Scopri come svolgere questo lavoro in condizioni vantaggiose.
Quello dell’assistente sociale è un impiego molto importante, che permette di prestare un servizio e ricevere gratificazioni morali oltre che pecuniarie.
Per operare in questo ambito è possibile collaborare presso strutture pubbliche e private da lavoratore dipendente. Ma puoi anche aprire una Partita IVA e svolgere questa professione in autonomia.
Se cercavi informazioni su come aprire una Partita IVA online per operare come libero professionista in questo settore, mettiti comodo e leggi quest’articolo.
Ti spiegherò come agire per avviare la tua attività e ti illustrerò i vantaggi di quella che sarebbe la scelta più conveniente per te: quella della Partita IVA a regime forfettario.
L’apertura della Partita IVA per assistente sociale.
Esattamente come tante altre figure professionali, anche un assistente sociale, per poter svolgere il proprio ruolo, è tenuto a iscriversi al proprio albo di riferimento.
Una volta eseguito questo passaggio, è possibile procedere all’avvio della propria attività e, quindi, all’apertura della Partita IVA.
Per richiedere il numero di Partita IVA, ma in generale prima di avviare una qualsiasi attività in proprio, è sempre meglio cercare un buon commercialista online.
L’aiuto di un consulente preparato e aggiornato ti aiuterà a evitare errori che possono poi condizionare il tuo futuro professionale.
L’apertura della Partita IVA è un’operazione semplice, veloce e senza costi. L’ente che si occupa di questa operazione è l’Agenzia delle Entrate, alla quale dovrai presentare richiesta mediante un modulo, il Modello AA9/12.
All’interno di questo modulo dovrai inserire una serie di dati, tra cui:
- la sede della tua attività (che può essere anche il tuo domicilio);
- il codice Ateco, che identifica il tipo di attività che andrai a svolgere (nel caso dell’assistente sociale è 88.99.00);
- il regime fiscale che adotterai;
- i tuoi dati anagrafici e fiscali.
La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. I tempi di disbrigo della pratica sono solitamente brevi, ed è plausibile che nel giro di pochi giorni ti verrà attribuito il numero di Partita IVA.
Leggi anche: Contributi INPS regime forfettario: come calcolarli
Perché scegliere il regime forfettario per l’attività di assistente sociale.
Uno dei campi più importanti che dovrai compilare all’interno di questo modulo è quello relativo al regime fiscale che deciderai di applicare alla tua attività.
In Italia esistono tre regimi fiscali:
- il regime ordinario;
- il regime semplificato;
- il regime forfettario.
Quest’ultimo è senz’ombra di dubbio quello che offre maggiori vantaggi.
Tra i più convenienti in Europa, questo regime fiscale agevolato include svariate semplificazioni contabili e consente una gestione decisamente semplificata rispetto agli altri due.
Naturalmente, per poter farne parte, è necessario rispettare alcuni requisiti, il più importante dei quali riguarda il limite di fatturato.
Per operare all’interno del regime forfettario, infatti, non bisogna superare i 65.000 € di fatturato totale annuo.
Ma ora vediamo quali sono i suoi vantaggi principali.
Tanto per cominciare, una Partita IVA forfettaria è esonerata dal pagamento dell’IVA e dalla ritenuta d’acconto.
Ciò significa che, oltre a incassare sempre il 100% dei tuoi compensi, godrai di un notevole vantaggio concorrenziale rispetto a chi opera negli altri regimi ed è quindi costretto ad aggiungere l’IVA in fattura.
Inoltre, non sarai tenuto a ottemperare ad altri oneri burocratici e fiscali come:
- il pagamento delle imposte regionali e comunali;
- il pagamento dell’IRAP;
- gli studi di settore;
- il modello ISEE.
Tutte queste semplificazioni e agevolazioni implicano anche una spesa minore per la gestione della contabilità, ma l’aspetto più vantaggioso del regime forfettario è legato, manco a dirlo, alla tassazione.
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Il calcolo delle imposte nel regime forfettario.
Le imposte, in questo regime fiscale, vengono calcolate in base a un’aliquota sostitutiva.
Quest’aliquota, che sostituisce gli scaglioni IRPEF, corrisponde al 5% del fatturato lordo per i primi cinque anni di attività (solo per le nuove Partite IVA che rispettino alcuni parametri), e al 15% dal sesto anno in poi o in caso di passaggio dal regime ordinario o semplificato.
Per capire su quale importo dovrai calcolare le imposte, non potrai detrarre le spese agli incassi, ma dovrai attenerti al coefficiente di redditività che lo Stato ipotizza per il tuo genere di attività.
In relazione al coefficiente di redditività, otterrai una stima dei costi forfettari, che naturalmente devono essere quanto più allineati coi costi reali affinché questo regime fiscale risulti davvero conveniente.
Facciamo un esempio pratico.
Ipotizziamo che durante il primo anno di attività riesca a fatturare 30.000 €. Poiché il coefficiente di redditività per l’attività di assistente sociale è del 78%, le imposte verranno calcolate su 23.400 €.
Ciò significa che, per lo Stato, durante l’anno hai avuto spese corrispondenti al 22% del tuo fatturato totale, quindi a 6.600 €.
È ovvio che, nel caso in cui tu abbia sostenuto spese pari o addirittura minori a questo importo, pagare il 5% (1.170 €) o il 15% (3.510 €) sul fatturato lordo risulti davvero conveniente.
Ma se le tue spese reali superano in maniera pesante tale cifra, andrai a pagare le tasse anche per importi che in realtà non costituiscono un utile.
Per questo è importante affidarsi a un bravo consulente prima di prendere qualsiasi decisione, e valutare i possibili costi che andrai ad affrontare con proiezioni realistiche.
I contributi previdenziali per un assistente sociale nel forfettario.
Così come per le tasse, anche per i contributi dovrai considerare il coefficiente di redditività. Non essendoci, infatti, una cassa previdenziale di riferimento per la tua figura professionale, sarai obbligato a iscriverti alla Gestione Separata INPS.
Il calcolo dei versamenti che dovrai effettuare andrà fatto sempre sul fatturato lordo, per una percentuale del 25,72%.
I contributi, dunque, saranno sempre legati ai tuoi ricavi, e questo è un grande vantaggio. Pensa, infatti, che un artigiano o un commerciante, ad esempio, è obbligato a versare delle quote fisse, a prescindere dal fatturato prodotto, anche nel caso fosse nullo.
Inoltre, a partire dal secondo anno di attività, potrai portare in deduzione i costi sostenuti per il versamento dei tuoi contributi, e quindi scalarli dal fatturato lordo, abbattendo ulteriormente l’imponibile.
Leggi anche: Partita IVA Web Master: regime agevolato o prestazione occasionale?
In conclusione.
Se stai pensando di esercitare la professione di assistente sociale in forma autonoma come libero professionista, e sei interessato ad aprire una Partita IVA forfettaria, puoi contare sul mio aiuto.
Da parecchi anni ho dedicato tutte le mie energie a questo settore e mi sono specializzato nel regime forfettario, elaborando un sistema di consulenza online, a prezzi vantaggiosissimi.
Se vuoi parlare direttamente con me per avere maggiori informazioni, non devi far altro che compilare il Form di Contatto sul mio sito internet www.regime-forfettario.it.
Sarò io stesso a richiamarti dopo qualche ora per cercare di chiarire tutti i tuoi dubbi e per esporti le mie vantaggiose tariffe.

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A presto
Giampiero Teresi
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