Nel contesto del Sud Italia, il regime forfettario può integrarsi con numerose agevolazioni territoriali e contributi dedicati alle regioni meridionali. Scopriamo quali opportunità ci sono nel 2025/2026, come funzionano e come un libero professionista o micro-imprenditore può beneficiarne.
Quando si parla di Sud Italia, spesso si fa riferimento alle regioni del Mezzogiorno che ricevono appositi incentivi per promuovere lo sviluppo economico, la crescita delle imprese e il lavoro autonomo. In questo scenario, il regime forfettario rappresenta una formula molto vantaggiosa per chi apre partita IVA, grazie alla tassazione agevolata e alla contabilità semplificata.
Un professionista o un piccolo imprenditore residente nel Sud Italia può quindi trovarsi in una “doppia opportunità”: quella del regime forfettario e quella degli incentivi territoriali destinati al Mezzogiorno. È però fondamentale capire come queste due dimensioni interagiscono, quali sono i requisiti specifici, le condizioni e quali misure saranno operative nel 2025 e nel 2026. In questo articolo approfondiremo tutto ciò con un occhio di riguardo all’area del Sud Italia.
Il regime forfettario: le regole di base e le novità 2025
Prima di entrare nel merito delle agevolazioni per il Sud Italia, è utile ripassare in breve le regole del regime forfettario. Il regime consente, per persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni, di applicare un’imposta sostitutiva (ad esempio al 15% o, per nuovi entranti, al 5%), anziché il regime ordinario IRPEF, con una gestione semplificata della contabilità.
Tra le novità del 2025 vi è l’innalzamento della soglia per cumulo con redditi da lavoro dipendente e assimilati, ora fissata a 35.000 euro. Questo significa che un professionista nel Sud Italia che ha anche un reddito da lavoro dipendente entro tale soglia può accedere o mantenere il regime forfettario.
Sul fronte contributivo, nel 2025 è stata introdotta una riduzione del 50% (per artigiani/commercianti) che si applica anche ai soggetti in regime forfettario, purché rispettino determinati requisiti.
Quindi, per chi opera nel Mezzogiorno, vi è già un buon quadro di base: regime forfettario + agevolazioni generali. Ma cosa cambia se ci si concentra sulle agevolazioni per il Sud Italia specifiche?
Agevolazioni per il Sud Italia: panorama degli incentivi territoriali
Nel quadro delle politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno, le misure dedicate al Sud Italia includono bandi, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e bonus per l’avvio di attività. Una delle misure più note è il programma Resto al Sud, gestita da Invitalia, che sostiene la nascita e lo sviluppo di imprese nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).
Nel contesto del regime forfettario, tale misura può essere particolarmente interessante perché consente di integrare la tassazione agevolata con un sostegno finanziario concreto nelle regioni del Sud Italia. Le agevolazioni territoriali per il Mezzogiorno rappresentano quindi una “leva aggiuntiva” da considerare seriamente per chi vive e lavora nel Sud Italia.
Regime forfettario e agevolazioni per il Sud Italia: come si combinano
Ora veniamo al nocciolo: come combinare il forfettario con le agevolazioni per il Sud Italia?
Un libero professionista residente nel Sud Italia che apre partita IVA in regime forfettario può beneficiare della tassazione agevolata (5% o 15% a seconda dei casi) e, contemporaneamente, verificare se rientra nei requisiti di un programma territoriale come Resto al Sud oppure altri incentivi regionali.
Ad esempio, se un soggetto residente in Puglia decide di aprire attività professionale o di micro-impresa, può aderire al regime forfettario e, allo stesso tempo, presentare domanda per Resto al Sud. In questo caso la combinazione tra regime fiscale semplificato e finanziamento agevolato per il Sud Italia può risultare molto vantaggiosa.
È importante tuttavia verificare:
- che l’attività sia avviata o da avviare nella regione del Sud Italia oggetto dell’incentivo;
- che il soggetto rispetti i requisiti del regime forfettario (limiti di ricavi, contributi, ecc.);
- che l’incentivo territoriale ammetta anche soggetti in regime forfettario (alcune misure sono generali e non fanno distinzione).
Un’attenta pianificazione consente di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal connubio tra regime forfettario e agevolazioni per il Sud Italia.
Misure specifiche per il Sud Italia 2025/2026 e opportunità
Vediamo alcune delle misure specifiche per il Sud Italia che nel 2025/2026 meritano l’attenzione di chi è in regime forfettario:
Resto al Sud
La misura è pensata per supportare la nascita di nuove imprese e attività professionali nelle regioni del Sud Italia. Prevede contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati fino a circa 200.000 euro.
