Ecco perché dovresti adottare il regime forfettario per pubblicare i tuoi libri o articoli
Aprire Partita IVA senza commettere errori è difficile quanto vincere un premio letterario usando il linguaggio di Luca Giurato. Se non hai idea di quali siano le azioni da compiere per svolgere la professione di scrittore in proprio, la tua attività potrebbe assumere le sembianze del più spaventoso dei romanzi di Stephen King, dove al posto di mostri e killer psicopatici ci sarebbero ispettori tributari, avvocati agenzie di recupero crediti.
Sì, perché anche il più banale degli errori in fase di avvio può costarti caro sia in termini legali sia dal punto di vista pecuniario.
Nelle prossime righe ti spiegherò come aprire la tua Partita IVA da scrittore senza lasciare nulla al caso e alle condizioni fiscali migliori.
Partita IVA da scrittore: come aprirla scegliendo il codice ATECO giusto
La passione per la scrittura, spesso e volentieri, si trasforma in un lavoro. Non tutti gli scrittori, però, scelgono o hanno la possibilità di svolgere questa professione da dipendenti. Se sei tra questi, è probabile che tu stia prendendo in considerazione l’ipotesi di aprire una Partita IVA per poter scrivere e pubblicare i tuoi articoli o i tuoi libri.
Per avviare questo tipo di attività con Partita IVA dovrai compilare un modulo denominato ‘modello AA9/12‘, disponibile su Internet, e inoltrarlo all’Agenzia delle Entrate, ente preposto alla gestione di tali pratiche. Sebbene esista la possibilità di recarsi personalmente presso l’ufficio territoriale più vicino o di inviare il modulo tramite raccomandata, nella maggior parte dei casi l’apertura della Partita IVA si effettua online.
“Quindi posso fare tutto da solo in maniera semplice?”
Beh, non esattamente. Certo, puoi scegliere di operare in autonomia ma, dal momento che questa procedura implica alcune decisioni molto importanti che influenzeranno in maniera massiccia lo svolgimento del tuo lavoro, il mio consiglio è di rivolgerti a un buon commercialista.
Questo, non solo per avere un consulto preventivo con un professionista in materia fiscale e capire se esistono le basi per avviare un’attività sostenibile, ma anche per evitare di commettere errori ed effettuare scelte sbagliate, in particolare in merito a due aspetti: il codice ATECO e il regime fiscale.
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Il codice ATECO serve a regolamentare il tipo di attività che una Partita IVA può svolgere; un errore in fase di comunicazione ti esporrà al rischio di subire una multa salata in caso di controlli, ed è per questo che ci tengo a informarti che il codice da adoperare per l’attività di scrittore è: 90.03.09 – altre creazioni artistiche e letterarie.
La scelta del regime fiscale che adotterai è ancora più importante, dato che da esso dipenderanno gli adempimenti fiscali e gestionali a cui dovrai ottemperare. Attualmente, nel nostro Paese esistono tre tipi di regime fiscale:
- il regime ordinario;
- il regime semplificato;
- il regime forfettario.
È un dato di fatto che, specialmente per le nuove attività, la Partita IVA forfettaria rappresenti la scelta più profittevole. Scopriamo perché.
Scrittore a regime forfettario: questi i vantaggi gestionali e contabili
Per adoperare questo regime fiscale è necessario possedere determinati requisiti; principalmente, occorre rispettare un limite di fatturato annuo che, allo stato attuale, è fissato a 65.000 €.
Aprendo la Partita IVA a regime forfettario, nell’esercitare la tua professione di scrittore/scrittrice potrai godere di importanti agevolazioni e semplificazioni. Una delle più significative è l’esenzione dall’IVA, grazie alla quale non sarai tenuto/a ad applicare l’imposta sul valore aggiunto ai tuoi compensi né a effettuare le liquidazioni periodiche e le dichiarazioni.
Piccola parentesi: potrebbe interessarti il mio nuovo libro.
