Partita IVA consulente finanziario: come pagare meno tasse grazie al regime forfettario

Scopri come limitare i costi nell’attività di promotore finanziario con Partita IVA

Mettersi in proprio è un po’ come investire in borsa: ci sono dei rischi.

Compiere un simile passo senza fare le dovute considerazioni e senza informarsi in maniera adeguata sulle varie implicazioni può causare parecchi guai. Insomma, potresti perdere soldi, tempo e salute!

Vuoi aprire la Partita IVA e avviare una carriera da promotore finanziario? In questo articolo ti spiego come farlo in sicurezza, con un occhio al risparmio.

Quanto costa e come si apre la Partita IVA da consulente finanziario

Se sei in possesso delle competenze necessarie a fornire consulenza di tipo finanziario (investimenti, mutui, assicurazioni) e, piuttosto che lavorare alle dipendenze di una banca o di una società di investimento, ambisci a gestire il tuo lavoro in completa autonomia, non avrai altra scelta che aprire una Partita IVA.

Questa operazione è legata alla presentazione di un’apposita domanda all’ente responsabile, ovvero l’Agenzia delle Entrate. L’attribuzione di questo codice numerico di undici cifre che ti consentirà di svolgere la tua professione in proprio avviene successivamente alla compilazione di un modulo, il modello AA9/12, all’interno del quale dovrai indicare i tuoi dati fiscali e anagrafici, la sede e il nome della tua attività, il codice ATECO e il regime fiscale che intendi adottare.

Ci sono diverse modalità per inoltrare il modulo debitamente compilato all’Agenzia delle Entrate, ma il mio suggerimento è di affidarti a un buon commercialista, il quale provvederà a completare l’iter burocratico – comprensivo anche dell’iscrizione alla Camera di Commercio, all’INPS, all’ENASARCO – con una un’unica comunicazione telematica denominata “ComUnica“.

Il costo totale della procedura può variare in base al professionista che la sbriga e ai gestori che sceglierai per la firma digitale e la PEC (Posta Elettronica Certificata); tuttavia, dal momento che i costi fissi legati al diritto camerale annuale, ai diritti di segreteria e all’imposta di bollo ammontano a circa 80 €, potresti ipotizzare una spesa tra i 150 e i 200 €.

Appoggiarti a uno studio professionale ti sarà di grande aiuto anche per evitare i classici errori che molte persone commettono in fase di apertura della Partita IVA, in particolare nella scelta del regime fiscale da adoperare e nell’indicazione del codice ATECO.

Ora ti spiego l’importanza di questi due fattori…

Leggi anche: Partita IVA ricostruzione unghie: risparmia con il regime forfettario!

Codice ATECO e regime fiscale per promotore finanziario: ecco come scegliere

Il codice ATECO identifica il tipo di attività svolta da una Partita IVA. Evitare errori e omissioni (qualora le attività svolte fossero due o più) è fondamentale per evitare multe; nel tuo caso, devi sapere che per svolgere la professione di promotore finanziario dovrai indicare il codice 66.19.21.

Tuttavia, qualora volessi integrarla con un’altra attività affine, come ad esempio quella di mediazione o di servizi di trasferimento di denaro, sarai obbligato a inserire nel modello AA9/12 i relativi codici supplementari o, in caso di controlli, saranno guai!

La scelta del regime fiscale inciderà in modo decisivo sullo svolgimento della tua professione, in quanto determinerà le regole e gli adempimenti fiscali a cui dovrai fare riferimento. Nel caso non lo sapessi, in Italia esistono tre tipi di regime fiscale:

Ti starai domandando quale sia il più conveniente per te… Ebbene, alla luce delle varie agevolazioni che lo caratterizzano, il regime forfettario è, per distacco, quello più vantaggioso. Non tutti, però, possono adottarlo.

La possibilità di adoperare la Partita IVA forfettaria è vincolata al rispetto di alcuni vincoli, tra i quali figurano il limite di fatturato annuo di 65.000 €, il limite reddituale di 30.000 € annui derivanti da un eventuale lavoro da dipendente, e il limite di spese per collaboratori pari a 20.000 € all’anno.

Contattami per verificare se sei in possesso di tutti i requisiti per aprire la tua Partita IVA nel regime forfettario.

