Scopri qual è l’opzione più conveniente per svolgere questa attività in autonomia
Svolgere la professione di maestro di danza con Partita IVA senza avere conoscenze in materia fiscale è un po’ come tentare di fare un rond de jambe fouetté alla prima lezione. (Cosa sono quei bernoccoli che hai sulla testa?)
Anche aprendo una Partita IVA ti basterà fare il minimo passo falso per iniziare a roteare come una trottola e cascare in terra, ma al posto di qualche livido, ti ritroverai con il conto vuoto a causa di multe, sanzioni e tasse altissime.
In questo articolo ti spiegherò come avviare la tua attività di maestro (o maestra) di danza senza commettere errori e ti svelerò come pagare meno tasse grazie al regime forfettario.
Come aprire Partita IVA da maestro di danza
La tua passione per la danza ti ha portato a conseguire la qualifica di istruttore/istruttrice e ti piacerebbe svolgere questa professione con Partita IVA? Una decisione del genere ti permetterebbe sia di collaborare con una o più scuole di ballo sia di aprirne una tutta tua, ma per aprire Partita IVA senza lasciare nulla al caso faresti bene a richiedere la consulenza di un buon commercialista.
Infatti, sebbene la procedura per ottenere il tuo numero di Partita IVA sia abbastanza rapida e priva di costi, ci sono diversi aspetti che potresti non conoscere.
Per richiedere questo codice numerico che ti identifica fiscalmente è necessario compilare un modulo (il modello AA9/12) e presentarlo all’Agenzia delle Entrate per via telematica, tramite raccomandata o recandoti direttamente presso uno sportello dell’ufficio territoriale dell’ente.
All’interno del modello AA9/12 dovrai inserire i tuoi dati fiscali e anagrafici, il nome e la sede della tua attività, il codice ATECO e il regime fiscale che intendi adoperare. Ecco, per questi due aspetti – data la loro importanza – potresti aver bisogno di una guida.
Il codice ATECO cambia in base al tipo di attività che un professionista o un lavoratore svolge con Partita IVA, ed è fondamentale non commettere errori nella sua indicazione; in caso di controlli, infatti, un codice errato porta a sanzioni piuttosto pesanti. Per i maestri di danza, il codice ATECO giusto è: 85.52.01.
Leggi anche: Intermediario assicurativo e regime forfettario: perché adottare questo regime fiscale
Ancora più importante, però, è la scelta del regime fiscale, poiché da essa dipenderà la gestione fiscale e contabile della tua attività. Attualmente, il regime fiscale più conveniente per iniziare a svolgere questa professione in proprio è il regime forfettario.
I principali vantaggi per i maestri di ballo nel regime forfettario
In Italia – qualora non lo sapessi – esistono tre tipi di regime fiscale: ordinario, semplificato e, appunto, forfettario. Per poter adottare quest’ultimo è necessario essere in possesso di alcuni requisiti, i più importanti dei quali sono:
- il rispetto del limite di fatturato annuo (65.000 €);
- il rispetto del limite di spese annuali per dipendenti e collaboratori (20.000 €);
- il rispetto del limite di reddito proveniente da lavoro subordinato (30.000 €).
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Se avrai le carte in regola per adottare il regime forfettario, potrai usufruire di diverse agevolazioni e semplificazioni. Ecco quali sono le più importanti:
- esenzione dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto;
- esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica;
- esenzione dal versamento dell’IRAP;
- esenzione dal pagamento delle addizionali comunali e regionali;
- esonero dallo spesometro;
- esonero dagli studi di settore e dal modello ISEE.
Insomma, fare il maestro di ballo a queste condizioni è molto conveniente, non credi? E non ti ho ancora parlato dell’aspetto più profittevole che deriva dall’apertura di una Partita IVA forfettaria…
Tasse e contributi INPS per un maestro di danza
Come tutti coloro i quali riflettono sull’opportunità di aprire Partita IVA, probabilmente anche tu poni in cima alla lista dei tuoi pensieri il discorso relativo alle tasse. Beh, devi sapere che aprendo Partita IVA nel regime forfettario avrai accesso alla tassazione più bassa d’Italia e tra le più basse d’Europa.
Questo regime fiscale, infatti, è caratterizzato da un’aliquota sostitutiva fissa del 15%. Ma c’è di più: le nuove attività, per i primi cinque anni, possono ottenere una riduzione e versare solamente il 5% di imposte!
Considera che, nel regime ordinario e semplificato, si parte da una tassazione minima del 23% per arrivare fino al 43% in base al reddito prodotto; questo ti fa capire quanto sia vantaggioso il regime agevolato dal punto di vista fiscale.
In più, per calcolare l’imponibile, non dovrai dedurre i costi sostenuti perché questi vengono esclusi in maniera forfettaria in base al coefficiente di redditività che, nel tuo caso, è del 78%; ciò vuol dire che, a fine anno, per ottenere il fatturato lordo su cui pagherai le imposte, dovrai moltiplicare il tuo fatturato totale per questo valore percentuale.
Niente di più semplice.
Leggi anche: Partita IVA da artigiano: quanto costa e come pagare meno tasse
Dal punto di vista contributivo, invece? Beh, dal momento che potresti fornire prestazioni lavorative sia ad associazioni sportive sia a privati cittadini, dovrai versare i tuoi contributi a due diverse casse: nel primo caso all’ex Enpals, nel secondo alla gestione separata INPS.
L’ex Enpals prevede una contribuzione pari al 33% del compenso giornaliero, di cui il 9,19% sarà a tuo carico e il 23,81% sarà a carico del committente; la gestione separata, invece, prevede il versamento del 25,98% del tuo reddito lordo.
In conclusione
Leggendo questo articolo, avrai certamente preso coscienza di quanto il regime forfettario sia conveniente rispetto agli altri tipi di inquadramento fiscale; tuttavia, prima di fantasticare su una sua adozione, ti servirà sapere se possiedi tutti i requisiti richiesti.
E immagino tu non veda l’ora di scoprirlo… Beh, nessun problema. In questo, posso aiutarti io con una consulenza gratuita. Da diversi anni offro un servizio di assistenza fiscale online a professionisti e ditte che operano con Partita IVA forfettaria e, di questo regime fiscale, conosco tutte le particolarità e le casistiche.
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A presto
Giampiero Teresi
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