Quale regime scegliere? La scelta tra regime forfettario o ordinario è una delle decisioni più importanti per chi apre una partita IVA o gestisce un’attività autonoma. Non si tratta solo di una differenza tecnica, ma di una vera e propria strategia fiscale che può influenzare il guadagno netto, la gestione contabile e la crescita futura dell’attività.
Forfettario o ordinario: le differenze principali
Per capire davvero quale regime scegliere, è necessario partire dalle basi.
Nel confronto forfettario o ordinario, la differenza principale riguarda il modo in cui viene calcolato il reddito imponibile.
Nel regime forfettario, il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, senza considerare le spese reali. Questo significa che i costi sono “stimati” in modo forfettario.
Nel regime ordinario, invece, il reddito si calcola sottraendo i costi effettivi dai ricavi, permettendo una maggiore precisione fiscale.
Questa differenza è il punto centrale su cui si basa tutta la scelta tra forfettario o ordinario.
Forfettario o ordinario: tassazione a confronto
Uno degli aspetti più importanti riguarda la tassazione.
Nel regime forfettario, si applica un’unica imposta sostitutiva:
- 15% standard
- 5% per i primi cinque anni
Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP, rendendo il sistema estremamente semplice e spesso conveniente.
Nel regime ordinario, invece, si applicano le aliquote IRPEF progressive, che aumentano con il reddito, oltre alle addizionali regionali e comunali.
A prima vista, il confronto forfettario o ordinario sembra quindi favorire il forfettario. Tuttavia, non bisogna fermarsi solo alle percentuali.
Forfettario o ordinario e costi: il vero punto decisivo
Il vero elemento che determina la convenienza tra forfettario o ordinario è la gestione dei costi.
Nel regime forfettario, le spese non sono deducibili. Questo significa che anche se si sostengono costi elevati, non è possibile ridurre il reddito imponibile.
Nel regime ordinario, invece, tutte le spese inerenti all’attività possono essere dedotte, inclusi:
- affitti
- strumenti di lavoro
- consulenze
- investimenti
Se i costi reali sono elevati, il regime ordinario può diventare più conveniente, perché riduce la base imponibile.
Questo è uno degli aspetti più sottovalutati nel confronto forfettario o ordinario.
Forfettario o ordinario e IVA: cosa cambia davvero
Un’altra grande differenza riguarda l’IVA, spesso decisiva nella scelta.
Nel regime forfettario:
- non si applica l’IVA in fattura
- non si detrae l’IVA sugli acquisti
- non ci sono liquidazioni periodiche
Nel regime ordinario:
- l’IVA viene applicata ai clienti
- l’IVA sugli acquisti è detraibile
- sono richiesti adempimenti periodici
Questo significa che il forfettario è ideale per chi lavora con clienti privati, mentre l’ordinario è più vantaggioso per chi ha molti costi con IVA.
Forfettario o ordinario: limiti e soglie da considerare
Un altro elemento fondamentale nel confronto forfettario o ordinario è rappresentato dai limiti normativi.
Il regime forfettario prevede:
- limite di 85.000 euro di fatturato
- limiti su spese per dipendenti
- restrizioni su partecipazioni societarie
Superata questa soglia, si passa automaticamente al regime ordinario.
Questo significa che chi ha un’attività in crescita deve necessariamente confrontarsi con il passaggio tra forfettario o ordinario.
Forfettario o ordinario: esempio pratico di confronto
Per capire meglio, immaginiamo un caso concreto.
Un professionista con:
- ricavi: 40.000 euro
- costi reali: 18.000 euro
Nel regime forfettario, il reddito viene calcolato con il coefficiente (ad esempio 78%), quindi su circa 31.200 euro si applica la tassa.
Nel regime ordinario, invece, il reddito è dato da:
40.000 – 18.000 = 22.000 euro
In questo caso, nonostante la maggiore complessità, il regime ordinario potrebbe risultare più conveniente.
Questo esempio dimostra che la scelta tra forfettario o ordinario non può essere fatta senza analizzare i numeri reali.
Forfettario o ordinario: quando conviene il regime forfettario
Il regime forfettario è generalmente più conveniente quando:
- i costi sono bassi
- l’attività è basata sulle competenze personali
- si lavora con clienti privati
- si desidera una gestione semplice
In queste situazioni, la combinazione tra flat tax e semplificazione rende il forfettario estremamente vantaggioso.
Forfettario o ordinario: quando conviene il regime ordinario
Il regime ordinario, invece, diventa più interessante quando:
- i costi sono elevati
- si effettuano investimenti
- si lavora con aziende
- si supera frequentemente il limite di fatturato
In questi casi, la possibilità di dedurre i costi e detrarre l’IVA può compensare la maggiore tassazione.
Forfettario o ordinario: errori da evitare nella scelta
Uno degli errori più comuni nel confronto forfettario o ordinario è quello di basarsi solo sull’aliquota.
Molti scelgono il forfettario perché “si paga meno”, senza considerare:
- i contributi INPS
- i costi reali
- l’IVA
- la crescita futura
In realtà, la scelta corretta richiede una valutazione complessiva, non una decisione automatica.
Forfettario o ordinario: quale conviene davvero nel 2026
Nel 2026, il sistema fiscale è relativamente stabile:
- soglia forfettario confermata a 85.000 euro
- aliquote invariate
- struttura IRPEF stabile
Questo rende ancora più importante fare una scelta consapevole tra forfettario o ordinario, basata su:
- livello di fatturato
- struttura dei costi
- tipo di clienti
- prospettive di crescita
Non esiste una risposta universale: la convenienza dipende sempre dalla situazione individuale.
Conclusione
La domanda “Regime forfettario o ordinario: quale conviene di più?” non ha una risposta valida per tutti. Il regime forfettario è ideale per chi cerca semplicità e tassazione ridotta, soprattutto con costi contenuti. Il regime ordinario, invece, diventa più vantaggioso quando l’attività è strutturata e comporta spese significative. La vera chiave è analizzare attentamente la propria situazione, evitando scelte automatiche. Solo così il regime fiscale diventa uno strumento per ottimizzare i guadagni e sostenere la crescita.
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