Fattura professionista in Gestione Separata INPS: la rivalsa al 4%

Che tu sua un avvocato, un notaio o un Freelancer per te sussiste l’obbligo di emettere la fattura elettronica. Solo coloro che hanno aderito al Regime Forfettario sono esentati da quest’ obbligo.

La fattura è un documento che viene compilato e rilasciato dal professionista che esegue la prestazione d’opera o di servizio, a fronte del pagamento del cliente.

La fattura del professionista, definita anche parcella, è un documento fiscale obbligatorio, che serve a dimostrare l’esercizio della propria attività. Per poter rilasciare una fattura occorre essere in possesso della Partita Iva.

Fattura professionista: focus

L’emissione della fattura deve avvenire immediatamente dopo aver ricevuto il pagamento da parte del cliente. Spesso i professionisti rilasciano un altro tipo di fattura, definita pro forma, che non ha valenza di documento fiscale e che non obbliga il lavoratore autonomo al versamento dell’IVA, tuttavia si tratta di un documento da rilasciare al cliente in attesa che avvenga il pagamento vero e proprio.

Solo a quel punto il professionista emetterà la fattura elettronica valida ai fini fiscali.

La fattura di ogni professionista è formata da due parti: una descrittiva, in cui sono indicati i dati del titolare della Partita Iva (questa parte resta immutata, fatta eccezione per la numerazione progressiva delle fatture) e una tabellare, che muta ad ogni prestazione e contiene informazioni che riguardano il cliente, il valore del servizio/lavoro svolto e il computo dell’IVA da versare su quella prestazione.

Quando si compila una fattura, dunque, occorre inserire l’aliquota IVA applicata o la ritenuta d’acconto. Questi due elementi devono essere inserite e liquidate in modi diversi, in base al soggetto che emette la fattura.

Anche in questo caso, coloro che hanno aderito al Regime Forfettario si comportano in modo differente, in quanto sono esentati dal’ applicazione dell’ IVA e dalla Ritenuta d’Acconto. Ecco una Guida completa sul Regime Forfettario.

In quest’articolo ci concentreremo sulle fatture rilasciate dai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, con particolare riferimento a coloro che operano nell’ambito del Regime Forfettario.

Fattura professionista senza cassa: come si calcola la rivalsa INPS del 4%

I liberi professionisti che esercitano una professione per la quale non è stata istituita un’apposita cassa previdenziale, sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata INPS.

Per questa categoria di lavoratori autonomi è prevista la facoltà di inserire in fattura la rivalsa INPS del 4%. L’aliquota definita rivalsa INPS deve essere inclusa sia nel calcolo dell’imponibile IVA che ne calcolo della base imponibile della ritenuta d’acconto.

Per comprendere meglio quanto appena detto, facciamo un esempio pratico.

Se un libero professionista esegue una prestazione il cui costo è pari a 100 euro, a questo occorre aggiungere la rivalsa INPS del 4% che, in questo caso, è di 4 euro. Pertanto, la base imponibile che servirà a calcolare l’IVA o la ritenuta d’acconto è di 104 euro (costo della prestazione + rivalsa INPS).

Nel nostro esempio, l’IVA del 22% dovrà essere calcolato prendendo come base imponibile il valore di 104 euro, lo stesso discorso vale anche per la ritenuta d’acconto al 20%. Sommando il costo della prestazione, la rivalsa INPS al 4% e l’importo dell’IVA o della ritenuta d’acconto si otterrà il “netto a pagare”, ovvero il totale della fattura.

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Fattura professionista che aderisce al Regime Forfettario

Il Regime Forfettario, conosciuto anche come regime fiscale semplificato e agevolato, offre ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi che vi aderiscono una serie di vantaggi che riguardano sia la sfera fiscale che quella contributiva.

Per conoscere tutti gli aspetti vantaggiosi che caratterizzano questo regime forfettario, è preferibile affidarsi ad un professionista del settore che saprà consigliarti al meglio. Se sei un lavoratore autonomo Freelance e, quindi, operi sfruttando le potenzialità della rete potresti avere qualche difficoltà a trovare un commercialista o un fiscalista che sappia gestire la tua professione.

In effetti, il settore in cui operi è nuovo e alcuni professionisti non dispongono della formazione necessaria per consigliarti le mosse più convenienti. Per questo, ti invito a cercare un commercialista specializzato nel campo dei Freelancer per poter sfruttare al meglio tutti i vantaggi che ti spettano.

Regime Forfettario e contributo alla cassa di previdenza del 4%

I titolari di Partita IVA che operano nell’ambito del Regime Forfettario possono notare gli aspetti vantaggiosi di questo regime fiscale sin dalla compilazione della prima fattura.

Ne deriva che chi sceglie di aderire al Regime Forfettario non è tenuto ad inserire in fattura (e quindi a versare) l’aliquota IVA e lo stesso discorso vale anche per la ritenuta d’acconto.

Tuttavia, per le prestazioni occasionali il cui importo a pagare supera il valore di 77,47 euro è previsto l’obbligo di applicare in fattura una marca da bollo di 2 euro. Quello della marca da bollo è un costo che, seppure esiguo, può essere richiesto al cliente.

Per quanto riguarda l’applicazione della marca da bollo, per titolari di Partita IVA che operano nell’ambito del Regime Forfettario, è previsto l’obbligo di incollare la marca direttamente sul documento originale.

Diverso è il discorso in caso di fatturazione elettronica che determina l’obbligo di liquidare la marca da bollo con cadenza trimestralmente tramite il Modello di pagamento F24.

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Fattura Elettronica e Regime Forfettario

I lavoratori autonomi e i liberi professionisti che esercitano la loro professione adottando il Regime Forfettario, decidono di aderire ad un regime fiscale che comporta una serie di semplificazioni ai fini Iva e delle imposte dirette.

Nello specifico, chi opera nell’ambito del Regime Forfettario non è obbligato a:

  • Addebitare l’Iva in fattura ai propri clienti;
  • Detrarre l’imposta sugli acquisti;
  • Dichiarare e liquidare l’ IVA;
  • Presentare la dichiarazione annuale prevista per gli altri regimi;
  • Fornire la fattura elettronica.

A proposito di quest’ultimo punto, occorre precisare che l’obbligo di fatturazione elettronica esiste dal 2017 e che tutti i titolari di partita Iva, che devono rispettarlo, sono tenuti ad utilizzare il Sistema di Interscambio.

Se in un primo momento quest’obbligo riguardava solo lo scambio di beni e servizi tra privati e Pubblica Amministrazione, successivamente è stato ampliato il raggio d’azione, rendendo necessario l’emissione del documento fiscale in formato digitale anche per gli scambi di beni o servizi che avvengono tra privati.

Tuttavia, per i soggetti titolari di Partita Iva che si avvolgono del regime fiscale Forfettario non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica fatta eccezione per le operazioni eseguite nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Apertura Partita in Gestione Separata Inps

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A presto
Giampiero Teresi

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