Sebbene non sia pensata esclusivamente per i forfettari, un titolare di partita IVA in regime forfettario può accedervi se risiede o trasferisce la propria attività in una delle regioni del Sud Italia indicate e rispetta gli altri requisiti richiesti.
Riduzione contributiva
Anche se non esclusiva per il Sud Italia, la riduzione del 50% dei contributi minimi introdotta nel 2025 è un’agevolazione che può colpire in modo positivo i liberi professionisti nel Mezzogiorno che operano in regime forfettario.
Questo significa che, oltre al regime fiscale agevolato, un professionista nel Sud Italia può beneficiare di un carico contributivo più basso, aumentando la convenienza dell’attività autonoma.
Altre agevolazioni regionali e locali
Oltre ai grandi programmi nazionali, molte regioni del Sud Italia attivano bandi “territoriali” per la formazione, l’innovazione digitale, l’ammodernamento delle micro-imprese. Un forfettario nel Sud Italia dovrebbe verificare regolarmente le opportunità offerte dalla propria regione o Camera di Commercio locale.
Queste misure rafforzano la combinazione tra regime forfettario e supporto territoriale.
Vantaggi per un residente nel Sud Italia
Essere titolari di partita IVA in regime forfettario e vivere o lavorare nel Sud Italia può offrire alcuni vantaggi specifici:
- Tassazione agevolata combinata con incentivi territoriali, aumentando la marginalità rispetto a chi opera al Nord.
- Costi di avvio e gestione spesso più accessibili nel Mezzogiorno, in virtù degli incentivi locali.
- Possibilità di accedere a finanziamenti e contributi dedicati al Sud Italia che supportano non solo le imprese strutturate ma anche i professionisti autonomi.
In sostanza, il regime forfettario nel contesto del Sud Italia può rappresentare una soluzione strategica per chi vuole avviare o consolidare un’attività autonoma, sfruttando sia la fiscalità agevolata sia le risorse territoriali.
Attenzioni e limiti: cosa considerare se operi nel Sud Italia
Nonostante le opportunità, ci sono alcuni limiti e accorgimenti da non sottovalutare:
- Essere residente o trasferire la propria attività nel Sud Italia: alcuni incentivi richiedono residenza o sede effettiva nelle regioni del Mezzogiorno.
- Verificare che l’attività rientri nei codici ATECO ammessi dai bandi: non tutti i settori sono coperti dagli incentivi per il Sud Italia.
- Rispetto dei requisiti del regime forfettario (ricavi entro la soglia, nessuna partecipazione societaria, ecc.).
- Attenzione alla combinazione degli incentivi: alcune agevolazioni per il Sud Italia possono richiedere che non si stia già usufruendo di altre misure incompatibili.
- Pianificare l’attività con una visione a lungo termine: un professionista in regime forfettario nel Sud Italia dovrebbe prevedere margini di crescita, anche considerando che il regime forfettario ha limiti (es. ricavi, impossibilità di dedurre costi analitici).
Tenere ben presente questi fattori consente di sfruttare appieno le agevolazioni per il Sud Italia senza incorrere in sorprese.
Esempio pratico: professionista forfettario nel Sud Italia
Immaginiamo una giovane consulente marketing che risiede in Puglia (Sud Italia) e decide di aprire partita IVA in regime forfettario per avviare la sua attività.
Grazie al regime forfettario: applica un’imposta sostitutiva al 5% nei primi anni (dato che è una nuova attività), non è soggetta a IVA e ha adempimenti semplificati.
Grazie alle agevolazioni per il Sud Italia: può partecipare al bando “Resto al Sud” per micro-imprese e professionisti nella regione Puglia, approfittando di un contributo e di un finanziamento agevolato a supporto dell’avvio.
In questo modo, la combinazione tra regime forfettario e incentivi territoriali le permette di ridurre il rischio economico dell’avvio e di concentrarsi sulla crescita dell’attività professionale.
Conclusione
Il binomio forfettario + agevolazioni per il Sud Italia rappresenta un’opportunità concreta e strategica per tanti professionisti e micro-imprese nel Mezzogiorno.
Il regime forfettario offre una base fiscale semplificata e conveniente, mentre gli incentivi territoriali del Sud Italia aggiungono un elemento di supporto concreto all’avvio o allo sviluppo dell’attività.
Chiunque consideri di aprire o gestire una partita IVA nel Sud Italia dovrebbe valutare sin dall’inizio questa combinazione, rivolgendosi a un consulente esperto per verificare i requisiti, selezionare i bandi e pianificare un percorso coerente e sostenibile.
Con le giuste attenzioni, il 2025/2026 può essere un anno di ripartenza e crescita per chi opera nel Sud Italia in regime forfettario.
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