L’apertura della partita IVA per estetista è un passo importante per chi desidera lavorare in autonomia nel mondo del benessere e della cura della persona. Che si tratti di un piccolo centro estetico, di un’attività a domicilio o di una collaborazione con saloni già avviati, scegliere il regime forfettario può rappresentare la soluzione ideale per gestire in modo semplice la propria fiscalità.
Introduzione: la scelta giusta per chi lavora nel beauty
Il regime forfettario per estetista è infatti il più vantaggioso tra quelli disponibili per i piccoli professionisti e artigiani, grazie a una tassazione agevolata e a una contabilità semplificata. Questo regime consente di concentrarsi sull’attività vera e propria — la cura del cliente, la promozione dei servizi e la crescita del business — riducendo al minimo gli adempimenti burocratici.
In questa guida completa vedremo nel dettaglio come funziona il regime forfettario per estetista, quali sono i requisiti richiesti, i limiti di fatturato, la tassazione e alcuni esempi pratici di calcolo del reddito imponibile.
Aprire la partita IVA come estetista: da dove iniziare
Prima ancora di parlare di regime fiscale, è importante chiarire che l’attività di estetista è regolamentata dalla legge 1/1990, che stabilisce requisiti professionali specifici. Per poter esercitare, è necessario aver conseguito un attestato di qualifica professionale rilasciato da una scuola riconosciuta o aver maturato esperienza documentata nel settore.
Solo dopo aver soddisfatto questi requisiti, si può procedere all’apertura della partita IVA come estetista, scegliendo il codice ATECO 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza. È proprio questo codice che determinerà, tra le altre cose, il coefficiente di redditività da applicare nel regime forfettario.
Perché scegliere il regime forfettario come estetista
Il regime forfettario per estetista è una forma semplificata di tassazione introdotta per favorire le piccole attività. Uno dei motivi principali per cui molte professioniste del settore lo scelgono è la riduzione dell’imposta e la gestione contabile estremamente leggera.
Nel forfettario:
- non è necessario tenere la contabilità ordinaria;
- non si applica l’IVA sulle fatture;
- non si pagano IRPEF, addizionali o IRAP;
- si paga un’unica imposta sostitutiva pari al 15% (o 5% per i primi cinque anni di attività).
Per una estetista in regime forfettario, questo significa meno tempo dedicato alla burocrazia e più risorse da investire nel proprio lavoro.
Regime forfettario per estetista: limiti, requisiti e soglie di reddito
Per poter accedere e restare nel regime forfettario, l’estetista deve rispettare determinati limiti stabiliti dalla legge.
Il principale è il limite di ricavi annuali, fissato a € 85.000. Se durante l’anno si supera questa soglia, dall’anno successivo si passerà automaticamente al regime ordinario.
Un altro requisito fondamentale riguarda la assenza di partecipazioni in società di persone o srl che esercitano attività analoghe a quella dell’estetista. Inoltre, non si può aderire al regime se si percepiscono redditi da lavoro dipendente superiori a €30.000 annui, a meno che non si sia cessato quel rapporto.
Il coefficiente di redditività per l’estetista
Ogni attività in regime forfettario ha un coefficiente di redditività che serve a calcolare il reddito imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva.
Per l’attività di estetista, il codice ATECO 96.02.02 prevede un coefficiente pari al 67%.
Questo significa che, indipendentemente dalle spese effettive sostenute, il 67% dei ricavi sarà considerato reddito imponibile ai fini fiscali.
Ecco un esempio pratico:
| Ricavi annui | Coefficiente di redditività | Reddito imponibile | Imposta sostitutiva (15%) | Imposta sostitutiva (5%) |
|---|---|---|---|---|
| € 30.000 | 67% | € 20.100 | € 3.015 | € 1.005 |
| € 50.000 | 67% | € 33.500 | € 5.025 | € 1.675 |
| € 70.000 | 67% | € 46.900 | € 7.035 | € 2.345 |
Come si nota, la tassazione risulta molto vantaggiosa, soprattutto nei primi cinque anni, quando l’imposta sostitutiva scende al 5%.
