Partita IVA per Wedding Planner: questa la scelta ideale

Ecco l’opzione più conveniente per aprire un’agenzia per l’organizzazione di matrimoni.

Hai sempre avuto una certa vocazione per l’organizzazione di feste e cerimonie e ti piacerebbe trasformare questa tua capacità innata in un vero e proprio lavoro?

Beh, oggigiorno la figura professionale di organizzatore di eventi è sempre più ricercata, specie per i matrimoni.

Non a caso, anche in Italia la tradizionale cerimonia matrimoniale sta lasciando sempre più spazio a modalità alternative, sulla falsa riga dei matrimoni scenografici da film americano.

Questo grazie all’avvento del wedding planner, un vero e proprio professionista dell’organizzazione di matrimoni.

Ma è sempre necessario aprire una Partita IVA per svolgere questa professione?

Scopriamolo subito.

La prestazione occasionale: un’opportunità realistica per un wedding planner?

Se cerchi informazioni su come aprire una Partita IVA online, sappi che non tutti ti menzionano uno strumento mediante il quale potresti evitare, almeno inizialmente, questa operazione.

Sto parlando della prestazione occasionale, un metodo utile a chi magari ha già un lavoro e vuole semplicemente arrotondare lo stipendio o a chi sta muovendo i suoi primi passi nel settore per testare le proprie capacità.

La prestazione occasionale ti permette di fornire un servizio lavorativo saltuario senza dover emettere fattura, quindi senza Partita IVA.

Nel momento in cui esegui la prestazione, sei tenuto a rilasciare al tuo cliente una ricevuta in cui vengono indicati i tuoi dati anagrafici e l’entità del tuo compenso.

Ovviamente, questa modalità prevede diverse limitazioni.

Non è possibile superare il limite di 5.000 € di entrate annuali, non è consentito eseguire prestazioni che oltrepassino i 30 giorni consecutivi di lavoro, non si può fornire più di una prestazione all’anno per lo stesso committente ed è vietato pubblicizzare la propria attività.

Alla luce di questo, capirai come chiunque ambisca a crescere e sviluppare l’attività di wedding planner non possa fare affidamento su questo metodo e sia quindi obbligato ad aprire una Partita IVA.

Leggi anche: Partita IVA sviluppatore: come aprirla e lavorare da freelance

Aprire la Partita IVA come organizzatore di feste e cerimonie.

L’apertura della Partita IVA è una pratica molto rapida, semplice e senza costi.

Per avviarla è necessario procurarsi il modello AA9/12, un modulo scaricabile da internet in cui dovrai indicare:

  • dati anagrafici;
  • dati fiscali;
  • sede dell’attività;
  • codice ATECO dell’attività (nel tuo caso 96.09.05);
  • regime fiscale.

È molto importante che tu provveda a inoltrare questo modulo debitamente compilato entro 30 giorni dall’inizio della tua attività di wedding planner, e per farlo hai 3 possibilità:

  • presentarlo a mano presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate;
  • inviarlo tramite raccomandata A/R;
  • inviarlo in via telematica.

La scelta del codice ATECO e del regime fiscale sono fondamentali per sviluppare la tua attività nel modo giusto.

Quale inquadramento fiscale scegliere?

Per un’attività appena nata è molto importante partire con il piede giusto, e il miglior modo per farlo è evitare i classici errori che vengono commessi da chi si cimenta per la prima volta con il lavoro autonomo.

Le decisioni prese all’inizio possono condizionare a lungo gli sviluppi della tua attività, per cui affidarsi ad un buon commercialista online o di fiducia rappresenta una decisione saggia.

Una di queste decisioni è quella del regime fiscale da adottare, e non vi è dubbio alcuno sul fatto che la migliore sia quella di optare per la Partita IVA forfettaria.

Questo regime fiscale agevolato infatti, consente di sfruttare diversi vantaggi, ma prevede alcune limitazioni e requisiti per poter farne parte, il principale dei quali è il rispetto del limite di fatturato annuo di 65.000 €.

