Le criptovalute vanno dichiarate

Le criptovalute vanno dichiarate? Cosa dice la normativa italiana

Tutto ciò che devi sapere sulla dichiarazione delle criptovalute in Italia

Se aprire Partita IVA non è stato il tuo unico investimento e hai acquistato (o, meglio ancora, minato) delle criptovalute, probabilmente ti interessa sapere se il tuo gruzzolo è soggetto a obbligo di dichiarazione o meno al fisco.

Di questo tema si è iniziato a parlare solo di recente a causa del boom che le crypto hanno conosciuto negli ultimi due anni. In questo articolo scoprirai se e come vanno dichiarati gli importi di denaro virtuale da te posseduti, e a quali rischi vai incontro se non lo fai.

Le criptovalute vanno dichiarate nel 730 e nel modello Unico?

Da diversi anni, ormai, il mondo delle criptovalute si è trasformato da fenomeno di nicchia a fenomeno di massa. Se prima del 2020 moltissime persone ignoravano addirittura l’esistenza del Bitcoin, padre di tutte le crypto, oggigiorno chiunque legga i quotidiani o segua i telegiornali sa che esistono delle valute digitali.

Magari anche tu hai subito il fascino di questa opportunità di investimento e, parallelamente alla tua attività lavorativa da dipendente o di libero professionista con Partita IVA forfettaria, ordinaria o semplificata, hai deciso di acquistare Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute con la speranza di realizzare un utile.

Poiché quello delle crypto è un mercato estremamente volatile, molti investitori ci hanno intravisto una grande opportunità. Molti di loro, però, non si sono posti il problema di dover dichiarare le loro coin nel modello 730 o nel modello Unico. A dirla tutta, su questo argomento la confusione ha regnato per anni perché dal punto di vista normativo mancavano dei passaggi. Di conseguenza, era tendenza comune credere che sulle criptovalute non pendesse alcun obbligo di dichiarazione né di tassazione.

Beh, le cose non stanno così; ad ogni modo, parlerò in maniera approfondita della tassazione sulle criptovalute in uno dei miei prossimi articoli. L’obiettivo di questo contenuto, infatti, è darti dei chiarimenti in merito all’obbligo di dichiarare le tue crypto, che in Italia è sancito dall’articolo 4 del DLG 167/90.

Vediamo, dunque, in che modo dovrai dichiarare le valute digitali al fisco.

Leggi anche: Partita IVA baby parking: come aprirla e quale regime fiscale adottare

Come si dichiarano le criptovalute

La legge che ho menzionato alla fine del paragrafo precedente riguarda gli investimenti e le attività estere. Ora, sebbene le criptovalute non vengano definite come valuta estera, dal punto di vista fiscale il comportamento da adottare con esse è lo stesso; pertanto, dovrai inserire le tue criptovalute nella tua dichiarazione dei redditi specificando il loro valore a inizio anno e quello a fine anno.

Questo vale per qualsiasi importo tu detenga non solo negli exchange, ovvero quelle piattaforme in cui è possibile scambiare e fare holding di crypto, ma anche per i tuoi investimenti detenuti in chiave privata. Fino a qualche anno fa molti crypto-investitori avevano il dubbio che le valute conservate in una chiave privata dovessero essere dichiarate solamente per importi superiori a 15.000 €.

In realtà, non esiste alcun limite quantitativo e, anche se possiedi una quantità esigua di criptovalute in un wallet o in una chiavetta, dovrai dichiararle dalla prima all’ultima. La sezione destinata alla dichiarazione dei tuoi investimenti in crypto è il quadro RW, presente sia nel modello Unico sia nel 730.

Un chiarimento è doveroso: tale obbligo ha come finalità il monitoraggio fiscale. La tassazione, infatti, avverrà solo in alcuni casi specifici.

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Cosa succede se non dichiari le criptovalute

Se detieni Bitcoin o altre valute su Binance, Crypto.com o altri exchange, ti consiglio vivamente di parlarne con il tuo commercialista in modo da presentare la tua dichiarazione dei redditi in maniera completa e corretta.

La mancata dichiarazione delle crypto nel quadro RW, infatti, comporta dei rischi. Se dovessi subire dei controlli e dovessero emergere irregolarità subirai una multa di 258 €, alla quale verranno applicate sanzioni che vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati.

Stai leggendo questo articolo solo dopo avere già fatto la dichiarazione dei redditi e non hai citato le tue criptovalute? Per tua fortuna esiste la possibilità di rimediare: compilando il quadro RW in modo tardivo entro 90 giorni dalla scadenza potrai auto-liquidare le sanzioni entro un anno e pagherai solamente 1/10 del loro importo.

Leggi anche: Partita IVA per la cura delle pubbliche relazioni: aprila nel regime forfettario

In conclusione

Il mondo delle criptovalute è molto più complesso di quello che sembra, specialmente da quando la sua fama è aumentata. In questo articolo ti ho messo al corrente del fatto che questi investimenti siano soggetti a obbligo di dichiarazione. Prossimamente, ti parlerò di un argomento ancora più importante, ovvero della loro tassazione.

Se hai curiosità o dubbi in merito alla dichiarazione delle crypto o ad altri aspetti fiscali, non esitare a contattarmi. Da diversi anni mi dedico al regime forfettario e offro un servizio di consulenza online a tutti i professionisti che operano o voglio operare con questo regime fiscale.

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A presto
Giampiero Teresi

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