Come calcolare le imposte nel regime forfettario per estetista
Facciamo un esempio più completo per capire come funziona la tassazione dell’estetista nel regime forfettario.
Immaginiamo che una professionista realizzi un fatturato annuo di € 40.000. Applicando il coefficiente di redditività del 67%, il reddito imponibile sarà pari a € 26.800.
Su questo importo si calcola l’imposta sostitutiva:
- al 15%, l’imposta sarà di € 4.020;
- al 5%, l’imposta scende a € 1.340.
A questo va aggiunto il contributo previdenziale INPS, che per l’estetista rientra nella Gestione Artigiani e Commercianti. Il contributo minimo annuale è di circa € 4.500, ma può variare in base al reddito.
Sommando le imposte e i contributi, un’estetista che fattura 40.000 euro può aspettarsi un costo fiscale complessivo di circa 8.000 euro (ovvero il 20% del fatturato), restando con un guadagno netto di oltre € 30.000.
La fatturazione elettronica e le semplificazioni
Anche le estetiste in regime forfettario sono oggi tenute a emettere fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia, l’obbligo è ormai un vantaggio: permette di mantenere una traccia ordinata dei documenti, agevolando il commercialista nella gestione dei dati fiscali.
Ogni fattura dovrà riportare la dicitura:
“Operazione in franchigia da IVA – art. 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014 – regime forfettario – non soggetto a IVA né a ritenuta d’acconto.”
Inoltre, non sarà necessario applicare IVA né ritenute, semplificando ulteriormente la gestione amministrativa.
Le spese deducibili e la gestione dei costi nel regime forfettario
Una delle caratteristiche più importanti del regime forfettario per estetista è che le spese non sono deducibili in modo analitico. Questo significa che, anche se si sostengono costi per prodotti cosmetici, attrezzature o affitto del locale, questi non riducono direttamente l’imponibile.
Tuttavia, è possibile richiedere la deduzione dei contributi INPS versati durante l’anno, che vengono sottratti dal reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta.
Inoltre, le spese restano comunque importanti per valutare la redditività reale dell’attività, quindi è buona prassi tenere traccia di tutti i costi sostenuti per avere un quadro chiaro della propria gestione economica.
Estetista in forfettario: lavorare in proprio o in collaborazione
Il regime forfettario per estetista si adatta bene a diverse modalità operative. Chi lavora nel settore beauty può scegliere di:
- aprire un proprio centro estetico, assumendosi costi di gestione più elevati ma anche maggiori margini di guadagno;
- collaborare con altri saloni o parrucchieri, emettendo regolari fatture per i servizi prestati;
- offrire trattamenti a domicilio, soluzione molto apprezzata e in crescita negli ultimi anni.
Tutte queste modalità sono compatibili con il regime forfettario, purché si rispettino le regole igienico-sanitarie e si comunichi correttamente la sede operativa alla Camera di Commercio.
Quanto conviene davvero il regime forfettario per estetista
Il regime forfettario è quasi sempre la scelta più vantaggiosa per un’estetista che fattura fino a € 85.000. Le imposte ridotte e la semplificazione contabile lo rendono ideale soprattutto per chi avvia un’attività o gestisce un piccolo centro.
Tuttavia, se nel tempo il fatturato cresce in modo significativo e si superano certi livelli di spesa (affitto, collaboratori, materiali), può diventare utile valutare il passaggio al regime ordinario, dove si potranno dedurre tutte le spese effettive.
La scelta va sempre ponderata insieme a un commercialista esperto in regime forfettario, capace di valutare caso per caso la convenienza reale.
Conclusione
Essere estetista in regime forfettario significa avere la possibilità di gestire la propria attività in modo libero, snello e con una tassazione agevolata. È un modello fiscale perfetto per chi punta a consolidarsi nel mercato beauty senza essere schiacciato da troppi adempimenti amministrativi.
Con una pianificazione corretta, una buona gestione dei costi e una strategia di marketing mirata, il regime forfettario può diventare una vera opportunità di crescita per le estetiste italiane.
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