Intermediario assicurativo e regime forfettario: perché adottare questo regime fiscale

I vantaggi di aprire la Partita IVA nel regime forfettario per svolgere questa professione

Se vuoi avviare un’attività con Partita IVA, faresti bene a informarti bene sulle normative e sugli adempimenti fiscali. Fare questo passo senza le giuste conoscenze, infatti, ti mette di fronte a tantissimi rischi potenziali, come quello di sbagliare regime fiscale o codice ATECO, e le conseguenze possono essere molto pesanti.

In questo articolo voglio esporti i principali vantaggi a cui avresti accesso avviando l’attività di intermediario assicurativo adottando il regime forfettario.

Cosa fa un intermediario assicurativo

Sei attratto dal mondo delle assicurazioni e ti piacerebbe iniziare a lavorare in questo settore come intermediario? Per farlo dovrai necessariamente aprire Partita IVA, operazione per la quale ti consiglio vivamente di rivolgerti a un bravo commercialista.

Perché ti dico questo?

Beh, intanto perché consultare uno specialista della fiscalità prima di avventurarsi in un’esperienza di lavoro autonomo è sempre e comunque una decisione saggia. In più, nel settore assicurativo si fa spesso confusione sulle varie figure professionali e sulle loro mansioni.

Chiariamo subito un punto: un intermediario assicurativo non è un agente assicurativo. Quest’ultimo, infatti, oltre a far riferimento a un codice ATECO diverso, necessita anche di requisiti diversi rispetto a un sub agente o a un procacciatore.

Ecco, queste due figure professionali rientrano nella categoria degli intermediari (con codice ATECO 66.22.04) e il loro compito è esclusivamente informativo; scegliendo questa strada, su mandato di un agente o di un’agenzia assicurativa, ti occuperai di andare alla ricerca di nuovi clienti e di presentar loro i vari servizi offerti dalla società per conto di cui operi.

Leggi anche: Partita IVA da artigiano: quanto costa e come pagare meno tasse

Non potrai, però, concludere vendite né far firmare contratti ai clienti.

Per operare come intermediario assicurativo, oltre ad aprire la Partita IVA, dovrai possedere i requisiti morali e professionali: per soddisfare i primi ti sarà sufficiente non avere procedimenti penali in corso, per quanto riguarda i secondi, invece, dovrai avere un mandato da parte di un’agenzia assicurativa (o di un suo rappresentante) ed essere iscritto al R.U.I. (Registro Unico degli Intermediari).

Perché a un intermediario assicurativo conviene aprire la Partita IVA forfettaria

Quando aprirai la Partita IVA, dovrai scegliere quale regime fiscale adottare tra:

  • regime ordinario;
  • regime semplificato;
  • regime forfettario.

Se possiederai tutti requisiti, tra i quali il principale è il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €, ti consiglio ti optare per la terza soluzione. Aprire una Partita IVA forfettaria infatti ti consentirà di usufruire di una serie di semplificazioni contabili e agevolazioni fiscali.

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Tanto per cominciare, operando con il regime agevolato sarai esentato dalla ritenuta d’acconto e dall’IVA, il che ti darà modo di incassare sempre il 100% dei tuoi compensi e di essere molto più competitivo con i prezzi rispetto ai tuoi colleghi che operano in regime ordinario o semplificato.

Grazie a queste agevolazioni non sarai tenuta/o a registrare le fatture e i corrispettivi ma, soprattutto, a effettuare i versamenti per le liquidazioni periodiche, con un notevole risparmio annuale. Ma i vantaggi di cui usufruiresti aprendo una Partita IVA a regime forfettario non finiscono qui.

Vediamo quali sono gli altri:

  • esenzione dal pagamento dell’IRAP;
  • esonero dalla fatturazione elettronica;
  • esenzione dal versamento delle addizionali comunali e regionali;
  • esonero dall’obbligo di presentare lo spesometro e il modello ISEE;
  • esonero dagli studi di settore.

Quante tasse e contributi INPS paga un intermediario assicurativo forfettario

Gli aspetti di cui ti ho appena parlato sono indubbiamente importanti, ma sono sicuro che quello relativo alle tasse ti interesserà ancora di più. Devi sapere, infatti, che il regime forfettario prevede la tassazione più conveniente d’Italia, con un’aliquota sostitutiva unica del 15%, riducibile addirittura al 5% per le attività di nuova costituzione per i primi cinque anni.

Non è grandioso?

Nulla a che vedere con le aliquote previste negli scaglioni IRPEF del regime ordinario e semplificato. Tra l’altro, adottando questo inquadramento, non dovrai nemmeno dedurre i costi aziendali dai ricavi per ottenere l’imponibile; il calcolo del fatturato lordo, infatti, avviene in modo forfettario in base al coefficiente di redditività.

Questo valore percentuale assegnato dallo Stato a ogni attività serve per determinare l’importo a cui applicare la tassazione. L’intermediario assicurativo, per esempio, ha un coefficiente di redditività del 78%: ciò significa che, se avrai un fatturato di 10.000 €, dovrai versare le imposte su 7.800 € in automatico, senza considerare le spese aziendali effettivamente sostenute.

Leggi anche: Ceramista con Partita IVA: il regime forfettario è la scelta migliore

In merito ai contributi previdenziali, per versarli dovrai iscriverti alla gestione commercianti dell’INPS. Questa cassa prevede il pagamento di una quota fissa annuale di circa 3.800 € e di una quota sull’eccedente ai minimali di reddito di 15.953. La tua figura professionale, però, non è tenuta a versare i contributi fissi, perciò dovrai pagare esclusivamente in base al reddito prodotto in una misura del 24,09%.

Oltretutto, nel regime forfettario godrai della possibilità di richiedere all’INPS una riduzione del 35% sulle quote contributive.

In conclusione

Ora che conosci i vantaggi più significativi di questo regime fiscale, è facile che tu voglia andare in fondo alla questione e avere informazioni più dettagliate a riguardo.

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A presto
Giampiero Teresi

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