Come svolgere questa professione alle migliori condizioni
Muoversi all’interno della burocrazia italiana è come piantare un albero nelle sabbie mobili. (“Bene, questo terreno è perfetto. Non c’è nemmeno bisogno di scavare!”)
Le leggi nostrane sono difficili da comprendere, e cascare nel tranello dell’interpretazione sbagliata è un’eventualità più che realistica che potrebbe trasformare la tua attività in proprio in un vero inferno. Ti piacerebbe lavorare come agrotecnico con Partita IVA ma non sai come muoverti per metterti in regola col fisco?
In questo articolo scoprirai come lavorare in proprio pagando meno tasse in modo assolutamente legale.
Perito agrotecnico e apertura della Partita IVA: come procedere
Hai investito su te stesso studiando per diversi anni, e ora che hai le carte in regola per svolgere la libera professione di agrotecnico vorresti iniziare a lavorare autonomamente? Cercare informazioni su come aprire la Partita IVA online ti aiuterà certamente ad avere un quadro più chiaro dei passaggi che ti attendono. Tuttavia, prima di prendere una decisione definitiva è sempre meglio consultare un buon commercialista.
Perché ti dico questo?
Vedi, per quanto l’apertura della Partita IVA in sé possa sembrare un’operazione semplice e veloce, essa implica diversi aspetti che necessitano di grande attenzione poiché andranno a influire parecchio sulla tua futura attività. Di base, oltre a iscriverti all’albo degli agrotecnici, per aprire una Partita IVA dovrai recarti presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate della tua zona o scaricare un modulo da Internet, il modello AA9/12.
Una volta formalizzata la richiesta, l’assegnazione del numero di Partita IVA avviene generalmente nel giro di pochi giorni.
In questo modulo dovrai compilare delle sezioni semplici, in cui ti verranno richiesti i dati anagrafici e fiscali, la sede della tua attività e il suo nome, e altre più specifiche, nella fattispecie quelle riguardanti la scelta del codice ATECO e del regime fiscale che intendi adottare.
Vediamo più nel dettaglio questi due aspetti importanti.
Leggi anche: Partita IVA sommelier: come aprirla pagando meno tasse
Codice ATECO e regime fiscale per agrotecnico
Non è assolutamente scontato che tu sappia cosa sia il codice ATECO né che conosca le implicazioni della scelta di un regime fiscale piuttosto che un altro. A dirla tutta, è possibile che tu non sappia nemmeno quali siano i tipi di regime fiscale disponibili in Italia. A breve te lo spiegherò, ma per prima cosa ci tengo a chiarire la funzione del codice ATECO.
Si tratta di un codice cifrato che viene assegnato a ogni tipo di attività, e assicurarsi di inserire quello giusto in base alla professione che svolgerai con la tua Partita IVA è fondamentale. Possedere un codice non conforme all’attività svolta, infatti, comporta pesanti sanzioni da parte delle autorità.
Per svolgere la professione di agrotecnico, il codice ATECO corretto è 74.90.12.
Particolarmente decisiva per lo svolgimento della tua attività è la scelta del regime fiscale, ovvero l’insieme di regole e adempimenti a cui dovrai ottemperare a livello fiscale e amministrativo; devi sapere che in Italia è possibile adoperare tre tipi di regime fiscale:
- il regime forfettario;
- il regime ordinario;
- il regime semplificato.
Allo stato attuale, la Partita IVA a regime forfettario è senza dubbio quella più conveniente, dato che chi adotta questo regime fiscale ha diritto a diverse agevolazioni e semplificazioni. Facciamo una panoramica delle principali.
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Agrotecnico nel regime forfettario: i principali vantaggi
Una premessa è doverosa: per poter scegliere questo regime fiscale, è necessario possedere determinati requisiti, tra i quali i più importanti sono:
- rispettare un limite di fatturato annuo di 65.000 €;
- non superare il limite reddituale di 30.000 € provenienti da lavoro subordinato;
- rispettare un limite di spese per collaboratori e dipendenti di 20.000 € all’anno.
Per verificare che tu sia in possesso di questi e degli altri requisiti richiesti per potervi aderire, faresti bene a richiedere una consulenza a un commercialista specializzato nel regime forfettario. Se ti sarà possibile adottarlo, questo regime fiscale ti consentirà di ottenere agevolazioni come:
- esclusione dal campo IVA (niente imposta sul valore aggiunto nelle fatture, né dichiarazioni e liquidazioni periodiche);
- esonero dalla ritenuta d’acconto;
- esenzione dal versamento dell’IRAP e delle addizionali comunali e regionali,
- esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica;
- esonero dal modello ISEE, dallo spesometro e dagli studi di settore.
Tutte queste semplificazioni gestionali e contabili valgono oro, e oltre a farti risparmiare parecchio denaro, ti consentiranno di avere meno preoccupazioni.
Ma il vero punto di forza del regime forfettario è la tassazione, di gran lunga la più bassa d’Italia. Con questo inquadramento non dovrai tener conto degli scaglioni IRPEF, bensì pagherai un’aliquota sostitutiva unica del 15%, ridotta addirittura al 5% per i primi cinque anni nel caso in cui tu possieda i requisiti per l’aliquota start up.
Per calcolare l’imponibile lordo su cui dovrai versare le imposte ti basterà far riferimento al coefficiente di redditività che lo Stato ha assegnato al tuo codice ATECO (nel caso dell’agrotecnico è del 78%). Questo valore indica la percentuale dei tuoi ricavi annui soggetti a tassazione, escludendo le spese in maniera forfettaria.
Leggi anche: Partita IVA per personal shopper: i vantaggi di aprirla nel regime forfettario
Per quanto riguarda i contributi INPS, sarà per te obbligatoria l’iscrizione alla cassa ENPAIA, che prevede i seguenti versamenti:
- un contributo in percentuale sul reddito netto (dal 5% al 30%);
- un contributo integrativo del 2% sul volume d’affari;
- un contributo fisso di maternità.
In conclusione
Se hai scelto di svolgere la professione di agrotecnico con Partita IVA, avrai notato come il regime forfettario sia l’opzione più conveniente in assoluto. Tuttavia, rivolgendoti a un commercialista tradizionale andresti incontro a vari rischi. La maggior parte dei professionisti che si occupano un po’ di tutto, infatti, tendono ad avere delle competenze superficiali sul regime forfettario, e ne ignorano molti aspetti e regolamentazioni.
Per questo, qualche anno fa, ho deciso di specializzarmi nel regime forfettario e di sviluppare un servizio di contabilità online dedicato esclusivamente a chi opera (o desidera operare) con questo regime fiscale.
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Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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A presto
Giampiero Teresi
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