Scopri ogni venerdì di agosto il nostro appuntamento speciale dedicato al regime forfettario, con approfondimenti unici per orientarti al meglio nella tua partita IVA: secondo appuntamento è cosa fare per uscire dal regime forfettario e tornare all’ordinario
Il regime forfettario rappresenta una scelta vantaggiosa per molti professionisti e piccoli imprenditori grazie alla sua semplicità e alle aliquote agevolate. Tuttavia, ci sono situazioni in cui può essere necessario o conveniente uscire dal regime forfettario per tornare al regime ordinario, più complesso ma con possibilità di maggiori deduzioni e detrazioni fiscali.
Le cause più comuni che portano a decidere di uscire dal regime forfettario sono il superamento dei limiti di fatturato, la necessità di dedurre costi più elevati o la volontà di gestire più flessibilmente l’IVA e le altre imposte. Uscire dal regime forfettario è dunque una decisione importante che comporta una serie di passaggi da seguire con attenzione.
Le cause che determinano l’uscita dal regime forfettario
Il primo motivo per cui si esce dal regime forfettario è il superamento del limite massimo di ricavi o compensi, fissato a 85.000 € annui per la maggior parte delle attività. Quando nel corso dell’anno o in fase di dichiarazione dei redditi si supera questa soglia, si è obbligati a uscire dal regime agevolato.
Oltre ai limiti di fatturato, vi sono altri casi di esclusione automatica, come l’avere partecipazioni in società di persone, la gestione di più attività con differenti regimi o l’applicazione di regimi speciali IVA incompatibili con il forfettario. Infine, vi è anche la possibilità di scelta volontaria: alcuni contribuenti, pur potendo restare nel regime, preferiscono uscire per approfittare delle maggiori detrazioni e gestire l’IVA in modo ordinario.
La comunicazione di uscita dal regime forfettario
Uscire dal regime forfettario richiede una comunicazione specifica all’Agenzia delle Entrate. In particolare, se la fuoriuscita è determinata da cause oggettive come il superamento del limite di fatturato, la comunicazione avviene automaticamente con la presentazione della dichiarazione dei redditi successiva all’anno in cui si è superata la soglia.
Se invece la scelta è volontaria, il contribuente deve effettuare una comunicazione esplicita all’Agenzia delle Entrate tramite la presentazione del modello AA9/12 o attraverso una variazione telematica in fase di apertura o modifica della partita IVA. È importante effettuare questa comunicazione entro i termini previsti per evitare sanzioni o problemi con il fisco.
Obblighi fiscali e contabili
Tornare al regime ordinario implica l’assunzione di nuovi obblighi, sia fiscali che contabili. Il contribuente dovrà iniziare a calcolare e versare l’IVA sulle fatture emesse, gestire una contabilità più complessa, presentare la dichiarazione IVA annuale e adempiere agli obblighi di registrazione e conservazione delle fatture elettroniche.
Inoltre, dovrà calcolare l’IRPEF in base agli scaglioni progressivi, dedurre costi e oneri e compilare una dichiarazione dei redditi più articolata. Questi obblighi richiedono spesso il supporto di un commercialista o consulente fiscale, soprattutto nelle prime fasi del passaggio.
Come gestire la fatturazione
Uno degli aspetti più evidenti del passaggio dal regime forfettario al regime ordinario riguarda la fatturazione. Nel regime ordinario è obbligatorio applicare l’IVA in fattura, indicare l’aliquota corretta e gestire le detrazioni per l’IVA sugli acquisti.
L’emissione di fatture elettroniche diventa obbligatoria, con tutti gli adempimenti connessi alla conservazione digitale e alla trasmissione telematica tramite il Sistema di Interscambio. Questo comporta un impegno amministrativo maggiore ma permette di ottenere un credito IVA, utile per ridurre il carico fiscale complessivo.
Cosa cambia nella gestione contributiva dopo l’uscita dal regime forfettario
Anche dal punto di vista contributivo ci sono novità importanti. Chi esce dal regime forfettario può perdere l’accesso alle riduzioni contributive previste, come la riduzione del 35% per artigiani e commercianti o altri incentivi previdenziali.
Inoltre, la contribuzione INPS sarà calcolata in modo più articolato, in base al reddito effettivo dichiarato e alle regole vigenti per le diverse categorie di lavoratori autonomi. È quindi fondamentale informarsi con attenzione e, se necessario, pianificare il passaggio con un professionista per non incorrere in errori o dimenticanze.
Vantaggi e svantaggi dell’uscita dal regime forfettario
Uscire dal regime forfettario può portare vantaggi significativi, soprattutto se si ha la necessità di dedurre costi elevati o se l’attività cresce e supera i limiti previsti dal regime agevolato. La possibilità di detrarre l’IVA e di usufruire di deduzioni e detrazioni può ottimizzare il carico fiscale complessivo.
D’altro canto, il passaggio comporta una maggiore complessità amministrativa, obblighi contabili più stringenti e il rischio di incorrere in errori fiscali se non si dispone di un’adeguata assistenza professionale. La scelta deve quindi essere valutata attentamente, considerando la situazione personale e le prospettive di crescita dell’attività.
Come prepararsi all’uscita dal regime forfettario e al passaggio al regime ordinario
Prepararsi all’uscita dal regime forfettario significa innanzitutto informarsi e pianificare con anticipo. È consigliabile confrontarsi con un commercialista per analizzare i numeri, valutare i costi e i benefici e capire come organizzare la contabilità.
È importante anche predisporre tutti i documenti e le procedure per la gestione dell’IVA, la fatturazione elettronica e la tenuta della contabilità ordinaria. Infine, la comunicazione tempestiva all’Agenzia delle Entrate e il rispetto delle scadenze fiscali sono fondamentali per evitare sanzioni e problemi.
Conclusioni
L’uscita dal regime forfettario e il ritorno al regime ordinario rappresentano un passaggio importante per molti titolari di partita IVA. Sebbene comporti un aumento degli obblighi fiscali e contabili, questa scelta può essere necessaria per crescere, dedurre costi o rispettare i limiti di legge.
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