Tutto ciò che devi sapere se vuoi esercitare questa professione in proprio
Affidarsi esclusivamente ai risultati di una ricerca online sull’apertura della Partita IVA da chimico è molto rischioso.
Sul web, molto spesso, sono presenti informazioni non aggiornate, errate e imprecise che renderebbero le tue azioni rischiose quanto l’esecuzione di un esperimento con la soda caustica senza guanti. (Ho la pelle dura, io! Non mi servono i guanti… Ehi, ma cos’è questo buco sul palmo della mano?)
Vuoi aprire la tua Partita IVA da chimico in totale serenità? In questo articolo scoprirai come procedere correttamente e come risparmiare parecchio denaro.
Partita IVA da chimico: come aprirla correttamente
Il percorso di studi per diventare chimico è affascinante quanto difficile. Se hai scelto questa strada, è probabile che tu abbia una vera e propria passione per la materia e non veda l’ora di terminare gli studi, affrontare l’esame di Stato necessario all’abilitazione, iscriverti all’albo dei Dottori Chimici e iniziare finalmente a lavorare sul campo.
Non è da escludere, però, che tu abbia già portato a termine gli studi e abbia maturato esperienza alle dipendenze di un laboratorio o qualsiasi altra struttura che necessiti di questa figura professionale.
A prescindere dalla tua condizione attuale, immagino tu sappia che, se la tua ambizione è svolgere la professione di chimico in proprio, dovrai obbligatoriamente aprire una Partita IVA.
Vuoi sapere come si procede a tale operazione e quali sono i suoi costi?
Ti voglio dare subito una buona notizia: per un chimico, l’apertura della Partita IVA è gratuita. A differenza di altre attività, infatti, quella del chimico non prevede l’iscrizione alla Camera di Commercio; pertanto, l’unica procedura da espletare è la presentazione della domanda all’Agenzia delle Entrate mediante la compilazione di un modulo, il modello AA9/12.
Prima di avventurarti in solitaria in una simile operazione, però, ti consiglio di consultarti con un buon commercialista; l’apertura della Partita IVA, infatti, comporta una serie di oneri e obblighi che dovresti conoscere bene. L’affiancamento di un consulente fiscale, inoltre, ti sarà molto utile per evitare i classici errori che si possono commettere nella compilazione del modello AA9/12, specialmente nei campi dedicati al codice ATECO e al regime fiscale.
Leggi anche: Partita IVA per sanificazione: ecco come aprirla
Il codice ATECO identifica il tipo di attività svolta, e nel tuo caso potresti avere difficoltà a trovare quello corretto, dato che non ne esiste uno apposito per la tua professione. Dal momento che, in caso di controlli, un codice errato comporta una sanzione salata, ci tengo a informarti che i codici che puoi utilizzare sono:
- 71.20.21 – Controllo di qualità e certificazione di prodotti, processi e sistemi;
- 72.19.09 – Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell’ingegneria.
In merito al regime fiscale da adoperare, per un chimico l’opzione migliore è quella di aprire una Partita IVA forfettaria.
Perché conviene aprire una Partita IVA nel regime forfettario?
Attualmente, in Italia è possibile operare con Partita IVA utilizzando tre tipi di inquadramento: il regime ordinario, il regime semplificato e il regime forfettario. Quest’ultimo, in virtù delle numerose semplificazioni e agevolazioni che lo caratterizzano, è il più conveniente.
Per poterlo adoperare, però, è necessario rispettare alcuni requisiti, i più importanti dei quali sono:
- un fatturato annuo che rientri nel limite fissato dallo Stato, ovvero 65.000 €;
- una spesa per dipendenti e collaboratori inferiore ai 20.000 € annui;
- un eventuale reddito proveniente da lavoro subordinato inferiore a 30.000 € annui.
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Si intitola Regime Forfettario 2020 ed è un manuale che ti spiegherà tutto ciò che devi necessariamente sapere prima di aprire la tua Partita IVA. Ti svelerò anche in che modo potresti risparmiare migliaia di euro in tasse ogni anno. È in vendita esclusivamente su Amazon sia in versione cartacea (15,50 €) sia in versione e-book (9,90 €)
Ma vediamo quali sono i principali vantaggi ai quali avresti accesso aprendo la tua Partita IVA nel regime forfettario:
- esclusione dal campo IVA (per te non esisterà);
- esonero dalla ritenuta d’acconto;
- nessun obbligo di fatturazione elettronica;
- esenzione dal pagamento dell’IRAP e delle addizionali comunali e regionali,
- esonero dallo spesometro, dagli studi di settore e dal modello ISEE.
Questi benefici ti consentiranno non solo di poter dedicare più tempo ed energie allo svolgimento del tuo lavoro (senza pensieri e preoccupazioni), ma anche di risparmiare migliaia di euro all’anno. E a proposito di risparmio, ti farà senz’altro piacere sapere che il regimo forfettario è il regime fiscale con la tassazione più bassa d’Italia.
Quante tasse paga un chimico con la Partita IVA forfettaria?
L’avvio di un’attività è generalmente accompagnato da un grande entusiasmo, talvolta smorzato dalla prospettiva di dover pagare troppe tasse.
Adottando il regime forfettario non avrai simili preoccupazioni, dato che la tassazione prevede il versamento di una flat tax del 15%, riducibile addirittura al 5% nei primi cinque anni per le nuove attività che godono dei requisiti necessari per l’aliquota ‘start up’.
Per calcolare l’importo soggetto a tassazione potrai sfruttare un’ulteriore semplificazione che ti risparmierà l’incombenza di dover dedurre i costi sostenuti durante l’anno. In questo regime agevolato, infatti, i costi sono forfettari, e vengono calcolati in base al coefficiente di redditività.
Di cosa si tratta?
Lo Stato ha assegnato a ogni codice ATECO un valore percentuale di riferimento, che ne regola il calcolo del fatturato lordo; nel caso di un chimico, il coefficiente di redditività è del 78%. Ciò significa che se fatturerai 10.000 € durante il tuo primo anno di attività, verserai le imposte sul 78% dei tuoi ricavi totali, ovvero su 7.800 €.
Leggi anche: Partita IVA da anestesista: come aprirla alle migliori condizioni
In conclusione
Come hai potuto constatare leggendo questo articolo, i benefici a cui avresti accesso con il regime forfettario da chimico sono tanti, ma talvolta non è sufficiente possedere i requisiti per ottenerli.
Molti commercialisti tradizionali, infatti, non potendosi dedicare totalmente a questo inquadramento fiscale, finiscono per escludere (in buona fede, s’intende) i propri clienti da questa grandiosa opportunità, legandoli a un regime fiscale più dispendioso.
Non vuoi rischiare di perdere questo treno? Una consulenza con me ti aiuterà a fugare qualsiasi dubbio, dato che da diversi anni mi occupo esclusivamente di regime forfettario, studiando le varie casistiche e aggiornandomi in continuazione.
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Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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A presto
Giampiero Teresi
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