fattura 60.000 €, il reddito imponibile sarà 46.800 € (60.000 € × 78 %). Questo valore costituisce la base per il calcolo dell’imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali.
Imposta sostitutiva e aliquote agevolate
Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota ordinaria è del 15 %, ma per i nuovi architetti e ingegneri nei primi cinque anni di attività (start‑up) può scendere al 5 % se rispettano i requisiti di nuova iniziativa.
Tornando all’esempio, un reddito imponibile di 46.800 € comporta un’imposta sostitutiva di 7.020 € (15 % di 46.800) o di 2.340 € (5 % di 46.800) per chi rientra nella fascia iniziale.
Gestione dei contributi previdenziali per architetti e ingegneri
Architetti e ingegneri sono iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti (CNPAIA). I contributi si dividono tra quota soggettiva fissa sul minimale (pari a circa 16.250 € per il 2025) e quota percentuale sul reddito eccedente.
| Voce contributiva | Aliquota | Base di calcolo |
|---|---|---|
| Contributi soggettivi (minimale 2025) | 24% | 16.250 € |
| Contributo sul reddito eccedente | 4% (integrativo) | Reddito imponibile dopo minimale |
Nel regime forfettario l’intero importo dei contributi versati è deducibile dal reddito imponibile, riducendo l’imposta sostitutiva.
Esempio completo: simulazione per architetti e ingegneri
Prendiamo il caso di un architetto che fattura 50.000 € e rientra nei primi cinque anni.
- Reddito imponibile: 50.000 € × 78 % = 39.000 €
- Contributi CNPAIA:
- Soggettivi sul minimale: 16.250 € × 24% = 3.900 €
- Percentuale integrativa sul resto: (39.000 € − 16.250 €) × 4% = 910 €
- Totale contributi = 4.810 € (deducibili)
- Reddito netto fiscale: 39.000 € − 4.810 € = 34.190 €
- Imposta sostitutiva al 5%: 1.709,50 €
Questo esempio mostra come la combinazione di coefficiente di redditività, deducibilità dei contributi e aliquota agevolata renda il forfettario estremamente conveniente.
Vantaggi e limiti per architetti e ingegneri in regime forfettario
I principali vantaggi includono la semplicità della contabilità, l’esonero da IVA e ritenute, l’imposta sostitutiva a aliquote ridotte e la deduzione forfettaria dei costi. I limiti riguardano l’impossibilità di detrarre le spese reali (affitti di studio, software CAD, hardware, viaggi per sopralluoghi) e il tetto di 85.000 € di ricavi, oltre il quale si decade dal regime per passare all’ordinario.
Quando le spese sono molto elevate o il fatturato cresce stabilmente, conviene valutare il regime ordinario per ammortizzare gli investimenti e recuperare l’IVA sugli acquisti.
Gestione pratica della fatturazione elettronica
Dal 2024 anche gli architetti e ingegneri forfettari devono emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI). Le fatture non prevedono IVA ma devono contenere la dicitura “Operazione in regime forfettario ex art. 1, commi 54‑89, L.190/2014”. L’uso di un gestionale cloud per la fatturazione elettronica semplifica l’invio, la conservazione digitale e la reportistica fiscale.
Come monitorare la soglia dei ricavi
Per non rischiare l’uscita automatica dal regime forfettario, è consigliabile aggiornare mensilmente il totale dei ricavi e confrontarlo con la soglia di 85.000 €. Alcuni gestionali offrono avvisi automatici. Se ci si avvicina al limite, si possono valutare accordi con clienti per rateizzare o posticipare fatture.
Conclusioni
Il regime forfettario per architetti e ingegneri rappresenta una formula ideale per chi avvia la libera professione o mantiene volumi di fatturato contenuti, grazie alla semplificazione contabile e fiscale. Pianificare il calcolo del reddito imponibile, monitorare i ricavi, versare correttamente i contributi CNPAIA e gestire la fatturazione elettronica sono passaggi essenziali. Conoscere esempi e simulazioni aiuta a evitare errori e a valutare, di anno in anno, la convenienza del regime rispetto all’ordinario.
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