FMI e flat tax: il Fondo Monetario Internazionale punta il dito contro il trattamento agevolato delle partite IVA, proponendo l’eliminazione della flat tax e del regime forfettario per ridurre le disuguaglianze e recuperare gettito.
L’attacco del FMI al regime forfettario
Il rapporto annuale del Fondo Monetario Internazionale sull’Italia, pubblicato il 29 maggio 2025, non lascia spazio a dubbi: il regime forfettario, spesso definito “flat tax” per gli autonomi, è ritenuto dal Fondo una misura da superare. Secondo il FMI, l’aliquota sostitutiva del 5% (novità per le start-up) e del 15% per le attività già avviate distorce la progressività IRPEF, genera perdite di gettito e alimenta comportamenti elusivi, come il frazionamento artificiale delle attività per restare sotto le soglie di accesso.
Disuguaglianze ed evasione: le ragioni del piano FMI e flat tax
Per il Fondo, il vero problema del regime forfettario è l’iniquità che crea tra autonomi e lavoratori dipendenti. Con aliquote che partono dal 5% fino a un massimo del 15%, molti professionisti pagano meno rispetto a chi subisce scaglioni IRPEF dal 23% in su. Questo squilibrio non solo mina la coerenza del sistema, ma mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Inoltre, l’esistenza di un regime parallelo così generoso favorisce forme di elusione: secondo il FMI, numerosi titolari di partita IVA potrebbero suddividere i ricavi su più soggetti o limitare la propria attività per rimanere sotto il tetto di 85.000 € di ricavi annui, sottraendo risorse preziose al bilancio statale.
FMI e flat tax: confronto tra il regime attuale e le proposte del Fondo
| Voce | Regime forfettario attuale | Proposta FMI |
|---|---|---|
| Aliquota sostitutiva | 5% (prime attività), 15% (dal 2° anno) | Abolizione flat tax; ritorno IRPEF |
| Soglia ricavi | 85.000 € annui | Soglie fisse per scaglioni IRPEF |
| Complessità fiscale | Minima: niente IVA, ritenute, spesometro | Eliminazione privilegio agevolativo |
| Comportamenti elusivi | Frazionamento delle attività | Unico regime progressivo per tutti |
Questo confronto sintetizza l’orizzonte in cui si muove il dibattito sul piano FMI e flat tax, dove l’obiettivo dichiarato è rafforzare la progressività del sistema tributario e consolidare il gettito fiscale.
Impatti sul tessuto delle partite IVA e scenari futuri
L’Italia conta oggi oltre 1,9 milioni di contribuenti in regime forfettario, pari a più del 50% delle nuove aperture di partita IVA nel 2023. Abolire tale formula significherebbe un cambiamento radicale per freelance, consulenti e piccoli imprenditori che avevano scelto questa strada proprio per semplificare la burocrazia e contenere i costi fiscali. Restano però molte incognite politiche: l’Italia dovrà valutare se i benefici in termini di equità e gettito superano il rischio di freno all’imprenditorialità e di una possibile contrazione delle aperture di nuove partite IVA.
Conclusione
Il piano FMI e flat tax per abolire il regime forfettario rappresenta una sfida importante per la politica fiscale italiana. Mentre il Fondo Monetario Internazionale chiede un sistema fiscale più omogeneo e progressivo, gli operatori del settore temono un inasprimento degli oneri e una perdita di flessibilità. Il futuro del regime forfettario dipenderà dalla capacità del legislatore di bilanciare equità, competitività e sostenibilità delle finanze pubbliche.
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