Si intitola Regime Forfettario 2020 ed è un manuale che ti spiegherà tutto ciò che devi necessariamente sapere prima di aprire la tua Partita IVA. Ti svelerò anche in che modo potresti risparmiare migliaia di euro in tasse ogni anno. È in vendita esclusivamente su Amazon sia in versione cartacea (15,50 €) sia in versione e-book (9,90 €)
Inoltre, avrai anche i seguenti benefici:
- l’esenzione dalla ritenuta d’acconto;
- l’esonero dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi;
- l’esonero dalla fatturazione elettronica;
- l’esenzione dal versamento dell’IRAP e delle addizionali comunali e regionali;
- l’esonero dallo spesometro e dai modelli ISEE;
- l’esonero dagli studi di settore.
Molte seccature in meno, dunque, ma anche tanti soldini risparmiati. E questo è niente. Hai presente quando durante la lettura di un libro arriva il momento in cui hai l’impressione che, voltando pagina, scoprirai qualcosa di veramente importante? Non so, il nome dell’assassino o qualsiasi altro tipo di mistero?
Ecco, nel prossimo paragrafo scoprirai l’aspetto più interessante (e conveniente) del regime forfettario.
Tasse e contributi: quanto paga uno scrittore con la Partita IVA forfettaria?
Ho pochi dubbi sul fatto che davanti alla prospettiva di aprire la Partita IVA ti sia posto il problema di quante tasse andrai a pagare. Beh, ti farà piacere sapere che il regime forfettario prevede la tassazione più conveniente d’Italia, con un’aliquota unica del 15%, riducibile addirittura al 5% per le nuove attività per i primi cinque anni.
Questa flat tax si applica al fatturato lordo che, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario e semplificato, non si calcola deducendo i costi aziendali ma affidandosi al coefficiente di redditività. Questo strumento non è altro che un valore percentuale che lo Stato assegna a ogni codice ATECO per determinare l’importo soggetto a tassazione; nel tuo caso, il coefficiente di redditività è del 67%.
Per aiutarti a comprendere come funziona ti farò un semplice esempio.
Ipotizziamo che durante il primo anno di attività tu riesca a fatturare 10.000 €; per capire quante tasse pagherai dovrai moltiplicare i tuoi ricavi totali per il tuo valore di riferimento (10.000 € x 67% = 6.700 €). In base a questo calcolo, dovrai applicare la flat tax a 6.700 € perché lo Stato ipotizza in maniera forfettaria che le tue spese siano pari al 33% del tuo fatturato totale. Pertanto, con un’aliquota del 5%, pagherai 335 €di imposte. Facile, no?
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Oltre alle tasse, però, dovrai versare anche i tuoi contributi previdenziali; poiché la tua professione non ha né un albo né una cassa di riferimento, dovrai iscriverti alla gestione separata INPS che prevede un versamento annuale del 25,98% da calcolare sul fatturato lordo. Prendendo in considerazione l’esempio di prima, dovrai dunque versare 1.740,66 € per il tuo fondo pensionistico.
La gestione separata INPS è molto conveniente perché non include quote fisse: se, ipoteticamente, non dovessi fatturare nulla, non dovrai versare alcun contributo.
Per concludere
In questo articolo ti ho esposto i principali vantaggi a cui avrai accesso se deciderai di avviare la tua attività di scrittore adottando il regime forfettario. Probabilmente la possibilità di non avere a che fare con molte seccature burocratiche e di pagare le imposte più basse d’Italia ha stimolato in te un certo interesse e ora vorresti saperne di più.
In particolare, presumo tu voglia sapere se sei in possesso di tutti i requisiti per aprire una Partita IVA forfettaria e accedere alla flat tax ridotta (aliquota start up). Beh, hai trovato la persona giusta: da diversi anni mi occupo esclusivamente del regime forfettario studiandone le casistiche e tenendomi costantemente aggiornato sulle novità che lo riguardano.
Con il mio servizio di consulenza fiscale online ti aiuterò a ottenere tutte le informazioni di cui hai bisogno.
Compila il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it. Sarò io stesso a richiamarti nel giro di qualche ora per chiarire qualsiasi dubbio (tariffe comprese).

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A presto
Giampiero Teresi
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