Partita IVA regista: ecco il regime fiscale migliore per iniziare

Come avviare la tua attività nel campo della regia a condizioni vantaggiose

Come tante altre figure professionali del mondo dello spettacolo, ad esempio attori e sceneggiatori, anche i registi operano con Partita IVA. Se, dunque, hai sempre avuto la passione per la cinepresa o per il teatro e desideri trasformare questo passatempo in un lavoro a tempo pieno, dovrai obbligatoriamente aprirne una.

In questo articolo ti dirò come agire per iniziare a svolgere questa attività in regola con il fisco e ti parlerò dei vantaggi del regime forfettario.

Come si apre e quanto costa una Partita IVA da regista

Per aprire Partita IVA – te lo dico subito – non dovrai affrontare alcuna spesa; questa operazione, infatti, è semplice e gratuita e, una volta processata, si chiude in tempi brevi (dopo uno o due giorni, solitamente, si riceve il codice numerico che consente di emettere e ricevere fatture).

Ma quali sono i passaggi da eseguire per ottenere il numero di Partita IVA? Beh, per prima cosa faresti bene a rivolgerti a un bravo commercialista, in modo da avere un prospetto degli obblighi burocratici e fiscali a cui dovrai ottemperare, ma anche per farti assistere nella compilazione del modello AA9/12, il modulo necessario per presentare domanda di apertura di Partita IVA all’Agenzia delle Entrate.

In questo modulo, infatti, dovrai inserire dati che avranno un’influenza enorme sullo svolgimento della tua attività, come ad esempio il codice ATECO. Questo codice viene assegnato a tutte le attività, ed è importante non commettere errori durante la compilazione del quadro a esso riferito perché, in caso di controlli, un codice sbagliato ti costringerebbe a pagare una multa. Affinché tu lo sappia, i codici appropriati per l’attività di regista sono:

  • 90.02.02 (attività nel campo della regia);
  • 90.02.09 (altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche).

Tuttavia, il campo più importante che dovrai compilare nel modello AA9/12 è quello relativo alla scelta del regime fiscale. Approfondiamo questo aspetto.

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Qual è il regime fiscale più conveniente per lavorare nel mondo dello spettacolo

Nel momento in cui si decide di aprire Partita IVA si è tenuti a sottostare a determinate regole e adempimenti, che cambiano in base al regime fiscale adottato. Nel nostro Paese ne esistono tre tipi:

  • il regime ordinario;
  • il regime semplificato;
  • il regime forfettario.

Tra i primi due cambiano alcuni aspetti gestionali; nel regime semplificato, infatti, non vige l’obbligo di tenere il libro giornale, il libro inventari e altre documentazioni ausiliarie. Il regime forfettario, invece, si distingue nettamente da entrambi per il gran numero di semplificazioni e agevolazioni che include.

Quindi, come avrai già intuito, aprire Partita IVA forfettaria è la scelta migliore per chi è agli albori della propria carriera da regista. Tuttavia, devi sapere che l’adozione di questo regime fiscale è regolamentata da alcuni requisiti. I principali sono il limite di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente all’apertura della Partita IVA (non deve superare i 30.000 € lordi), il limite di spese per collaboratori o eventuali dipendenti (tetto massimo di 20.000 € all’anno) e, soprattutto, il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €.

La fase di spunto – si sa – può essere difficile e colma di ostacoli, dunque fa comodo poter usufruire di un regime fiscale agevolato. Sappi, però, che se le tue qualità ti consentiranno di crescere e diventare un regista apprezzato (cosa che ti auguro), probabilmente fatturerai molto di più di 65.000 € all’anno. In tal caso, non potrai più possedere una Partita IVA a regime forfettario e, a partire dall’anno successivo, dovrai passare al regime ordinario o semplificato.

Ora capisci perché ho parlato di scelta conveniente per gli inizi?

Ad ogni modo, immagino che tu non veda l’ora di scoprire quali sono i vantaggi di questo regime fiscale. Vediamo i principali.

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Quali vantaggi ottieni aprendo la Partita IVA forfettaria da regista

L’aspetto più interessante della Partita IVA forfettaria è quello inerente alle tasse. Mentre nei regimi ordinario e semplificato le imposte vengono versate in base al reddito (in percentuali che variano dal 23% al 43%), nel regime forfettario vige una flat tax del 5% per i primi cinque anni di attività e del 15% dal sesto anno in poi.

La presenza di questa aliquota fissa rende la tassazione del regime forfettario la più bassa d’Italia e una delle più basse d’Europa. Inoltre, il calcolo delle tasse è più semplice perché i costi aziendali non vengono dedotti, ma determinati in maniera forfettaria a seconda del coefficiente di redditività assegnato al codice ATECO utilizzato. Per l’attività di regista, il coefficiente è del 78%, dunque pagherai le tasse sul 78% del tuo fatturato totale.

Un altro enorme vantaggio di questo regime fiscale è l’esenzione dall’IVA. Non solo non dovrai applicare tale imposta alle tue tariffe (per la felicità dei tuoi committenti) ma non dovrai nemmeno presentare la dichiarazione annuale né versare le liquidazioni periodiche.

Altre semplificazioni e agevolazioni di rilievo sono:

  • l’esenzione dalla ritenuta d’acconto;
  • l’esonero dallo spesometro e dagli studi di settore;
  • l’esenzione dall’IRAP;
  • l’esenzione dalle addizionali comunali e regionali;
  • l’esonero dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi.

Leggi anche: Partita IVA per ballerini: come si apre e quale regime fiscale adottare

In conclusione

In questo articolo ho fatto luce sugli aspetti più importanti di cui tenere conto durante la compilazione del modello di richiesta del numero di Partita IVA; inoltre, ti ho esposto i vantaggi del regime fiscale più conveniente per chi decide di svolgere la professione di regista in proprio.

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A presto
Giampiero Teresi

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