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Regime forfettario per promotore finanziario: questi i principali vantaggi

Ipotizziamo che tu abbia tutte le carte in regola per avviare la tua attività adottando questo regime fiscale agevolato; sarai certamente curioso/a di conoscere i vantaggi più importanti, giusto?

E allora vediamoli!

Tanto per cominciare, ho una bellissima notizia da darti: con il regime forfettario sarai esentato dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto. Hai idea di quanto questa agevolazione sia importante? Non solo non dovrai applicare l’imposta sul valore aggiunto alle tue fatture (con un notevole risparmio per i tuoi clienti), ma incasserai sempre il 100% dei tuoi compensi, senza anticipazioni sulle tasse. Inoltre, non dovendo versare le liquidazioni periodiche, a fine anno ti rimarranno in tasca molti più soldi.

Ma i vantaggi non finiscono qui. Tra le altre cose, avrai diritto a:

  • l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica;
  • l’esenzione dal pagamento delle addizionali comunali e regionali;
  • l’esenzione dal versamento dell’IRAP;
  • l’esonero dallo spesometro e dagli studi di settore;
  • l’esonero dalla presentazione del modello ISEE.

Insomma, aggiungendo queste semplificazioni, il risparmio (anche sull’onorario del commercialista) inizia a diventare corposo. Ma non è ancora finita. Aspetta che ti dica come funziona la tassazione…

Quante tasse paga un promotore finanziario nel regime forfettario?

Adottando il regime forfettario avrai accesso alla tassazione più bassa in Italia e tra le più basse in Europa, specialmente durante i primi cinque anni di attività. A differenza degli altri due tipi di inquadramento fiscale, che prevedono aliquote variabili in base al reddito prodotto, nel regime agevolato sarai tenuto/a a versare un’aliquota sostitutiva unica del 15%, ridotta al 5% dal primo al quinto anno.

Questa flat tax verrà calcolata sul reddito lordo, che potrai calcolare in maniera semplice senza dover dedurre le spese: queste, infatti, vengono ipotizzate dallo Stato in base a un valore percentuale denominato coefficiente di redditività.

Ti aiuto a capire con un esempio semplice.

Facciamo finta che durante il primo anno di attività tu produca un fatturato totale di 20.000 €. Dal momento che il coefficiente di redditività a cui devi fare riferimento è del 78%, il 22% dei tuoi ricavi non verranno tassati poiché considerati come costi forfettari. Lo Stato, dunque, ipotizza che durante l’anno tu abbia avuto spese di gestione pari a 4.400 €. Di conseguenza, l’aliquota del 5% o del 15% verrà applicata al 78% dei tuoi ricavi, ovvero 15.600 €.

Nel primo caso, andresti a pagare 780 €, mentre nel secondo verseresti 2.340 €.

Leggi anche: Partita IVA istruttore di tennis: come aprirla in regola con il fisco

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, invece, per versarli dovrai iscriverti alla gestione INPS artigiani e commercianti, che prevede una quota contributiva fissa di circa 3.800 € all’anno. Oltre a questo versamento, suddiviso in quattro rate, dovrai effettuarne anche un altro in base al tuo reddito: per l’eccedenza sul minimale reddituale di 15.953 € sarai obbligato/a a versare il 24% di contributi. Fortunatamente, però, nel regime forfettario avrai la possibilità di richiedere una riduzione del 35% su entrambe le quote.

In conclusione

In questo articolo ti ho spiegato in maniera semplice come dovresti agire per avviare la tua attività di promotore finanziario in proprio. Tuttavia, sono consapevole del fatto che, una volta conosciuti gli enormi vantaggi del regime forfettario, avrai voglia di saperne di più.

Beh, fortunatamente sei capitato nel posto giusto: mi occupo di consulenza fiscale e contabile da parecchio tempo, e da alcuni anni ho deciso di specializzarmi proprio in questo regime fiscale, analizzandone ogni particolarità e aggiornandomi in continuazione.

Se hai bisogno di conoscere informazioni più dettagliate, puoi contare sul mio aiuto.

Compila il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it. Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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Ti ricordo che, per qualsiasi tipo di considerazione, hai la possibilità di commentare questo articolo.

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A presto
Giampiero Teresi

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