Guida completa per aprire Partita IVA, fatturare correttamente e gestire l’attività professionale
La figura dell’Informatore scientifico è centrale nel settore farmaceutico e parafarmaceutico. Aziende, cliniche, laboratori e reti commerciali richiedono professionisti qualificati che illustrino caratteristiche, benefici e utilizzi dei prodotti destinati ai medici e agli operatori sanitari.
Negli ultimi anni, molti professionisti hanno iniziato a svolgere l’attività da autonomi, collaborando con più aziende contemporaneamente. In questo scenario, il regime forfettario per Informatore scientifico rappresenta una soluzione estremamente vantaggiosa perché riduce la complessità fiscale e permette una gestione molto più snella rispetto ai regimi ordinari.
In questa guida analizziamo in modo discorsivo e approfondito come funziona il regime forfettario per chi lavora come Informatore scientifico, dal codice ATECO alla fatturazione, fino agli esempi pratici di calcolo delle imposte.
Informatore scientifico: requisiti per aprire Partita IVA
L’Informatore scientifico che svolge attività continuativa e professionale deve aprire Partita IVA. Non è possibile lavorare tramite prestazione occasionale quando:
- si collabora stabilmente con aziende farmaceutiche o dispositivi medici;
- si visitano regolarmente studi medici e strutture sanitarie;
- si ricevono compensi periodici;
- l’attività rientra in un’organizzazione continuativa del lavoro.
Aprire Partita IVA permette all’Informatore scientifico di definire compensi, orari e modalità operative con maggiore autonomia.
Codice ATECO per Informatore scientifico
Il codice ATECO più utilizzato per l’attività di Informatore scientifico è:
74.90.99 – Altre attività professionali nca
Questo codice comprende attività non ricondotte ad altri gruppi specifici e viene impiegato diffusamente per informatori, agenti non commerciali, consulenti farmaceutici e figure affini.
Il coefficiente di redditività legato a questo codice è 78%, quindi nel regime forfettario viene tassato solo il 78% dei ricavi.
Vantaggi fiscali per chi opera come autonomo nel settore scientifico
Il regime forfettario per Informatore scientifico prevede:
- imposta sostitutiva al 5% nei primi cinque anni, se si rispettano i requisiti;
- imposta sostitutiva al 15% negli anni successivi;
- esenzione da IVA, IRPEF, IRAP;
- niente ritenuta d’acconto sulle fatture;
- semplificazione degli adempimenti.
Esempio di tassazione
Se un Informatore scientifico fattura 40.000 euro l’anno:
Reddito imponibile = 40.000 × 78% = 31.200 euro
Se applica l’aliquota del 5% nei primi 5 anni:
Imposta = 1.560 euro
Un risparmio significativo rispetto a un regime ordinario.
Contributi INPS per Informatore scientifico
L’Informatore scientifico non appartiene a un albo professionale, quindi rientra nella Gestione Separata INPS.
I contributi:
- si calcolano sul reddito imponibile;
- sono deducibili dal reddito IRPEF (se non si è in forfettario), ma nel forfettario non incidono sul calcolo della base imponibile;
- rappresentano una delle principali uscite annuali da pianificare.
Il vantaggio del forfettario è la possibilità di stimare i contributi in modo semplice durante l’anno.
Informatore scientifico e gestione delle spese nel forfettario
Nel regime forfettario per Informatore scientifico le spese non sono deducibili analiticamente.
Questo significa che:
- carburanti, spostamenti, pasti, materiali, strumenti digitali, formazione non incidono direttamente sulle tasse;
- eventuali rimborsi spese ricevuti dalle aziende sono considerati ricavo e rientrano nel limite degli 85.000 euro.
Per questo è essenziale contrattare compensi adeguati che tengano conto delle spese sostenute durante le visite mediche e le trasferte.
Come emettere fattura alle aziende farmaceutiche
L’Informatore scientifico emette fattura elettronica senza IVA e senza ritenuta, inserendo la dicitura:
“Operazione effettuata ai sensi del regime forfettario – Legge 190/2014”.
Rapporti con aziende estere
Molte aziende farmaceutiche hanno sedi in altri Paesi UE o extra-UE.
Il trattamento fiscale è il seguente:
- cliente UE con partita IVA → reverse charge, art. 7-ter;
- cliente UE senza partita IVA → prestazione fuori campo IVA;
- cliente extra-UE → prestazione non imponibile art. 7-ter.
Il forfettario non versa IVA, ma deve controllare eventuali ritenute alla fonte applicate da Paesi stranieri.
Perché la professione si presta bene al lavoro autonomo
L’attività dell’Informatore scientifico è perfettamente compatibile con il lavoro freelance perché:
- richiede autonomia organizzativa,
- permette di collaborare con più enti,
- non necessita di un’azienda propria strutturata,
- è fortemente basata su competenze individuali e relazione professionale.
Attenzione al limite dei ricavi
Chi lavora con grandi aziende rischia facilmente di avvicinarsi agli 85.000 euro annui. È fondamentale monitorare mensilmente i ricavi.
Rischio di rapporto parasubordinato
Se l’azienda impone orari rigidi, target rigidi o attività paragonabili a un lavoro dipendente, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare il rapporto.
L’Informatore scientifico deve mantenere autonomia professionale.
Come distinguersi nel mercato farmaceutico
Un professionista autonomo deve investire nella propria immagine e nelle proprie capacità, anche senza poter dedurre analiticamente i costi.
Le aree più strategiche sono:
Comunicazione e public speaking
Poiché l’Informatore scientifico dialoga con medici e direttori sanitari, la comunicazione persuasiva è essenziale.
Conoscenza normativa
Regolamenti farmaceutici, procedure di farmacovigilanza, compliance.
Aggiornamento scientifico continuo
L’aggiornamento costante aumenta la credibilità professionale.
Come gestire ricavi, spese e adempimenti
Scenario realistico
Luca è un Informatore scientifico che collabora con due aziende farmaceutiche.
Fattura:
- 30.000 euro da un’azienda;
- 18.000 euro dall’altra.
Totale 48.000 euro.
Reddito imponibile = 48.000 × 78% = 37.440 euro
Imposta (5%) = 1.872 euro
Luca pianifica ogni mese i contributi INPS e mantiene una riserva finanziaria per spese di auto, alloggi e trasferte. Grazie alla gestione forfettaria, la contabilità rimane semplice e i costi fiscali sono contenuti.
Conclusione
Per un Informatore scientifico, il regime forfettario rappresenta una scelta strategica: semplifica la burocrazia, riduce la tassazione, permette di collaborare con più aziende e rende la professione più flessibile e sostenibile.
Con una corretta gestione dei ricavi, una chiara definizione dei rapporti contrattuali e una pianificazione dei contributi, l’autonomia professionale diventa un vantaggio competitivo concreto.
Hai dubbi sul Regime Forfettario?
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