La soluzione migliore per lavorare in proprio come anestesista
Aprire la Partita IVA da anestesista senza conoscere minimamente la fiscalità è come cercare di addormentare un paziente cantandogli una ninna nanna.
Affidarsi al caso, pensando che non esistano soluzioni legali per pagare meno tasse, ti porterà a spendere una vagonata di euro in più, e quando scoprirai che c’era un modo per evitarlo sarà ormai troppo tardi.
In questo articolo ti darò delle dritte per avviare la tua carriera da anestesista in proprio nella maniera più conveniente.
Il primo passo per svolgere la libera professione di anestesista in proprio
Quella dell’anestesista è una figura molto importante in tutte le strutture sanitarie nelle quali è presente un reparto di chirurgia. Sempre più professionisti specializzati in tale branca della medicina scelgono di lavorare in proprio, collaborando con vari ospedali e cliniche. Se anche tu intendi intraprendere questo percorso, devi sapere che per farlo dovrai obbligatoriamente aprire una Partita IVA.
Dal momento che hai studiato medicina, non è detto che tu sappia cosa comporti tale decisione: pertanto, prima di avventurarti in territori sconosciuti, ti suggerisco di chiedere una consulenza a un buon commercialista. Il parere di un professionista ti sarà utile per capire se la carriera da anestesista autonomo possa fare al caso tuo.
Nel frattempo, voglio spiegarti come si procede all’apertura della Partita IVA.
L’operazione non è per niente complicata, dato che per richiedere questo codice numerico non dovrai fare altro che scaricare un modulo disponibile online nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il modello AA9/12. In questo modulo sono presenti vari campi, in cui dovrai inserire:
- i tuoi dati anagrafici e fiscali;
- la sede e il nome della tua attività;
- il tuo codice ATECO di riferimento;
- il regime fiscale che intendi adoperare.
Una volta ultimata la compilazione, dovrai inoltrare il modulo all’Agenzia delle Entrate e, nel giro di pochi giorni, ti verrà assegnato un numero di Partita IVA, con il quale sarai autorizzato a emettere e ricevere fatture.
Vorrei però soffermarmi sui due campi più importanti di questo modulo.
Leggi anche: Agrotecnico con Partita IVA: qual è la soluzione più conveniente?
Regime fiscale e codice ATECO per medico anestesista
Sui tuoi dati fiscali e anagrafici, così come sul nome che darai alla tua attività, non avrai grandi dubbi. Tuttavia, è presumibile che tu possa avere difficoltà a capire cosa siano il codice ATECO e il regime fiscale e, di conseguenza, a prendere una decisione a riguardo.
Il codice ATECO non è altro che un codice numerico che lo Stato assegna a qualsiasi tipo di attività per identificarne la natura; per operare con la Partita IVA è obbligatorio indicare almeno un codice ATECO, ed è importantissimo assicurarsi di non commettere errori. In caso di controlli, infatti, un’incongruenza tra il codice e il genere di attività svolta determina pesanti sanzioni.
Per i medici anestesisti, il codice ATECO corretto è: 86.22.01.
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Il regime fiscale, invece, è l’insieme delle norme e degli adempimenti fiscali a cui dovrai allinearti: anche in questo caso è importante avere un quadro chiaro delle opzioni a disposizione. Esiste, infatti, un regime fiscale molto più vantaggioso rispetto agli altri.
Si tratta del regime forfettario che, al momento, è l’unico a includere agevolazioni fiscali e contabili. Per questo motivo non è concesso a tutti di adottarlo. I principali requisiti per usufruire dei suoi vantaggi sono:
- il rispetto del limite reddituale proveniente da lavoro dipendente, fissato a 30.000 €;
- il rispetto del limite di spese annuali per dipendenti e collaboratori;
- il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €.
Vediamo, dunque, quali sono questi vantaggi…
I vantaggi della Partita IVA forfettaria per i medici anestesisti
Per prima cosa, con un simile inquadramento avrai accesso alla tassazione più bassa d’Italia, che prevede un’aliquota unica del 15% da versare in relazione al fatturato lordo.
Rispetto agli altri tipi di regime fiscale, con la Partita IVA forfettaria non è necessario dedurre le spese dal fatturato totale, poiché il fatturato lordo si ottiene semplicemente moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività assegnato dallo Stato (nel tuo caso, questo valore corrisponde al 78%).
Ma c’è di più: per le nuove Partite IVA a regime forfettario è possibile usufruire di una riduzione dell’aliquota fissa, che, in presenza di alcuni requisiti, scenderebbe al 5% per i primi cinque anni di attività.
Mica male, eh?
Ma le agevolazioni non finiscono qui. Ecco un elenco di alcune importanti semplificazioni gestionali che ti faranno risparmiare denaro e stress:
- esonero dalla fatturazione elettronica;
- esclusione dal campo IVA;
- esenzione dal pagamento dell’IRAP e delle addizionali comunali e regionali;
- esonero dalla presentazione del modello ISEE, dagli studi di settore e dallo spesometro.
Leggi anche: Partita IVA sommelier: come aprirla pagando meno tasse
Per quanto riguarda i contributi previdenziali, i medici anestesisti sono obbligati a iscriversi alla cassa ENPAM, che prevede due tipi di versamento: quota A e quota B. Il primo riguarda tutti i medici, sia dipendenti sia liberi professionisti, mentre il secondo riguarda solo i freelance che superano determinate soglie reddituali. Informazioni più dettagliate su modalità di versamento e quote puoi trovarle qui.
In conclusione
Adottare il regime forfettario è conveniente, ma non sempre chi possiede i requisiti riesce a far suoi i vantaggi che lo caratterizzano.
Senza la giusta guida, potresti mal interpretare le cause di esclusione e pensare (erroneamente) di non poter adoperare questo tipo di inquadramento fiscale, andando a spendere inutilmente molti più soldi. Cosa che non avverrà se deciderai di affidarti a uno specialista del regime forfettario.
Sì, è così che mi definisco, dato che da diversi anni mi occupo esclusivamente di questo regime fiscale, studiandone tutte le casistiche e aggiornandomi in continuazione. Vuoi prenotare una consulenza gratuita con me per capire se puoi adottare la Partita IVA a regime forfettario per la tua professione di anestesista?
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Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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A presto
Giampiero Teresi
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