Adottando il regime forfettario, potrai godere di diverse semplificazioni gestionali e contabili e liberarti di alcuni adempimenti burocratici.

Infatti, in questo regime di vantaggio sarai esonerato dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto, pertanto riceverai sempre il 100% dei tuoi compensi e potrai essere più competitivo nei prezzi rispetto ai tuoi competitor che operano in regime ordinario.

Altre importanti semplificazioni sono:

  • esonero dalla fatturazione elettronica;
  • niente dichiarazioni e liquidazioni IVA;
  • niente studi di settore;
  • esonero dal pagamento delle addizionali comunali e regionali;
  • esonero dall’IRAP;
  • niente modello ISEE.

Ma il più grande beneficio della Partita IVA a regime forfettario riguarda la tassazione.

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Tasse e contributi per un wedding planner in regime forfettario.

Sicuramente quella relativa alle tasse è la questione che più di tutte crea preoccupazione in chi si accinge ad avviare un’attività in proprio.

Se entrerai a far parte del regime forfettario, però, potrai godere di una tassazione tra le più basse d’Europa.

L’aliquota sostitutiva unica in questo regime fiscale è fissata al 5% per le nuove Partite IVA in fase di start-up per i primi 5 anni di attività, per poi salire al 15% dal sesto anno.

Il calcolo delle imposte viene effettuato tenendo conto dei coefficienti di redditività stabiliti dallo Stato per ogni codice ATECO. Questi valori determinano contemporaneamente il totale imponibile e i costi forfettari.

Sì, perché nel regime forfettario, i costi reali non vengono considerati, ma in base a ogni tipo di attività lo Stato li ipotizza su base percentuale.

Facciamo un esempio.

Ammettiamo che durante il tuo primo anno di attività di wedding planner riesca a fatturare 30.000 €.

Il coefficiente di redditività per il tuo codice ATECO è del 67%. Ciò significa che il tuo reddito lordo soggetto a tassazione coinciderà col 67% del tuo fatturato totale, quindi 20.100 €.

Questo perché lo Stato ipotizza che durante l’anno hai avuto spese di gestione pari a 9.900 € (il 33% è il valore percentuale dei costi forfettari).

Dunque, applicando l’aliquota del 5% sul reddito lordo, pagherai 1.005 € di imposte.

Per quanto riguarda i contributi, invece, dal momento che un wedding planner fa parte dei cosiddetti professionisti senza albo di riferimento, sarai costretto a iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Questa modalità di contribuzione prevede che non vi siano costi fissi, ma che si versi una percentuale del 25,98% sul reddito lordo. Quindi anche per i contributi dovrai far fede sul coefficiente di redditività.

Attenzione però!

Se anziché lavorare come professionista opti per aprire una vera e propria agenzia con una ditta individuale, il discorso cambia.

In questo caso dovrai iscriverti alla Gestione commercianti, che prevede quote contributive minimali fisse pari a circa 3.850 € annui, che possono crescere se il fatturato oltrepassa un certo limite.

Leggi anche: Fisioterapista & Partita IVA forfettaria: come aprirla per pagare meno tasse

In conclusione.

Allora, sei pronto a iniziare?

Là fuori ci sono tanti futuri sposi che aspettano soltanto te per pianificare al meglio il loro giorno più bello e importante.

Ma visto che per te il giorno più importante potrebbe essere quello in cui deciderai di aprire la Partita IVA, affidati a chi conosce il regime forfettario meglio delle proprie tasche!

No, non sto esagerando.

Sono anni ormai che ho deciso di specializzarmi esclusivamente in questo regime fiscale, e non a caso ho sviluppato questo blog in cui affronto i temi relativi al regime forfettario.

Inoltre ho avviato un servizio di contabilità online ad abbonamento che ti consentirà di risparmiare parecchio rispetto ad un commercialista tradizionale.

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A presto
Giampiero Teresi

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