Guida completa per chi vuole gestire un e-commerce in regime forfettario, scegliendo il codice ATECO corretto e rispettando tutti gli adempimenti fiscali.
Negli ultimi anni l’e-commerce ha registrato una crescita esponenziale, diventando una scelta strategica per molti professionisti e piccoli imprenditori. Per chi vuole iniziare un’attività online, il regime forfettario rappresenta un’opzione interessante grazie alla tassazione agevolata e alla semplificazione degli adempimenti fiscali.
Tuttavia, anche se il forfettario è un regime semplice, gestire un e-commerce e forfettario richiede attenzione a due aspetti fondamentali: la scelta del codice ATECO corretto e il rispetto degli adempimenti fiscali previsti per le vendite online.
E-commerce e forfettario: il ruolo del codice ATECO
Il codice ATECO è un elemento essenziale per aprire la partita IVA in regime forfettario. Questo codice identifica l’attività economica esercitata e serve all’Agenzia delle Entrate per determinare l’applicabilità del regime forfettario, il coefficiente di redditività e le eventuali limitazioni.
Per un’attività di e-commerce, i codici ATECO più utilizzati sono quelli relativi alla vendita al dettaglio tramite supporti elettronici. Ad esempio, alcune opzioni comuni includono:
- 47.91.10 – Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet;
- 47.91.20 – Commercio al dettaglio di prodotti alimentari tramite Internet;
- 47.91.30 – Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari tramite Internet.
La scelta corretta del codice è fondamentale: un errore può compromettere l’accesso al regime forfettario o modificare il coefficiente di redditività applicabile.
Adempimenti fiscali per l’e-commerce in regime forfettario
Anche se il regime forfettario semplifica la contabilità, chi gestisce un e-commerce deve rispettare diversi adempimenti fiscali:
- Emissione di fatture elettroniche: dal 2025 anche i forfettari con e-commerce devono emettere fattura elettronica per le vendite, soprattutto quando il cliente è un’impresa o un professionista italiano.
- Registrazione dei corrispettivi: è obbligatorio annotare tutte le vendite effettuate, anche se l’attività è semplificata rispetto al regime ordinario.
- Conservazione delle fatture e documenti: le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente per eventuali controlli fiscali.
- Gestione dei pagamenti e IVA: anche se il forfettario non addebita IVA sulle vendite interne, le vendite verso clienti Ue o extra Ue possono comportare obblighi specifici.
La corretta gestione di questi adempimenti consente di evitare sanzioni e di mantenere i benefici fiscali del regime forfettario.
Limiti di fatturato e coefficiente di redditività
Per rimanere nel regime forfettario, l’e-commerce deve rispettare il limite di fatturato annuo, che per il 2025 è fissato a 85.000 €. Superare questo limite implica l’uscita automatica dal regime forfettario e il passaggio al regime ordinario, con IVA, contabilità ordinaria e IRPEF progressiva.
Il coefficiente di redditività, applicato al fatturato, determina l’imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva. Per le attività di commercio al dettaglio tramite e-commerce, il coefficiente di redditività è generalmente del 40%, ma occorre sempre verificare l’aggiornamento normativo e il codice ATECO scelto.
E-commerce e forfettario: vendite verso clienti Ue e extra Ue
Chi gestisce un e-commerce e forfettario deve anche considerare le vendite verso l’Unione Europea e paesi extra UE. In questi casi:
- per clienti privati Ue, il regime OSS semplificato può essere utilizzato per dichiarare e versare l’IVA;
- per clienti imprese Ue, le vendite possono essere fatturate senza IVA tramite inversione contabile (reverse charge);
- per clienti extra UE, le vendite sono generalmente considerate esportazioni esenti IVA, ma devono essere documentate con bolle doganali o altri strumenti fiscali.
Questi adempimenti richiedono attenzione e pianificazione, soprattutto per garantire il rispetto del vincolo del 75% di reddito prodotto in Italia nel caso di attività prevalente sul territorio nazionale.
Strategie per una gestione efficace dell’e-commerce in regime forfettario
Per gestire correttamente un e-commerce e forfettario, è consigliabile:
- Scegliere il codice ATECO più aderente alla propria attività, verificando eventuali aggiornamenti normativi.
- Monitorare periodicamente il fatturato, assicurandosi di non superare il limite annuo.
- Documentare tutte le vendite e conservare fatture elettroniche e corrispettivi digitali.
- Pianificare la gestione fiscale per vendite verso clienti Ue o extra Ue, valutando l’uso del regime OSS o reverse charge.
- Consultare un commercialista specializzato per evitare errori nella dichiarazione dei redditi e mantenere i benefici del forfettario.
Rischi e conseguenze di errori nell’e-commerce
Errori nella gestione fiscale di un e-commerce in regime forfettario possono comportare:
- perdita del regime agevolato e obbligo di passaggio al regime ordinario;
- sanzioni per mancata emissione di fatture elettroniche;
- problemi nel calcolo dell’imposta sostitutiva a causa di errata applicazione del coefficiente di redditività.
La prevenzione di questi rischi passa attraverso la consulenza fiscale, l’uso di software aggiornati e la corretta documentazione di tutte le operazioni.
Conclusione
Gestire un e-commerce e forfettario offre notevoli vantaggi, come tassazione semplificata e contabilità ridotta, ma richiede attenzione su più fronti: scelta del codice ATECO corretto, rispetto del limite di fatturato, adempimenti fiscali per clienti nazionali ed esteri e corretta gestione della fatturazione elettronica.
Con una pianificazione accurata, strumenti digitali adeguati e supporto di un commercialista esperto, è possibile sfruttare i benefici del regime forfettario e far crescere l’attività di e-commerce in modo sicuro e conforme alla normativa.
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