Dal vecchio 96.09.05 al nuovo 96.99.93 codice ateco wedding planner: tutto quello che devi sapere su come aggiornare la Partita IVA, gestire fatturazione e contributi, e valorizzare al meglio la tua attività di wedding planner.
Wedding Planner: Nuovo Codice Ateco 2025
Organizzare un matrimonio non significa soltanto preparare fiori, bomboniere e banchetti: implica una vera e propria direzione d’orchestra di fornitori, location, allestimenti, coordinamento logistico e gestione delle emergenze. Il wedding planner è la figura professionale che prende in carico questo complesso progetto, offrendo consulenza stilistica, negoziazione dei contratti, supervisione dell’evento e post-event debriefing. Fino al 2024 l’attività veniva classificata sotto il codice 96.09.05 – Attività di organizzazione di convegni e fiere nca, un ombrello troppo ampio che includeva ogni forma di evento aziendale e fiere, generando confusione nella definizione dei requisiti e nell’accesso a incentivi specifici per i servizi matrimoniali. Con il nuovo codice ATECO 96.99.93 – Attività di organizzazione di matrimoni e cerimonie finalmente nasce una categoria dedicata che rispecchia la natura unica di questa professione.
Dal vecchio al nuovo codice ATECO wedding planner
Il passaggio dal 96.09.05 al 96.99.93 non è un mero aggiornamento numerico, ma un vero riconoscimento giuridico e fiscale del wedding planner come professione specializzata. Il vecchio codice, infatti, includeva all’interno della stessa categoria agenzie di viaggi, organizzatori di eventi sportivi e congressuali, e non leggeva la specificità delle cerimonie nuziali, con le loro dinamiche di pianificazione a lungo termine, budget variabili e forte componente emotiva. Il nuovo codice individua esplicitamente chi si occupa della gestione di matrimoni, dal primo incontro con gli sposi fino all’ultima ora del ricevimento, distinguendo questa attività dai generici servizi di intrattenimento e dagli eventi aziendali. Grazie a questa codifica, le istituzioni possono predisporre bandi dedicati, i commercialisti offrono consulenza più mirata e i professionisti accedono a formazione specialistica.
Le prestazioni incluse nel nuovo codice 96.99.93
Con il nuovo codice ATECO wedding planner, rientrano tutte le fasi di produzione dell’evento nuziale: la consulenza iniziale per definire stile, tema e budget, la ricerca di location, catering e fornitori, la pianificazione del cronoprogramma, l’allestimento scenografico, il coordinamento dei fornitori il giorno del matrimonio e la gestione degli imprevisti. Vi si includono anche i servizi di design grafico per partecipazioni e segnaposto, la supervisione delle prove menù e l’organizzazione di eventi collaterali come addii al nubilato o ricevimento di prova. In questo modo il wedding planner esercita un’attività professionale articolata, con competenze di project management, negoziazione commerciale, design e comunicazione interpersonale, tutte riconosciute fiscalmente sotto un unico codice.
Fatturazione, IVA e modalità operative
Nel regime ordinario, il wedding planner emette fatture elettroniche con applicazione dell’IVA al 22 % su tutte le prestazioni incluse. La fattura deve riportare la descrizione accurata delle attività svolte, il codice ATECO 96.99.93 e l’aliquota applicata. In regime forfettario, invece, non si addebita l’IVA in fattura e non si detrae l’imposta sugli acquisti, ma si utilizza la fatturazione elettronica inviando al Sistema di Interscambio (SdI) il file XML con la dicitura “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, L. 190/2014”. Il cliente paga l’importo lordo pattuito, mentre l’organizzatore versa l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario, calcolato attraverso l’apposito coefficiente di redditività previsto per il codice 96.99.93.
Gli adempimenti contabili e la conservazione elettronica
Anche in regime forfettario, dove la contabilità è semplificata, rimangono alcuni obblighi ineludibili. Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente secondo le linee guida AgID, entro il quindicesimo mese successivo all’emissione, e conservate per dieci anni. Nel regime ordinario, si tengono anche i registri IVA vendite e acquisti, mentre nel forfettario non è necessario. Tuttavia, è sempre consigliabile adottare un gestionale in cloud che archivi automaticamente i documenti e generi report utili per la dichiarazione annuale. Questo riduce drasticamente il rischio di smarrimento e garantisce rapidità in caso di controlli fiscali.
Aspetti previdenziali: contributi INPS per il codice ateco wedding planner
Il wedding planner, se lavoratore autonomo senza albo, è iscritto alla Gestione Separata INPS. L’aliquota contributiva 2025 è pari al 25,72 % sul reddito imponibile. Contrariamente alla Gestione Commercianti o Artigiani, non sussiste un contributo minimo fisso: i versamenti si calcolano esclusivamente in proporzione ai compensi. Le scadenze fiscali prevedono il versamento del 40 % in acconto entro il 16 giugno, il 60 % in seconda rata entro il 30 novembre e il saldo entro il 16 giugno dell’anno successivo. Pianificare correttamente questi importi è fondamentale per non incorrere in sanzioni e mantenere una positiva gestione della liquidità.
Regime forfettario: perché è adatto per un wedding planner
Il regime forfettario si sposa perfettamente con la natura del business del wedding planner. Innanzitutto consente di non applicare l’IVA, semplificando la lettura delle tariffe per gli sposi e riducendo i cicli di fatturazione. La soglia di 85 000 € di fatturato annuo è facilmente compatibile con le tariffe medie di un piano base di organizzazione matrimonio, e l’applicazione dell’imposta sostitutiva riduce l’incidenza fiscale effettiva, soprattutto nei primi cinque anni in cui l’aliquota può scendere al 5 % per i nuovi contribuenti. Inoltre, la contabilità semplificata libera risorse da destinare alla creatività e al marketing, anziché alla burocrazia. Le normative vigenti non richiedono registri IVA né liquidazioni periodiche, e la dichiarazione precompilata rende ancora più rapido l’adempimento finale. Tutto questo permette al wedding planner di concentrarsi sulla gestione del progetto, migliorando la qualità del servizio e la soddisfazione dei clienti.
Conclusione
Il nuovo codice ATECO 96.99.93 wedding planner segna un punto di svolta per chi opera nell’organizzazione di matrimoni, riconoscendo la professionalità e la complessità di un mestiere in continua evoluzione. Adeguare la Partita IVA, comprendere la gestione dell’IVA in regime forfettario e ordinario, rispettare gli adempimenti sanitari e previdenziali, e sfruttare le opportunità digitali sono passaggi imprescindibili per costruire un’attività solida e competitiva. L’adozione del regime forfettario, in particolare, offre una semplificazione fiscale e contabile che libera tempo e risorse, consentendo al wedding planner di dedicarsi alla parte creativa e al rapporto con gli sposi, senza rinunciare a un inquadramento giuridico chiaro e vantaggioso.
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