Il binomio lavoro dipendente con partita IVA diventa più accessibile: ecco cosa prevede il nuovo limite di 35.000 € nel regime forfettario, requisiti, efficacia temporale e scenari pratici
Fino al 31 dicembre 2024 il criterio era semplice: chi percepiva redditi da lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000 € nell’anno precedente non poteva accedere al regime forfettario né mantenerlo. Era una delle cause automatiche di esclusione indicate all’articolo 1 comma 57 lett. d‑ter della legge n. 190/2014. Ciò significava che molti lavoratori con un contratto stabile e retribuzioni medio‑alte non potevano affiancare un’attività autonoma in forfettario, a meno che il rapporto dipendente fosse cessato durante l’anno precedente.
Dal 2025 il lavoro dipendente può essere fino a 35.000 € senza perdere il forfettario
La Legge di Bilancio 2025 ha innalzato questa soglia da 30.000 € a 35.000 € per l’anno 2025, creando una vera e propria “finestra” temporanea di possibilità. In pratica, se nel 2024 hai percepito redditi da lavoro dipendente (o pensione, assimilati) fino a 35.000 €, potrai aprire o continuare una partita IVA in regime forfettario nel 2025, senza perdere i suoi vantaggi.
Lavoro dipendente: per chi vale il nuovo limite di 35.000 €
Il nuovo limite riguarda il reddito lordo annuale derivante da rapporto di lavoro dipendente o assimilati (compensi da pensione, collaborazione coordinata ecc.), percepito nell’anno precedente. Se tale reddito non supera 35.000 €, l’accesso o la permanenza nel regime forfettario è legittimo.
Importante: il limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente, a patto che non siano stati percepiti altri redditi assimilati superiori alla soglia.
Regime forfettario e lavoro dipendente: come funziona la compatibilità
Grazie al nuovo limite, sempre più lavoratori possono affiancare un’attività autonoma mantenendo la partita IVA in regime forfettario. Ciò permette di applicare un’imposta sostitutiva agevolata (5% per i primi 5 anni, poi 15%) sui redditi da freelance o impresa fino al limite di ricavi di 85.000 €. I redditi da lavoro dipendente tassati separatamente con ritenute in busta paga non precludono più l’accesso purché rimangano entro il tetto.
Lavoro dipendente e partita IVA: cosa cambierà nel 2026?
Secondo alcuni interpretazioni, la soglia a 35.000 € è una misura valida solo per il 2025. Dal 2026 tornerebbe la soglia ordinaria di 30.000 €, a meno di futuri interventi legislativi. Bisogna quindi monitorare eventuali novità normative nei prossimi mesi. Si tratta dunque di una finestra di opportunità, utile per chi intende avviare ora un’attività autonoma mantenendo il lavoro dipendente in parallelo.
Lavoro dipendente e regime forfettario: scenari pratici nel nuovo contesto
Supponiamo che nel 2024 tu abbia percepito 33.000 € da lavoro dipendente continuativo. Con il nuovo limite del 2025 potrai accedere al regime forfettario e fatturare come libero professionista o impresa fino a 85.000 €, senza perdere il regime agevolato. Se invece la tua retribuzione arriva a 37.000 €, l’accesso resta precluso e dovrai applicare il regime ordinario.
Se il contratto dipendente è cessato nel corso del 2024, anche un reddito oltre 35.000 € non costituisce causa di esclusione, purché non ci siano percepimenti da altri rapporti.
Vantaggi concreti del nuovo limite sul lavoro dipendente
Grazie all’innalzamento del limite a 35.000 €, molti professionisti con un impiego stabile possono testare un’attività autonoma risparmiando imposte, evitano adempimenti IVA e IRAP e godono della semplificazione contabile del forfettario. Questa misura amplia la platea dei beneficiari, soprattutto fra coloro che vogliono avviare un secondo lavoro senza rinunciare alla stabilità economica di uno stipendio fisso.
Requisiti per mantenere il regime forfettario con lavoro dipendente
Occorre verificare annualmente due soglie: il reddito da lavoro dipendente (nel 2024 deve restare entro 35.000 € per poter usare il regime nel 2025) e il limite di ricavi/compensi da attività autonoma (fino a 85.000 €). In caso di superamento di una qualsiasi soglia, si decade dal regime e si passa automaticamente a quello ordinario nell’anno successivo.
Inoltre, il rapporto dipendente non deve essere prevalente (non ci devono essere condizioni di dipendenza mascherata) rispetto ai ricavi della partita IVA. Il codice ATECO e le modalità operative devono mostrare un vero lavoro autonomo distinto
Errori da evitare: lavoro dipendente e forfettario non si sommano
Un errore comune è pensare che il reddito da lavoro dipendente si sommi a quello da partita IVA per calcolare il tetto dei 85.000 €. In realtà, il limite di 85.000 € riguarda solo ricavi/compensi della partita IVA. È il reddito da lavoro dipendente, invece, che va monitorato separatamente per non superare 35.000 €. Questa confusione può portare a errori: non si deve sommare stipendio e compensi ai fini del limite dei ricavi.
Cosa fare se si supera il limite di lavoro dipendente
Se il tuo reddito da lavoro dipendente nel 2024 supera 35.000 €, non potrai avvalerti del regime forfettario nel 2025. In questo caso è necessario optare per il regime ordinario, con IVA, contabilità semplificata o ordinaria, IRPEF a scaglioni. È importante agire tempestivamente, comunicando l’opzione al modello AA9/12 o AA7/10 in fase di apertura o variazione partita IVA.
Se invece il superamento avviene nel 2025 e si prevede superamento anche nel 2024 per il 2026, il limite torna a essere 30.000 €, a meno di una nuova proroga.
Conclusioni
Il nuovo limite di reddito da lavoro dipendente a 35.000 € rappresenta un’opportunità importante nel 2025 per chi vuole affiancare un’attività autonoma alla stabilità di un contratto. Grazie a questa misura, più contribuenti possono accedere al regime forfettario, mantenendo vantaggi fiscali e semplificazione contabile. Tuttavia, resta fondamentale monitorare attentamente le soglie ogni anno, rispettare i requisiti e pianificare con attenzione la gestione fiscale. Se il lavoro dipendente è destinato a crescere oltre 30.000 €, è prudente considerare un’uscita dal regime in vista del probabile ritorno di tale soglia nel 2026
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